

di Massimiliano Catapano
La Salernitana non riesce a rialzarsi. Dopo il ko nel derby, all’"Arechi" (foto Trapani FC) arriva soltanto un 1-1 contro il Trapani e il segnale che lascia il pomeriggio granata è inquietante: la squadra di Raffaele continua a smarrire punti e certezze, mentre il Catania scappa a +5 e la corsa verso la Serie B, per il primato diretto, assomiglia sempre più a un’illusione. Il copione è quello già visto troppe volte negli ultimi anni: partenza ad handicap, rimonta solo parziale e una lunga mezz’ora finale di assedio sterile, più nervoso che lucido. Alla fine piovono fischi sugli spalti e si alza forte la contestazione: nel mirino c’è innanzitutto la società, accusata di riproporre ogni stagione gli stessi errori strutturali, di programmazione e di mercato. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico: è il pensiero che rimbalza tra Curva e Distinti, con una parte del pubblico convinta che questa proprietà non abbia realmente il passo per un progetto calcistico ambizioso. Sul banco degli imputati finisce anche Giuseppe Raffaele. Il tecnico ha dato un’identità al gruppo, ha provato a costruire uno spogliatoio compatto, ma le sue scelte - tempi dei cambi, lettura delle partite, gestione dei momenti chiave - appaiono sempre più sotto esame. La sensazione è che anche lui stia entrando in una pericolosa spirale di confusione: la squadra gioca a sprazzi, sbaglia approcci, spreca occasioni pesanti e non riesce a trasformare il dominio territoriale in vittorie.
CRONACA PRIMO TEMPO
La partita si accende presto: la Salernitana prova a spingere con Longobardi sulla destra, ma il Trapani colpisce al primo vero affondo. Al 9’ Grandolfo prova il tiro dalla distanza, una deviazione beffa Donnarumma e vale lo 0-1 dopo il controllo del FVS. I granata non si disuniscono e reagiscono con conclusioni dalla distanza di Capomaggio e Ferraris, mentre Longobardi sfiora il pari sugli sviluppi di un cross di Anastasio neutralizzato da Giron. Il Trapani tenta di spegnere il ritmo, ma al 35’ arriva il pareggio: punizione magistrale di Anastasio, traiettoria precisa e 1-1 meritato. Nel finale arriva l’errore che pesa: ripartenza perfetta, Longobardi mette dentro per Inglese che, invece di colpire in maniera semplice, tenta un tacco e liscia malamente la palla. Occasione enorme sprecata. A pochi minuti dall’intervallo il Trapani reclama un rigore per una trattenuta su corner: FVS e check al monitor, ma Di Loreto non concede il penalty e caccia due membri della panchina siciliana. Si chiude sull’1-1, con una Salernitana che dà l’impressione di poter fare di più ma continua a complicarsi la vita.
CRONACA SECONDO TEMPO
Il secondo tempo parte al 46’ con un brivido immediato per i granata: Carriero colpisce di testa e manda alto di poco. La Salernitana prova a riorganizzarsi e al 64’ De Boer sfiora il palo dopo un inserimento centrale. È però Ferrari a rendersi protagonista: al 70’ si presenta davanti a Galeotti ma il portiere del Trapani compie una parata decisiva; al 72’ l’attaccante va di nuovo vicino al goal in scivolata, senza trovare la porta. Aronica rinfresca il reparto offensivo al 77’, mentre Raffaele risponde al 82’ con un triplo cambio ultra-offensivo (dentro Liguori, Knezovic e Quirini). La chance più importante arriva proprio dai piedi dei nuovi entrati: all’85’ Liguori serve Knezovic che di testa spedisce sopra la traversa da buona posizione. Nel finale la tensione si alza. Al 91’ la Salernitana invoca il rigore per un possibile tocco di mano dopo un tiro di Quirini: FVS al lavoro, ma niente penalty. Due minuti dopo, al 93’, Ferrari finisce giù in area, ma il check segnala un precedente tocco di mano dell’attaccante e la revisione svanisce. Gli ultimi minuti sono un alternarsi di proteste, nervosismo e gialli (Achik e Liguori), ma non arrivano altre occasioni per cambiare il destino del match. La gara si chiude al 100’: 1-1 finale e fischi dell’"Arechi".
ANALISI FINALE
Il pari non basta e non può bastare. Il Trapani, con ordine e spirito di sacrificio, porta via un punto prezioso; la Salernitana, invece, lascia per strada due punti che rischiano di pesare come macigni. Il Catania prende il largo, le inseguitrici si avvicinano e la squadra di Raffaele deve ora consolidarsi almeno in zona play-off. Il sogno del primato e della risalita diretta in Serie B è ormai lontano e appare come un’illusione alimentata più dai desideri che dai fatti. Responsabilità? La piazza non ha dubbi: la società, incapace di correggere i propri errori ormai cronici; il tecnico, sempre più in confusione nei momenti decisivi; e una programmazione che si ripete identica da anni, senza crescita e senza prospettive solide. I tifosi non chiedono miracoli, ma serietà, competenza e chiarezza. E soprattutto rispetto per una piazza che continua a riempire lo stadio nonostante tutto.
TABELLINO
SALERNITANA (3-5-2): Donnarumma; Matino, Golemic, Anastasio; Longobardi (26’ st Achik), Tascone (37’ st Quirini), Capomaggio, De Boer (37’ st Knezvovic), Villa; Ferraris (18’ st Ferrari), Inglese (37’ st Liguori). A disposizione: Brancolini, Cevers, Coppolaro, Ubani, Varone, Iervolino, Di Vico. All.: Raffaele
TRAPANI (4-3-3): Galeotti; Ciotti, Motoc, Negro (39’ st Pirrello), Giron; Marcolini, Celeghin, Carriero (10’ st Podrini); Ciuferri (32’ st Vazquez), Grandolfo (32’ st La Sorsa), Canotto (10’ st Benedetti). A disposizione: Ujkaj, Kirwan, Salines. All.: Aronica
ARBITRO: Di Loreto di Terni. Assistenti: Lauri, Cardinali. IV uomo: Pacella. FVS: Russo
RETI: 9’ Grandolfo (T), 35’ Anastasio (S)
NOTE: Ammoniti Carriero, Celeghin (T), Achik, Liguori (S). Espulsi dir. Volume, Buffa (T). Corner 5-2 per la Salernitana. Recupero 1’ pt, 10’ st. Spettatori 10.119 (5.289 abbonati).
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