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Disabilità, oltre gli slogan: la denuncia del Movimento Italiano Disabili alle istituzioni che si ricordano dei fragili solo un giorno all'anno

07/12/2025

di Massimiliano Catapano

In occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità, le pagine ufficiali di comuni, regioni, ministeri e rappresentanti politici si sono riempite di frasi ad effetto, slogan accattivanti e riflessioni di circostanza. Una marea di post, foto e messaggi celebrativi che, però, ancora una volta non hanno trovato riscontro in azioni reali e programmabili nel tempo. A denunciarlo con forza è il Movimento Italiano Disabili (MID), attraverso la voce del Coordinatore regionale per la Campania, Giovanni Esposito, che punta il dito contro quella che definisce una "rituale liturgia dell’ipocrisia istituzionale". Secondo Esposito, ciò che è accaduto in queste ore è sotto gli occhi di tutti: istituzioni locali e nazionali, di ogni colore politico, hanno esibito la propria sensibilità sui social e sulle bacheche ufficiali, ma senza indicare un solo passo concreto che possa aprire davvero nuovi spiragli di dignità e inclusione per le persone con disabilità nel nostro Paese. "La domanda - afferma Esposito - oggi nasce spontanea: che cosa resterà nella coscienza di questi rappresentanti istituzionali di una giornata così celebrata a parole? Finito il clamore, chi spegnerà il riflettore e tornerà alla quotidianità come se nulla fosse accaduto?".

Il Coordinatore del MID incalza ancora: "Vorremmo sapere quale sarà, da domani, l’impegno reale e verificabile di chi governa i territori, di chi siede nei consigli comunali, regionali e in Parlamento. Perchè è troppo facile ricordarsi delle persone con disabilità trecentosessantacinque giorni l’anno solo attraverso una ricorrenza, salvo poi lasciarle sole di fronte ai problemi che condizionano ogni ora della loro vita". Ed è proprio su questo punto che Esposito insiste con maggiore amarezza. Per chi vive una condizione di disabilità - sottolinea - il problema non riguarda una sola data sul calendario, ma un’intera esistenza fatta di barriere materiali e culturali: pensioni di invalidità ferme a livelli che definire da fame non è esagerato, territori spesso inaccessibili tra marciapiedi impraticabili, trasporti non adeguati e servizi assenti, una drammatica carenza di opportunità di lavoro realmente pensate per le diverse forme di disabilità, tali da consentire una vera autonomia economica e sociale, con una sanità che in molti casi non riesce a garantire percorsi tempestivi, personalizzati e rispettosi della dignità della persona.

"In questo quadro - prosegue Esposito - le persone con disabilità non chiedono pietà nè carità, ma diritti esigibili. Chiedono che le istituzioni smettano di comportarsi come muri di gomma: assorbono proteste, appelli, richieste, ma non restituiscono mai risposte chiare e impegni verificabili. È da questi muri che continuiamo a rimbalzare". Il Movimento Italiano Disabili, al contrario, rivendica un lavoro quotidiano e silenzioso accanto alle famiglie e alle persone che non hanno voce. "Noi - rimarca il Coordinatore regionale - continuiamo ogni giorno a raccogliere segnalazioni, a denunciare disservizi, a chiedere tavoli di confronto veri, non passerelle. Continuiamo a fare ciò che dovrebbe essere compito naturale delle istituzioni: dare ascolto, trasformare il bisogno in proposta, la proposta in atto concreto". Da qui il messaggio, tanto duro quanto lucido, che Esposito affida alla politica nazionale e locale: "Le vostre parole di ieri rimarranno lettera morta se non verranno seguite da riforme, fondi adeguati, piani di accessibilità, misure per il lavoro e per l’autonomia personale. Le persone con disabilità non possono più vivere appese a slogan vuoti: hanno diritto a una progettualità di lungo periodo, a un Paese che le consideri cittadini a pieno titolo e non semplici destinatari di post celebrativi".

Nella sua riflessione finale, il Coordinatore del MID lancia anche un appello alla società civile: "Non lasciateci soli in questa battaglia. La disabilità riguarda tutti: oggi è la realtà di qualcuno, domani può toccare ad altri. Un Paese che non garantisce dignità, sostegno e integrazione a chi è più fragile è un Paese che tradisce se stesso". Finita la giornata delle celebrazioni, resta dunque una domanda che pesa come un macigno sulle coscienze dei decisori pubblici: le istituzioni saranno capaci di trasformare la retorica in responsabilità, gli slogan in diritti? Il Movimento Italiano Disabili, guidato da Giovanni Esposito in Campania, ha scelto di non abbassare la voce e di continuare a bussare contro quei muri di gomma che la politica, negli anni, ha innalzato. Se da parte delle istituzioni non arriveranno risposte nuove, concrete e verificabili, la Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità resterà - ancora una volta - solo una data da ricordare sui social, ma dimenticata nella vita reale di chi ogni giorno lotta per essere riconosciuto come cittadino tra i cittadini.

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