

di Massimiliano Catapano
Sul ring allestito nel padiglione fieristico di Calangianus, in Sardegna, venerdì sera - 5 dicembre – il sogno di un ragazzo di Salerno è diventato realtà. Francesco De Rosa, 28 anni, ha conquistato il titolo EBU Silver dei pesi supergallo mandando al tappeto il campione in carica, il belga di origini armene Geram Eloyan, per KOT alla decima ripresa. Per il pugile della Pugilistica Salernitana del presidente Enzo Santulli si tratta della dodicesima vittoria da professionista, ottava prima del limite: un record immacolato (12-0, 8 KO) che lo proietta definitivamente nell’élite europea e lo candida a traguardi ancora più importanti sul palcoscenico mondiale.
La notte di Calangianus: cadere, rialzarsi, dominare
La sfida con Eloyan non è stata una passeggiata. Sul ring sardo De Rosa ha trovato davanti a sè un avversario esperto, mobile, abituato a gestire la distanza e a sfruttare ogni esitazione. Nelle prime riprese il campione in carica ha provato a imporre il proprio ritmo, costringendo l’italiano a misurare con attenzione tempi e spazi. Il momento più delicato è arrivato al sesto round: un paio di colpi precisi di Eloyan hanno sorpreso De Rosa, costringendo l’arbitro al conteggio. Un lampo che avrebbe potuto cambiare la storia del match. Invece, è diventato la scintilla che ha acceso definitivamente il salernitano.
Dal settimo in poi De Rosa ha alzato il volume del proprio pugilato: pressione costante, ritmo alto, jab insistito a preparare le combinazioni al corpo e al volto. Round dopo round Eloyan ha iniziato a perdere lucidità, costretto a indietreggiare, sempre più spesso sulle corde. Alla decima ripresa, la svolta definitiva: una lunga serie di colpi, portati con continuità e precisione, ha piegato la resistenza del belga-armeno. L’arbitro, visto Eloyan incapace di difendersi in modo efficace, ha interrotto il match decretando il KOT e consegnando a De Rosa la cintura EBU Silver dei supergallo. Una vittoria costruita con testa, cuore e un carattere da vero campione.
L'orgoglio di Salerno sul ring
Dietro questo trionfo c’è una squadra che lavora nell’ombra ma pesa come un colpo ben assestato. All’angolo di De Rosa, come sempre, il tecnico Emilio Desiderio e Mario Di Bartolomeo, riferimenti tecnici e umani che lo accompagnano da tempo nel suo percorso di crescita. Il legame con la città è un tratto distintivo del pugile salernitano: ad ogni vittoria, sul ring compaiono sciarpe o t-shirt di Salerno o della Salernitana, simboli identitari che De Rosa espone con orgoglio, quasi a ricordare a tutti da dove arriva e chi rappresenta. Ieri non ha fatto eccezione: la cintura EBU Silver ha idealmente viaggiato dalla Sardegna fino al lungomare di Salerno, passando per la storica palestra della Pugilistica Salernitana.
Dalla Germania all'Inghilterra: le vittorie lontano da casa
Il trionfo di Calangianus è l’ultimo capitolo di un percorso costruito con pazienza e coraggio, spesso lontano dai riflettori italiani. Nell’ottobre dello scorso anno De Rosa aveva già dimostrato di saper vincere in trasferta, superando nettamente ai punti lo spagnolo Farlin Condori in Germania, in un match a senso unico chiuso con decisione unanime. Ma è a Coventry, in Inghilterra, che il suo nome ha iniziato a circolare con forza nel mondo del pugilato europeo. Il 29 giugno 2024, al Coventry Skydome, ha affrontato l’imbattuto beniamino di casa Nyall "Non-Stop" Berry per il vacante titolo IBF European dei supergallo. S
fidato dai pronostici, che lo davano sfavorito, De Rosa ha mandato al tappeto l’inglese all’ottava ripresa, imponendosi per KO tecnico e firmando una delle sorprese più rumorose degli ultimi anni per il movimento italiano. Quella vittoria in terra britannica è stata il primo segnale forte lanciato alla categoria: un italiano capace di uscire dai confini nazionali, di battere un talento locale nel suo ambiente, di reggere la pressione e trasformarla in energia. Il successo di ieri in Sardegna, stavolta in una notte "di casa", ha confermato che non si è trattato di un exploit isolato, ma di un percorso in costante ascesa.
Cintura EBU Silver: un trampolino verso il mondo
La conquista del titolo EBU Silver dei supergallo non è soltanto una medaglia da appendere al curriculum, ma un passaggio chiave nella carriera di Francesco De Rosa. La cintura EBU Silver rappresenta infatti una porta d’accesso privilegiata verso il titolo europeo "pieno" e, più in là, verso le grandi occasioni a livello mondiale. Con un record di 12 vittorie in altrettanti incontri e una percentuale di KO che testimonia la sua pericolosità offensiva, il salernitano entra ora in una dimensione diversa: quella dei pugili che non si limitano a partecipare, ma che aspirano a dominare la scena internazionale. Le prospettive sono quelle di sfide contro avversari di primissima fascia, magari già nel prossimo futuro, con la possibilità di scalare ancora i ranking di categoria.
Il risveglio più bello
Questa mattina, per De Rosa, il risveglio è stato diverso da tutti gli altri: al fianco, non una cintura sognata, ma un titolo conquistato al termine di una battaglia dura, segnata da un conteggio subito e da una rimonta costruita col carattere. Per Salerno, è il risveglio di una città che si scopre ancora una volta protagonista nello sport, grazie a un ragazzo che sul ring porta i colori della sua terra e li difende col sorriso di chi sa da dove è partito e quanto ha dovuto faticare per arrivare fin qui. La strada, adesso, è tracciata: dal padiglione fieristico di Calangianus alle luci dei grandi palcoscenici internazionali, il nome di Francesco De Rosa ha già varcato i confini. E se c’è una cosa che ieri sera il nuovo campione EBU Silver ha dimostrato ancora una volta, è che si può cadere, ma la differenza la fa sempre chi trova la forza di rialzarsi e continuare a combattere fino all’ultimo secondo.
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