

di Massimiliano Catapano
Un vasto giro di medicinali dopanti venduti illegalmente è finito sotto la lente dei Carabinieri del Nas, in un’operazione di respiro nazionale che, nella mattinata del 4 dicembre 2025, ha coinvolto anche la provincia di Salerno. Su disposizione della Procura di Savona sono stati eseguiti oltre sessanta decreti di perquisizione, con controlli mirati in tutta Italia. Al centro dell’indagine ci sono soggetti legati all’ambiente del bodybuilding e delle palestre, ritenuti coinvolti nella diffusione di farmaci ad azione dopante al di fuori dei canali autorizzati. Si tratterebbe di prodotti utilizzati per incrementare massa muscolare e prestazioni fisiche, potenzialmente pericolosi per la salute se assunti senza controllo medico e fuori da ogni prescrizione. L’operazione, condotta in prima linea dai Nas di Torino e Genova, ha interessato ben quaranta province italiane: Alessandria, Ascoli Piceno, Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Como, Cremona, Cuneo, Ferrara, Genova, Imperia, Lecce, Livorno, Milano, Modena, Monza, Novara, Padova, Parma, Pavia, Pescara, Ravenna, Reggio Calabria, Rimini, Roma, Salerno, Sassari, Savona, Siena, Teramo, Terni, Torino, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Verona e Vicenza. Una mappa estesa che restituisce la dimensione capillare del fenomeno.
L’attività investigativa è finalizzata prima di tutto a intercettare e sequestrare i farmaci non autorizzati, bloccandone la circolazione. Le perquisizioni sono state eseguite in abitazioni private, locali riconducibili al mondo del fitness e altri luoghi frequentati da appassionati di culturismo, con l’obiettivo di ricostruire l’intera catena: dai canali di approvvigionamento fino alla distribuzione finale ai consumatori. Fondamentale il supporto dei comandi territoriali dell’Arma e dei vari reparti Nas presenti sul territorio nazionale, che hanno affiancato le unità impegnate sul campo. Un ruolo specifico è stato affidato anche alla sezione Criptovalute del Comando Carabinieri Antisofisticazioni Monetari, chiamata a verificare se parte del commercio illecito avvenisse attraverso pagamenti in valute digitali o piattaforme online, proprio per rendere più difficile il tracciamento delle transazioni. Per il salernitano, come per le altre province coinvolte, l’operazione rappresenta un segnale forte contro il ricorso a scorciatoie pericolose nel mondo dello sport e del benessere fisico. Dietro l’immagine di programmi "miracolosi" di allenamento o di integratori presentati come innocui, possono nascondersi farmaci dopanti privi di garanzie, acquistati su circuiti paralleli e assunti senza alcuna tutela. L’indagine è ancora in corso: gli inquirenti stanno analizzando il materiale sequestrato per definire con precisione quantità, tipologia dei farmaci, canali di arrivo in Italia e ruoli dei singoli indagati. Fino alla conclusione del procedimento e a eventuali sentenze definitive, tutte le persone coinvolte restano, com’è doveroso ricordare, presunte innocenti.
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