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Salernitana irriconoscibile al "Vigorito", le pagelle del crollo granata in una notte da dimenticare

02/12/2025

di Massimiliano Catapano

La Salernitana esce dal "Vigorito" con un 5-1 che pesa come un macigno, non soltanto per il passivo ma per il modo in cui la squadra si è sciolta dopo una mezz’ora brillante, forse la migliore dell’intera stagione. Dopo il gol del pareggio, invece di cavalcare l’inerzia, i granata hanno staccato la spina, lasciandosi travolgere da un Benevento feroce nelle ripartenze e più lucido nei momenti chiave. Ne viene fuori una serata nera, in cui emergono limiti tecnici, fragilità mentali e una gestione tattica che lascia più di un interrogativo. Di seguito le pagelle dei granata:

Donnarumma 4 - Serata storta, e si vede fin dai primi minuti. Sul colpo di testa di Pierozzi resta piantato, come sorpreso dal movimento dell’avversario. Poi alterna interventi straordinari - la parata su Lamesta e quella su Manconi in contropiede sono da applausi - a uscite spericolate che mettono i brividi. Nel finale cede anche lui alla confusione generale, sbagliando posizione sul quarto goal e non riuscendo a leggere la traiettoria del quinto. Prestazione piena di luci e ombre, ma gli errori pesano troppo.

Matino 4 - Gioca con coraggio nonostante non sia al meglio, ma la generosità non basta. Il corner del vantaggio nasce da un suo errore evidente e nell’azione del raddoppio di Tumminello si accascia in area rinunciando al contrasto, un gesto che spacca mentalmente la partita. Ammirevole lo spirito, molto meno la gestione degli episodi.

Golemic 4,5 - Letto male il taglio di Pierozzi, che gli prende il tempo e infila l’1-0. Da lì in avanti affonda con la linea difensiva, sempre in ritardo sulle letture e spesso sistematicamente scavalcato dal Benevento quando accelera. Un pomeriggio complicato, senza mai la sensazione di poter invertire il trend.

Frascatore 4 - Inizia da braccetto, poi si allarga quando la Salernitana passa a quattro. Ma il nuovo ruolo lo manda fuori giri: Lamesta gli scappa continuamente, lo salta, lo manda fuori fase. Sbaglia posizione, tempi, coperture. L’ingresso di Anastasio non migliora la situazione, ma la sua prova resta tra le più negative. (Dal 13’ st Anastasio 5 - Chiamato in causa a partita ormai compromessa, prova a mantenere l’ordine ma il contesto lo travolge).

Coppolaro 4,5 - Compiti difensivi e compiti offensivi si sovrappongono senza mai trovare un equilibrio. Quando prova a spingere sbaglia un cross semplice con tre compagni liberi in area. In fase difensiva il Benevento lo infila tra le linee con una facilità disarmante. (Dal 14’ st Varone 5,5 - Ci mette corsa e qualche recupero, inutile però ai fini della gara).

Capomaggio 5 - I primi trenta minuti sono da leader: vince duelli, costruisce gioco, si inserisce e centra anche un palo clamoroso. Poi qualcosa si spegne, come se l’autostima della squadra evaporasse dopo il pari. Il suo autogol è figlio della disperazione, non della superficialità. Ma resta una serata amara per chi aveva iniziato dominando.

De Boer 5 - La qualità c’è, la si vede soprattutto nelle prime costruzioni. Ma non è al meglio e alla distanza cala vertiginosamente. Fatale il pallone perso che spalanca al Benevento il 3-1 da cui la Salernitana non si rialzerà più. Troppo leggero quando serviva solidità.

Villa 5,5 - Raffaele lo sposta da esterno a mezzala e lui prova ad adattarsi come può. Corre, riempie gli spazi, ma non riesce mai a incidere davvero. L’impegno è evidente, ma la resa è modesta.

Liguori 5 - Parte bene con un sinistro velenoso che mette in difficoltà Vannucchi. Dopo il pareggio però scompare dai radar, come se qualcuno avesse spento un interruttore. (Dal 13’ st Inglese 5 - Non dà profondità, non tiene palla, non accompagna l’azione. Prestazione opaca).

Ferrari 5,5 - Il più pericoloso dei granata: colpisce una traversa con una giocata di classe pura, entra nell’azione del momentaneo 1-1 e sfiora il goal in un paio di occasioni. È in fiducia, ma resta isolato nella solitudine dell’attacco. (Dal 36’ st Achik s.v.)

Ferraris 5 - Prova a creare qualcosa quando parte largo, ma paga dazio in fase difensiva: Lamesta lo salta netto e da lì nasce il 2-1 che spezza l’equilibrio emotivo del match. (Dal 19’ st Ubani 5,5 - Volenteroso ma poco concreto).

Allenatore: Raffaele 4 - Una partita che lascia più domande che risposte. La Salernitana per mezz’ora domina: crea, spinge, mette il Benevento in affanno. Poi, dopo il gol del pari, si scioglie inspiegabilmente. La gestione del corner che porta al contropiede del 3-1 è un errore gravissimo, sintomo di una squadra disattenta e nervosa. Il passaggio alla difesa a quattro, peraltro con due centrali adattati sugli esterni, si rivela un azzardo pagato carissimo. Troppe prove, troppi esperimenti, troppa instabilità. La panchina ora traballa per davvero. Il 5-1 di Benevento non è solo un risultato pesante: è un campanello d’allarme assordante per una Salernitana che continua a mostrare fragilità psicologiche evidenti. La squadra vista nei primi trenta minuti è da vertice; quella del resto del match è in piena crisi. E questo dualismo, ormai cronico, rischia di essere il vero avversario di questa stagione.

Redazione Sport - Salernitana -

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