

di Massimiliano Catapano
Caporetto granata al "Ciro Vigorito". Il 5-1 con cui il Benevento spazza via la Salernitana non è solo un passivo pesantissimo: è uno schiaffo morale, tecnico e societario. I giallorossi di Floro Flores (foto Benevento Calcio) sorpassano i granata e volano al secondo posto a 32 punti, alle spalle del Catania capolista a quota 34. La Salernitana, invece, crolla al terzo posto a 31, con una prestazione che cancella alibi e attenuanti. Si può discutere delle scelte di Giuseppe Raffaele, ma continuare a scaricare tutto sull’allenatore è l’ennesima comoda fuga dalla realtà: il problema vero porta il nome della società e del suo patron Danilo Iervolino, che ha costruito un progetto fragile, incompleto e senza una vera identità.
La cronaca del primo tempo: illusione, VAR e tracollo
La partita si apre con un Benevento subito aggressivo: dopo pochi secondi Maita ci prova dalla distanza, il pallone sfila alla sinistra di Donnarumma. La risposta granata è immediata e, per qualche minuto, incoraggiante. Al 3’, Ferrari illumina la scena: rabona del centravanti per l’inserimento di Ferraris a sinistra, cross preciso e colpo di testa dello stesso Ferrari che si stampa sulla traversa. È il primo segnale di una squadra che sembra voler giocare a viso aperto. Ma al 7’ arriva la doccia fredda: calcio d’angolo di Prisco, Pierozzi anticipa tutti di testa e batte Donnarumma sul primo palo. Difesa immobile, portiere sorpreso, Benevento avanti 1-0. La Salernitana prova a reagire: Liguori ci prova dal limite, ma Vannucchi blocca senza affanni; pochi minuti più tardi, sugli sviluppi di un piazzato, Capomaggio sfiora il pareggio di testa centrando il legno. È il secondo "legno" della Bersagliera dopo quello di Ferrari. Al 23’ esplode la confusione nell’area beneventana: una conclusione di Ferrari sembra aver oltrepassato la linea di porta, i granata esultano a metà, il Benevento protesta, il direttore di gara si affida al sistema FVS. Serve una lunghissima revisione, la partita resta sospesa nell’incertezza e il nervosismo monta. Al 29’ Madonia conferma il goal: 1-1, Ferrari ristabilisce la parità e ridà fiato alla Salernitana.
Ferraris si sacrifica e lotta su ogni pallone, arrivando anche a restare dolorante dopo un contrasto duro con Scognamillo. Al 38’ Manconi entra male su Coppolaro e diventa il primo ammonito del match. Al 40’ il Benevento reclama un rigore per una trattenuta di Capomaggio su Lamesta in area: i padroni di casa protestano a lungo, ma per l’arbitro non ci sono gli estremi per il penalty. Sul prosieguo dell’azione Manconi ci prova di testa, Donnarumma si distende e blocca in tuffo. La partita sembra incanalarsi verso l’intervallo sull’1-1, ma la Salernitana si spegne di colpo e il Benevento ne approfitta in maniera spietata. Al 43’ Lamesta disegna un cross perfetto dalla destra, Tumminello anticipa tutti di testa e insacca il 2-1. Difesa ancora una volta in ritardo, Donnarumma battuto senza possibilità di intervento. Il vero crollo emotivo arriva però al 49’, in pieno recupero del primo tempo: corner per la Salernitana, tutti avanti alla ricerca del pari, ma il Benevento riparte in contropiede. Sul traversone basso verso il centro dell’area, Capomaggio, nel tentativo disperato di anticipare Della Morte, devia il pallone nella propria porta. Autogoal, 3-1, e Salernitana psicologicamente al tappeto proprio prima del duplice fischio. Il parziale di 3-1 con cui si va al riposo è il manifesto di una squadra fragile, incapace di restare dentro la partita nei momenti decisivi.
La ripresa: Tumminello dilaga, la Salernitana sparisce
Il secondo tempo si apre con la Salernitana che prova almeno a reagire nelle intenzioni, ma non nei fatti. Al 3’ si alzano dalla panchina Inglese, Achik, Knezovic, Varone e Anastasio: Raffaele pensa già a cambiare volto alla squadra, segno che qualcosa, tatticamente e mentalmente, non ha funzionato dall’inizio. Al 5’ arriva però il colpo del definitivo K.O.: Lamesta calcia, Donnarumma respinge corto e Tumminello è il più lesto a raccogliere il pallone e a siglare il 4-1. Difesa ferma, portiere abbandonato, Benevento spietato. Al 14’ l’allenatore granata prova la mossa della disperazione: dentro Inglese, Anastasio e Varone al posto di Frascatore, Liguori e Coppolaro. Cambia l’assetto, ma non cambia l’inerzia del match. Al 16’ Tumminello sfiora addirittura la tripletta: ancora l’attaccante giallorosso si ritrova in zona tiro e conclude di poco a lato della porta di Donnarumma. La Salernitana barcolla, non accorcia, non riparte e concede campo e fiducia a un Benevento che gioca sulle ali dell’entusiasmo.
Due minuti più tardi, al 18’, il risultato assume i contorni dell’umiliazione: Lamesta viene servito praticamente solo davanti alla porta granata e non sbaglia, firmando la 'manita' del 5-1. Al 20’ arrivano nuovi cambi su entrambi i fronti: nei granata fuori Ferraris e dentro Ubani, nel Benevento fuori Lamesta e Della Morte, sostituiti da Simonetti e Ricci. Al 24’ Ferrari perde anche la testa, commettendo un fallo a palla lontana su Scognamillo e rimediando un’ammonizione evitabile, simbolo di una frustrazione diffusa. Al 28’ Floro Flores richiama in panchina Pierozzi inserendo Romano; al 29’ gli uomini di casa sfiorano addirittura il 6-1: Tumminello scavalca Donnarumma con un pallonetto, ma sulla linea arriva il salvataggio di Golemic. Al 32’ spazio anche a Mignani e Viscardi per Tumminello e Ceresoli: il Benevento chiude la gara in gestione, mentre la Salernitana aspetta solo il fischio finale. Al 35’ Raffaele effettua l’ultimo cambio inserendo Achik per Ferrari. Vengono concessi due minuti di recupero, ma il risultato non cambia: al 48’ della ripresa il 5-1 sancisce la notte più buia della stagione granata.
Una classifica che parla chiaro: basta alibi, società sotto accusa
Il campo non mente mai, ma questa volta urla. Con questa sconfitta, la Salernitana scivola al terzo posto a quota 31 punti, superata proprio dal Benevento che sale a 32 e si prende il secondo posto. In vetta c’è il Catania a 34, che osserva dall’alto la bagarre alle sue spalle. Numeri che basterebbero da soli a lanciare un allarme, ma che diventano ancora più gravi se incrociati con il modo in cui i granata sono usciti dal Vigorito: confusi, fragili, senza reazione. Raffaele avrà sicuramente le sue responsabilità: scelte discutibili, squadra troppo lunga, incapacità di leggere il momento del match dopo l’1-1 e soprattutto dopo il 2-1. Ma ridurre tutto all’allenatore sarebbe l’ennesima scorciatoia. La radice del problema è più in alto: una società che ha imposto rivoluzioni continue, progetti tecnici cambiati in corsa, una programmazione che sembra vivere di improvvisazioni più che di idee chiare. Danilo Iervolino ha il dovere di guardare in faccia la realtà: non si può pretendere di competere ai vertici con una struttura instabile, una rosa incompleta in alcuni reparti e una pressione caricata sistematicamente sulle spalle del tecnico di turno. Questa sconfitta non è un incidente di percorso: è un campanello d’allarme assordante. Il 5-1 di Benevento è una pagina da vergognarsi, per tutti. Perchè quando una squadra smette di giocare dopo il pari, si sfalda al primo schiaffo, crolla emotivamente prima dell’intervallo e non abbozza una vera reazione nella ripresa, le responsabilità sono collettive. E da stasera, per la Salernitana, gli alibi sono ufficialmente finiti.
TABELLINO
BENEVENTO (4-2-3-1): Vannucchi; Pierozzi (28′ st Romano), Scognamillo, Saio, Ceresoli (32′ st Viscardi); Maita, Prisco; Lamesta (20′ st Simonetti), Della Morte (20′ st Ricci), Manconi; Tumminello (32′ st Mignani). A disposizione: D’Alessio, Esposito, Mehic, Carfora, Cantisani, Tsingaras, Talia. Allenatore: Floro Flores
SALERNITANA (3-4-2-1): Donnarumma; Matino, Golemic, Frascatore (14′ st Inglese); Coppolaro (14′ st Varone), De Boer, Capomaggio, Villa; Liguori (14′ st Anastasio), Ferraris (20′ st Ubani); Ferrari (35′ stAchik). A disposizione: Brancolini, Knezovic, Quirini, Iervolino, Di Vico, Boncori. Allenatore: Raffaele
ARBITRO: Madonia di Palermo. Assistenti: Gentile, Boato. IV uomo: Luongo. FVS: Ferraro
RETI: 7′ pt Pierozzi, 29′ pt Ferrari (S), 43′ Tumminello, 49 aut. Capomaggio, 5′ st Tumminello, 18′ st Lamesta
NOTE: Ammoniti Manconi (B), Ferrari (S). Calci d’angolo 3-3. Prima del calcio d’inizio osservato un minuto di silenzio in memoria di Nicola Pietrangeli.
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