

di Massimiliano Catapano
All’Azienda Ospedaliera Universitaria "Ruggi d’Aragona" di Salerno il clima è cambiato. Con l’arrivo del direttore generale Ciro Verdoliva, la parola d’ordine è una sola: rispetto rigoroso delle regole, a prescindere dal ruolo ricoperto. E il segnale è arrivato chiaro nelle ultime settimane, con un provvedimento disciplinare pesante nei confronti di una dirigente medico, che è anche delegata sindacale: per lei è scattata una sospensione complessiva di circa tre mesi dal servizio e dalla retribuzione. Secondo quanto emerso, a metà novembre sarebbero stati formalizzati due distinti procedimenti disciplinari: il primo con una sanzione di 60 giorni di sospensione, il secondo con ulteriori 25 giorni, da scontare consecutivamente. In pratica, un lungo periodo lontano dal reparto e dalle corsie del "Ruggi", con immediata interruzione dell’attività lavorativa e dello stipendio.
La vicenda non è nata sotto la nuova gestione, ma affonda le sue radici nei mesi precedenti, quando dagli uffici erano partiti esposti e sollecitazioni interne in merito a presunte violazioni comportamentali. La pratica, tuttavia, era rimasta a lungo ferma nei cassetti amministrativi, in una sorta di limbo procedurale. L’insediamento di Verdoliva ha impresso la svolta: il nuovo direttore generale ha rimesso mano al dossier, sbloccando l’iter entro i 180 giorni previsti dalle norme per la conclusione dei procedimenti disciplinari. I comportamenti contestati alla dirigente, stando alle indiscrezioni circolate negli ambienti ospedalieri, coinvolgerebbero anche altri professionisti del presidio. Un quadro che lascia intendere come il caso possa non esaurirsi con questa sola sospensione e che, anzi, potrebbero maturare ulteriori provvedimenti nelle prossime settimane, qualora le verifiche interne dovessero confermare criticità più ampie nei rapporti e nelle dinamiche di reparto.
La dipendente, dal canto suo, ha cercato di difendersi in tutte le sedi, respingendo gli addebiti e presentando le proprie controdeduzioni. Ma la linea dell’Azienda è rimasta ferma: gli organi interni hanno ritenuto fondate le contestazioni, confermando in pieno l’impianto disciplinare. Per la dirigente medico è arrivata così una "doccia fredda" che la terrà lontana dal lavoro almeno fino al nuovo anno. Il messaggio che arriva dal vertice del “Ruggi” è chiaro: con Verdoliva non ci sono zone grigie, né corsie preferenziali. Che si tratti di un semplice medico, di un dirigente o di una figura sindacale, la regola è una sola: chi indossa il camice e opera all’interno dell’Azienda è tenuto a mantenere comportamenti irreprensibili, nel pieno rispetto delle procedure e dell’organizzazione del lavoro.
In questa chiave, il pugno duro del nuovo direttore generale non è soltanto un atto punitivo, ma viene letto anche come un segnale politico-organizzativo: voltare pagina rispetto a prassi considerate troppo tolleranti in passato, ristabilire una gerarchia di responsabilità chiara e ribadire che, in un grande ospedale pubblico, la credibilità istituzionale passa anche dalla capacità di intervenire tempestivamente quando emergono condotte ritenute fuori linea. Al "Ruggi", il vento è cambiato: d’ora in avanti, tutti sono chiamati a filare dritto.
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