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Cavese, Prosperi post Casertana: "Con avversari di questo livello ogni errore costa. Nunziata non è il capro espiatorio"

30/11/2025

di Massimiliano Catapano

Dopo sei risultati utili consecutivi, la Cavese inciampa a Caserta (3-1) al termine di un derby a due velocità: primo tempo ordinato e concreto, ripresa meno lucida e meno feroce nei contrasti. Fabio Prosperi non si nasconde: riconosce i meriti della Casertana, difende i suoi giovani e scandisce la rotta per ripartire. "All’intervallo eravamo dentro la partita e, per larghi tratti, in controllo", apre il tecnico. "Al rientro loro hanno spinto subito e l’episodio dell’1-1 ha scompensato gli equilibri. Con una squadra di questo livello, ogni sbavatura la paghi". Il momento chiave arriva poco dopo: "Abbiamo avuto la palla per tornare avanti e Di Lucia ha fatto una parata pesante. Il loro secondo gol ci ha tolto inerzia, anche se siamo rimasti mentalmente agganciati al match». La fotografia della ripresa è netta: «È la parte che abbiamo interpretato peggio: nei duelli siamo stati poco aggressivi e l’intensità non è stata quella abituale. Con avversari forti, lo paghi". Prosperi respinge con decisione ogni caccia al colpevole, soprattutto quando il discorso scivola sui più giovani. "Se scegli di valorizzare i ragazzi, devi mettere in conto qualche sbavatura", premette. "Nunziata è probabilmente la vera sorpresa di questa Cavese: parliamo di un 2007 che l’anno scorso era in Primavera 2. L’errore che ha commesso può capitare anche a un difensore esperto. Ha avuto qualche incertezza in più del solito, è vero, ma fa parte del percorso. Non abbiamo perso per causa sua. In diverse letture potevamo essere migliori tutti, non solo lui".

Il quadro generale resta equilibrato: niente euforia prima, niente allarmismi ora. "Non potevamo illuderci di essere già fuori da ogni difficoltà", ricorda Prosperi. "Perdere a Caserta può succedere, anche se dà fastidio. La prossima sarà contro la capolista, o una delle più forti: il cammino è duro e lo sappiamo". I numeri recenti restano un capitale tecnico e psicologico: !Venivamo da un periodo estremamente positivo: 12 punti in 6 gare, 15 in 8, forse oltre le aspettative. Era fisiologico attraversare un momento complicato. Sono rimasto sereno quando vincevamo e lo resto adesso: ci sono cose da aggiustare, e lo direi anche se oggi (ieri, ndr) avessimo vinto 3-0. Dobbiamo rispettare le nostre caratteristiche tecniche e fisiche e proseguire sulla stessa strada". Capitolo cambi, niente staffette preconfezionate: scelte figlie del ritmo e della condizione. "Non era prevista una staffetta Orlando–Fella", chiarisce l’allenatore. "Orlando sta recuperando: non ha più problemi, ma non ha ancora la brillantezza di qualche settimana fa. L’ho tolto intorno al quarto d’ora della ripresa, poco prima del loro goal, per tenere alta la qualità: Fella quella qualità la garantisce. Mi servivano anche energie fresche con caratteristiche fisiche un po’ diverse, sapendo che loro avrebbero alzato i giri". Sulle responsabilità dell’1-1, Prosperi è perentorio: "Il goal non c’entra con la posizione di Orlando, Fella o Munari: è un episodio, una rimessa laterale e una giocata di qualità. Non ho cambiato modulo: ho solo invertito Fella e Munari sulle corsie".

Le alternative, peraltro, erano ridotte. "Diarrassouba stamattina aveva l’influenza e non è potuto andare in panchina, quindi le rotazioni erano limitate", spiega. "Avevo anche la necessità di dare minuti a Fella, perchè ne avremo bisogno, e non volevo rischiare una ricaduta con Orlando". Sul fronte degli indisponibili, un aggiornamento non confortante: "Ubaldi? Temo che ne avrà ancora per un po’. Non so se riusciremo a rivederlo dopo la sosta o magari per l’ultima partita prima della pausa: oggi non posso dare certezze". La sintesi è una bussola chiara: rigore sui dettagli, protezione del gruppo, nessun alibi. "Con avversari di questo livello ogni errore costa", ribadisce Prosperi, "ma il nostro percorso non cambia: si lavora, si corregge, e si riparte". La Cavese esce dal Pinto con una lezione severa e un patrimonio di consapevolezze: per restare in alto servono la stessa personalità del primo tempo e l’intensità che nella ripresa è mancata. Il campionato non aspetta; i blufoncè nemmeno.

Redazione Sport - Sport -

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