

di Massimiliano Catapano
La festa per i neoeletti al Consiglio regionale ha avuto un controcanto netto: quello del Movimento Italiano Disabili. A parlare è Giovanni Esposito, coordinatore regionale del MID in Campania, che legge il dato più clamoroso delle consultazioni del 23-24 novembre - l’astensione attorno al 56% - come il segnale di una rottura profonda tra cittadini e politica. Non semplice disaffezione, ma la percezione, maturata nel tempo, di non essere più rappresentati. "Slogan e promesse a ogni campagna, poi la realtà resta identica" è, in sostanza, il messaggio che Esposito affida all’opinione pubblica. Secondo il MID, dietro quel silenzio delle urne c’è l’amarezza per un vuoto di responsabilità che si traduce in disservizi quotidiani. E se questo vale per molti, diventa drammatico per chi convive con la disabilità e per le loro famiglie. In Campania, parliamo di oltre 300 mila persone direttamente coinvolte: un pezzo di società che chiede normalità - non privilegi - e che, invece, si scontra con una sanità raramente calibrata sui bisogni reali, con barriere architettoniche e culturali ancora diffuse, con un’inclusione sociale troppo spesso confinata alle dichiarazioni d’intenti.
Esposito accende i riflettori su alcune criticità strutturali: la carenza di servizi diurni pubblici per ragazzi con disabilità e percorsi di integrazione realmente accessibili a tutti; la fragilità della rete territoriale; un mercato del lavoro che continua a escludere. Il collocamento mirato previsto dalla legge 68/1999 resta, nei fatti, un’opportunità a macchia di leopardo: il tasso di disoccupazione delle persone con disabilità rimane "ancora molto alto", denuncia il MID, tra obblighi disattesi, insufficienti controlli e sostegni alle imprese non sempre efficaci. È su questo terreno che il Movimento chiede alla politica di misurarsi: niente più conferenze, niente più formule consolatorie, ma atti concreti. Una sanità organizzata "a misura di persona", con tempi certi e servizi domiciliari, la messa a rete dei centri pubblici per l’autonomia, investimenti stabili in accessibilità (trasporti, scuole, uffici, luoghi di lavoro), percorsi di formazione mirata e un controllo rigoroso sull’applicazione delle norme occupazionali. Soprattutto, una cabina di regia permanente con le associazioni, per trasformare l’ascolto in decisioni e le decisioni in risultati verificabili.
Il giudizio di Esposito è severo: "Si prenda atto del fallimento di questi anni e si cambi marcia". Non un grido di protesta fine a sè stesso, ma la richiesta di un patto nuovo tra istituzioni e cittadini: meno autocelebrazione, più responsabilità pubblica; meno comunicati, più soluzioni. Perchè la credibilità si riconquista solo così. Nel frattempo - conclude il coordinatore regionale del MID - mentre la politica riflette e brinda agli obiettivi raggiunti, noi continueremo a rappresentare chi si sente lasciato ai margini, a dare voce a chi non ne ha, a difendere diritti troppo spesso trattati come concessioni. È un impegno che non finisce la notte dello spoglio: comincia da lì.
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.