

di Massimiliano Catapano
A 24 ore dall’apertura dei seggi per le regionali del 23–24 novembre, il Movimento Italiano Disabili (MID) rompe il silenzio e presenta il conto alla politica campana. "Gli oltre 300.000 cittadini con disabilità residenti in Campania per cosa dovrebbero votarvi? Quali sono state le vostre proposte?" chiede, senza giri di parole, Giovanni Esposito, coordinatore regionale del MID. La campagna elettorale appena conclusa, denuncia il Movimento, è stata un lungo esercizio di slogan, passerelle e selfie, ma povera di contenuti su inclusione, lavoro e accessibilità: temi che, per milioni di famiglie, non sono bandiere da esibire, bensì necessità quotidiane. Il j’accuse è frontale. Per il MID, nel mare di promesse e degustazioni che hanno accompagnato i comizi, la disabilità è rimasta ai margini. Nessuna visione, poche idee, quasi zero impegni verificabili: "Si è parlato davvero poco o niente", rileva Esposito. Una rimozione che pesa, perché i diritti non sono materia accessoria e non possono essere rimandati alla prossima occasione utile. "È giunto il momento di dire basta a una politica che non rappresenta più nessuno, nemmeno i più deboli", insiste il coordinatore.
Al centro della critica c’è il vuoto programmatico: parole "lanciate a caso", promesse indistinte, nessuna mappa di percorso per i prossimi cinque anni. Eppure le domande sono chiarissime: trasporti pubblici realmente accessibili, abbattimento effettivo delle barriere architettoniche e digitali, presa in carico socio-sanitaria continuativa, sostegno alla vita indipendente, scuola e università in grado di garantire pari opportunità, percorsi di inserimento lavorativo stabili e non episodici. Non si tratta di favori, ma di diritti esigibili. La richiesta del MID è semplice e, allo stesso tempo, impegnativa: sostituire l’album dei ricordi di campagna elettorale con un calendario di fatti, scadenze, responsabilità. Non bastano proclami o fondi "in prospettiva"; servono tempi, cifre, misure e verifiche pubbliche. Un patto trasparente con l’elettorato con disabilità - oltre 300 mila persone in Campania, più le loro famiglie - che consenta di misurare, mese dopo mese, se le promesse si trasformano in realtà.
L’appello arriva in un momento decisivo. Domani e dopodomani si vota, e la scelta non può essere delegata all’inerzia. Per Esposito e per il MID, "il popolo resta sovrano nell’eleggere i propri rappresentanti" - e la sovranità, per essere tale, ha bisogno di consapevolezza e memoria. Ricordare chi ha parlato e chi ha taciuto, chi ha presentato proposte e chi si è limitato ai rituali della passerella, è un atto politico tanto quanto tracciare una X sulla scheda. C’è anche un messaggio ai candidati: chi aspira a governare non può ignorare una parte così ampia e fragile della comunità. L’inclusione non è un capitolo residuale, ma la cartina di tornasole della qualità democratica di una Regione. La distanza tra slogan e vita reale si misura sulle rampe che mancano, sugli autobus che non si possono prendere, sui bandi inaccessibili, sulle famiglie lasciate sole. È lì che si gioca la credibilità di un programma.
Il MID non indulge a perifrasi: "Basta false speranze, basta vuoto istituzionale". L’invito è a non farsi più "ingannare da nessuno" e a "iniziare da noi stessi il cambiamento". Tradotto: voto informato, richiesta di impegni specifici, controllo civico costante. Perchè i diritti delle persone con disabilità non possono attendere la prossima tornata elettorale nè sopravvivere di annunci. Alla vigilia del voto, il quadro è nitido: o la politica sceglie di guardare in faccia la realtà - e di farsene carico - oppure continuerà a collezionare promesse senza ricadute. Il MID, intanto, ha posto le domande giuste. Ora tocca ai candidati rispondere con la sola lingua che conta: quella dei fatti.
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