

di Massimiliano Catapano
È una data destinata a restare: questa mattina, 21 novembre 2025, sono ufficialmente partiti i lavori del nuovo "Arechi". Nel cantiere, aperto e perimetrato all’alba, erano presenti il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca (a fine mandato), il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, il direttore generale di ARUS Flavio De Martino e, per la Salernitana, l’ad Umberto Pagano e il segretario generale Christian Romanazzi. Con le prime rampe di scala della curva Nord già abbattute, prende corpo un progetto che non si limita a rifare lo stadio: punta a creare una vera "Cittadella dello Sport e dello Spettacolo", affiancando all’impianto un moderno Palazzetto per eventi indoor, concerti e grandi manifestazioni, in un’area servita anche dalla metropolitana. "Oggi diamo inizio ai lavori per il nuovo stadio di Salerno - sottolinea il sindaco Vincenzo Napoli - un impianto splendido e davvero innovativo, frutto di una visione condivisa con il presidente De Luca e con l’amministrazione su questo pezzo di città. Stadio e Palazzetto non ospiteranno solo sport, ma anche cultura: un investimento che eleva Salerno e la proietta in una dimensione più centrale".
Il primo cittadino fissa anche la traiettoria operativa: "Il cronoprogramma è serrato: completiamo il Campo "Volpe" per garantire la piena operatività e consentire i lavori sull’"Arechi" in sicurezza e senza interruzioni. Si lavorerà giorno e notte, con una durata stimata tra 18 e 24 mesi". Il disegno architettonico e impiantistico, illustrato dall’ingegnere Flavio De Martino, punta a un "Arechi" tra i più moderni d’Italia. "Demoliremo l’attuale primo anello per realizzare un’unica fascia continua, in stile inglese, più compatta e vicina al campo, così da migliorare visibilità e partecipazione. Tutti i settori saranno coperti". Scompare la foresta delle vecchie torri faro: "L’illuminazione verrà integrata nella copertura, con proiettori di nuova generazione lungo il bordo superiore". La sostenibilità è parte strutturale: "Pannelli fotovoltaici alimenteranno l’impianto, per efficienza energetica e minore impatto ambientale». Terminato il cantiere, l’Arechi entrerà nel novero degli stadi candidabili a Euro 2032. Nel frattempo, la Salernitana traslocherà al "Volpe" non appena completato, trasformandolo poi in eredità stabile per la città".
Dal fronte regionale, De Luca rimarca la svolta con toni perentori: "Le demolizioni partono oggi. È il risultato di tre anni e mezzo di lavoro programmato: i cantieri non si improvvisano dall’oggi al domani. Non si perde neppure un secondo". E rilancia sulla competizione tra territori: "Siamo davanti a tutti: altrove si discute e si annuncia, qui i lavori sono cominciati». Sullo sfondo, anche il tema dell’identità: «Quando lo stadio sarà pronto, valuteremo un nuovo nome, confrontandoci con la tifoseria". Infine, l’obiettivo internazionale: "Lo candidiamo a ospitare gli Europei del 2032". L’investimento pubblico è robusto: circa 150 milioni di euro stanziati dalla Regione Campania per il rifacimento dell’"Arechi" e la riqualificazione del Campo "Volpe". Risorse che puntano non solo a un salto di qualità sportivo, ma a una rigenerazione urbana capace di attrarre flussi, eventi e opportunità economiche nell’area orientale della città. L’avvio del cantiere segna, di fatto, un cambio di fase: un anello unico, coperture totali, luci integrate e fotovoltaico non sono semplici migliorie, ma il lessico di un’infrastruttura europea. Se il cronoprogramma promesso - "lavori giorno e notte", come ribadito dal Comune - sarà rispettato, Salerno potrà contare entro due anni su uno stadio all’altezza delle ambizioni della sua comunità e del suo club. Con il Palazzetto a completare la "cittadella", la città si candida a diventare hub dello sport e dello spettacolo nel Mezzogiorno. Oggi il nuovo "Arechi" non è più un rendering: è un cantiere aperto.
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