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Nola, la telefonata delle 15.15 e la videochiamata alla madre: Noemi Riccardi uccisa in casa, il fratello Vincenzo confessa

20/11/2025

di Massimiliano Catapano

È mercoledì pomeriggio, ieri 19 novembre, quando alle 15.15 la linea del 112 si apre con una voce tesa, spezzata: "Ho ucciso mia sorella. L’ho accoltellata". La chiamata parte da via San Paolo Bel Sito 150, quinto piano del Palazzo Cassese, nel comune di San Paolo Bel Sito, alle porte di Nola. Quando i Carabinieri arrivano, la porta dell’appartamento è socchiusa. Dentro, Noemi Riccardi, 23 anni, è riversa a terra: i sanitari del 118 non possono fare altro che constatare il decesso. Accanto, senza opporre resistenza, c’è il fratello Vincenzo Riccardi, 25 anni, che poco prima ha videochiamato la madre per mostrarle il corpo della figlia. Secondo una prima ricostruzione, la giovane è stata colpita con sei o sette coltellate. L’arma - un coltello da cucina - è stata recuperata nell’abitazione. L’uomo viene accompagnato in caserma per essere ascoltato dagli investigatori: «Ho avuto un raptus», spiega. L’inchiesta è coordinata dal pm di turno della Procura di Nola, presente sul posto per dirigere i primi accertamenti.

Il racconto di quelle ore si intreccia con il retroscena più doloroso: appena ricevuta la videochiamata, la madre, rimasta impietrita con il telefono in mano, avrebbe trovato la forza di sussurrare a una collega "Questa volta me l’ha uccisa", prima di precipitarsi verso casa. In quell’appartamento vivevano in tre, senza il padre. Noemi lavorava come commessa in un bar, mentre Vincenzo - raccontano alcuni residenti - era considerato un ragazzo «difficile» e in passato avrebbe avuto scatti d’ira anche contro la madre. Un altro elemento che gli inquirenti hanno già acquisito è lo stato di fragilità dei due fratelli: entrambi erano seguiti dal Centro di salute mentale di Nola. Un dettaglio che, pur non spiegando l’irreparabile, entra a pieno titolo nel quadro investigativo che prova a dare un senso all’assurdo. Le domande ora sono tutte sui minuti che hanno preceduto l’omicidio: c’è stato un litigio? Un gesto improvviso? Quale miccia ha acceso la furia che ha spezzato una famiglia?

Gli investigatori stanno scandagliando telefoni, testimonianze dei vicini, dinamica delle ferite, per ricostruire con precisione la sequenza degli eventi. Sarà la magistratura, sulla base degli atti, a formalizzare i provvedimenti nei confronti del 25enne. Nel silenzio che è calato sul quinto piano di via San Paolo Bel Sito resta la traccia di una tragedia domestica consumata in pochi istanti: una giovane vita spezzata, una madre schiacciata da un dolore indicibile e una comunità che si interroga su ciò che poteva essere visto, previsto, fermato. I carabinieri della Compagnia di Nola proseguono gli accertamenti, mentre la Procura coordina gli approfondimenti per cristallizzare responsabilità, movente e dinamica di un omicidio che, in un grigio mercoledì di novembre, ha trasformato una casa di famiglia nel teatro dell’orrore.

Salerno - Cronaca -

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