

di Massimiliano Catapano
Code rosso sulle liste d’attesa dell’Asl Salerno per le visite oculistiche. Secondo la segnalazione raccolta nelle ultime ore, le agende degli ambulatori nel capoluogo risultano disponibili soltanto tra settembre e ottobre 2026; nel distretto di Castellabate le prime date utili scivolano addirittura a gennaio 2027. Un orizzonte di prenotazione così remoto racconta da solo la gravità del problema. A levare la voce è Mario Polichetti, responsabile nazionale del Dipartimento Salute dell’Udc, che parla di una deriva non più tollerabile: "Le prenotazioni? A Salerno si arriva all’autunno 2026, a Castellabate addirittura all’inizio del 2027. È il segno di una crisi maturata in anni di gestione inadeguata". Per il dirigente centrista, l’entità dei ritardi certifica un sistema fuori binario: "Se per un semplice controllo oculistico si è costretti ad attendere oltre dodici mesi, vuol dire che il meccanismo è fuori controllo. Questa, piaccia o no, è l’eredità lasciata dal centrosinistra alla guida della sanità campana".
Polichetti lega l’allungamento delle liste d’attesa a nodi strutturali mai sciolti: "Calendari fissati così lontano non sono un incidente di percorso: sono la prova di un fallimento. I cittadini vengono spinti verso il privato perché il pubblico continua a pagare vuoti di organico, disordine organizzativo e assenza di programmazione". Da qui la richiesta di un cambio di passo immediato: "La Regione intervenga subito: più personale, apertura di nuove agende e un piano straordinario per recuperare le visite sospese o rinviate. Continuare a giustificare questi ritardi significa mancare di rispetto alla salute delle persone". La fotografia delle agende - appuntamenti possibili solo tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 - rende evidente quanto la pressione sulla branca oculistica sia ormai ingestibile per un servizio sanitario che, nelle intenzioni, dovrebbe garantire tempi congrui e accesso equo alle prestazioni.
L’allarme lanciato dall’Udc chiama in causa scelte politiche e organizzative di lungo periodo e rimette al centro un punto essenziale: senza un rafforzamento degli organici e una regia di programmazione credibile, le liste d’attesa continueranno a trasformare un diritto in un percorso a ostacoli. Il messaggio è netto: servono misure operative subito, non promesse. Perchè quando la prima data utile per una visita ambulatoriale coincide con il calendario di tra un anno e mezzo - o addirittura due - non si parla più di ritardo, ma di un diritto sospeso.
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