

di Massimiliano Catapano
Momenti di forte concitazione hanno attraversato il pomeriggio di domenica durante Gelbison–Messina. Nel tentativo di placare alcuni comportamenti giudicati scorretti nel settore ospiti, il sindaco di Vallo della Lucania, Antonio Sansone, è stato raggiunto e colpito da alcuni tifosi della squadra avversaria, sotto gli occhi di centinaia di spettatori. L’episodio ha immediatamente scosso l’intera comunità cilentana, suscitando una condanna unanime. Dal gruppo di maggioranza che sostiene il primo cittadino è arrivato un messaggio netto: si è trattato di un grave segno di mancanza di rispetto e di un attacco alla dignità personale, un valore - sottolineano - che va tutelato in ogni circostanza e a prescindere dal ruolo ricoperto. Gli esponenti richiamano i principi fondanti dello sport - rispetto, lealtà, educazione e rifiuto della violenza - che risultano incompatibili con atteggiamenti aggressivi come quelli registrati allo stadio. !Ogni atto che offende la dignità umana merita una presa di posizione chiara e condivisa", affermano, ribadendo pieno sostegno a Sansone e l’auspicio che simili fatti non si ripetano, dentro e fuori gli impianti sportivi. Fonti consiliari spiegano che Sansone "è intervenuto per un dovere istituzionale e morale", con l’obiettivo di porre fine a comportamenti incivili che nulla hanno a che vedere con il tifo.
"Il sindaco si è mosso per difendere i valori di civiltà, educazione e correttezza che da sempre caratterizzano i sostenitori della Gelbison, il territorio cilentano e la città di Vallo della Lucania. - aggiungono - Proprio per questo è stato aggredito davanti a numerosi presenti". Un messaggio di vicinanza è giunto anche dall’Amministrazione comunale di Futani, che ha espresso "ferma solidarietà" al primo cittadino vallese. "È un atto gravissimo, compiuto da persone che nulla hanno a che fare con lo sport e con i valori del calcio. La violenza non è mai giustificabile e, quando colpisce un rappresentante delle istituzioni, è ancora più inaccettabile", si legge nella nota. Lo stesso Comune, parlando di "comportamenti barbarici che infangano il mondo dello sport", invita a non minimizzare quanto accaduto: "La nostra comunità è al suo fianco". Il quadro che emerge è quello di una risposta istituzionale coesa: un rifiuto senza ambiguità della violenza e un appello a ripristinare la cultura del rispetto negli stadi. La richiesta è chiara: trasformare l’indignazione in azioni concrete - vigilanza, responsabilità individuale e collettiva - affinchè il calcio torni a essere competizione, passione e fair play, mai terreno di sopraffazione.
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