

di Massimiliano Catapano
La Direzione investigativa antimafia ha eseguito un decreto di confisca emesso dalla Sezione Riesame e Misure di Prevenzione del Tribunale di Salerno, su proposta congiunta della Procura di Salerno, della Procura di Nocera Inferiore e della stessa Dia. Il provvedimento riguarda un complesso di società, disponibilità finanziarie e beni mobili ritenuti nella disponibilità di Ciro Barba, originario di Nocera Inferiore ed ex assessore comunale. Secondo quanto accertato in sede di prevenzione, la misura è scaturita dalla rilevazione di una marcata sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio accumulato tra il 2012 e il 2018. Il valore complessivo dei beni aggrediti è stimato in circa tre milioni di euro e comprende conti correnti riferibili all’interessato e ai familiari, veicoli, terreni agricoli e partecipazioni in cinque società con sedi in Campania e in Toscana, attive nei comparti agroalimentare e costruzioni residenziali.
Nel perimetro della confisca rientrano, fra l’altro, due box auto scoperti nei pressi dell’abitazione di Barba ad Acciaroli, un locale deposito con vano doccia, un terreno con uliveto a Roccapiemonte di circa 4.500 metri quadrati, un posto auto scoperto a Nocera Inferiore e altri cinque box auto sempre ad Acciaroli. Colpite anche le società Bio Toscana, Italian Food e Green Profit Tuscany, realtà già sottoposte a sequestro nel 2019 a Pisa nell’ambito di un procedimento per presunte frodi in commercio. La misura patrimoniale comprende inoltre beni riferibili alla società Unica Invest, di proprietà del maresciallo dei Carabinieri in pensione Angelo Penna. Sul versante dei precedenti, Barba - assessore alla Pubblica Istruzione tra il 1988 e il 1989 e ai Servizi Tecnologici tra il 1990 e il 1991 nel Comune di Nocera Inferiore - è stato condannato in via definitiva per estorsione nel 1999 e condannato in primo grado per associazione mafiosa nel 1997, accusa poi caduta in prescrizione in appello. Per la Procura il quadro delineerebbe «una pericolosità generica e qualificata», già riconosciuta in sede di sequestro preventivo, con l’ipotesi di intestazioni fittizie tramite prestanome per occultare asset e disponibilità.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Giovanni Falci, ha diffuso una nota di precisazioni. Il legale sottolinea che il Tribunale ha rigettato la richiesta di sorveglianza speciale, rimarcando come Barba non sia stato ritenuto socialmente pericoloso. La sproporzione patrimoniale contestata, precisa l’avvocato, riguarda esclusivamente il periodo 2012–2018, mentre l’intero patrimonio immobiliare di Ciro Barba e di Felicia Silvestri è stato considerato non confiscabile e non sottoponibile a misure di prevenzione patrimoniali. La difesa evidenzia altresì che la confisca ha interessato anche beni riconducibili ad altri soggetti, tra cui gli eredi di Luciano Gerardo, Walter e Giorgio Buonfiglio e lo stesso Angelo Penna. Il procedimento si colloca nel solco della giurisdizione di prevenzione, che consente di aggredire patrimoni ritenuti illeciti indipendentemente dall’esito penale, e proseguirà con i successivi passaggi e gli eventuali mezzi di impugnazione. Resta, sullo sfondo, il delicato equilibrio tra l’esigenza di tutela dell’ordine economico e le garanzie individuali richiamate dalla difesa.
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