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Prematurità, il "Ruggi" accende di viola la Torre Cardiologica e rilancia l'impegno della TIN per neonati e famiglie

17/11/2025

di Massimiliano Catapano

Il viola della Giornata internazionale della prematurità illumina questa sera la Torre Cardiologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona" - Scuola Medica Salernitana. È un gesto simbolico, ma non solo. "Illuminare la nostra Torre è un segnale concreto di attenzione ai più piccoli e alle loro famiglie", afferma il direttore generale Ciro Verdoliva. "La prematurità non è un evento raro nè soltanto un problema clinico: è una prova durissima che coinvolge genitori, operatori sanitari e comunità. Come Azienda sentiamo il dovere di garantire alla Terapia Intensiva Neonatale le migliori condizioni organizzative, tecnologiche e professionali, continuando a investire in competenze, ricerca e umanizzazione delle cure". I numeri spiegano bene la portata del tema: nel mondo un bambino su dieci nasce prematuro, cioè con una gestazione interrotta tra la 22ª e la 37ª settimana; in Italia parliamo di un’oscillazione tra 25 e 30 mila nati l’anno. Una nascita anticipata significa organi e apparati che non hanno completato lo sviluppo e, di conseguenza, rischi che possono lasciare sequele neurologiche, sensoriali, respiratorie e funzionali, incidendo sul comportamento e sulla vita sociale. Non a caso la nota del "Ruggi" ricorda che "la prematurità può segnare in maniera irreversibile tutto il resto della vita".

Per dare a questi bambini le migliori chance servono reparti altamente specializzati, capaci di sostenere le funzioni vitali con tecnologie avanzate: supporto respiratorio, nutrizione, terapie farmacologiche e, soprattutto, prevenzione e gestione delle infezioni in pazienti immunologicamente fragili. Qui sta la differenza fatta dalla sanità moderna: "Nelle strutture ospedaliere si sono compiuti grandi passi avanti e, dagli anni ’90 in poi, la mortalità si è ridotta in modo significativo; l’Italia oggi è tra i Paesi con i risultati migliori", sottolinea l’azienda. Al "Ruggi" questo lavoro ha un volto preciso: la TIN diretta dalla dottoressa Graziella Corbo. È qui che ogni giorno si prendono in carico i neonati che nascono nell’area salernitana, garantendo insieme alle cure un’attenzione continua alle famiglie, spesso esposte a condizioni di forte stress. "Il neonato prematuro, appena nasce, si comporta subito da guerriero", dice Corbo. "Mostra agli operatori la sua straordinaria capacità di affrontare la sfida della vita, insegnandolo ogni giorno a chi se ne prende cura. La TIN è un luogo di sguardi, di storie colme d’amore, un mondo parallelo e silenzioso".

Da qui l’appello: "In questa preziosa giornata chiediamo attenzione e considerazione per il bambino prematuro, ma anche sostegno alla ricerca e vicinanza da parte delle Istituzioni, per migliorare terapie e tecnologie e per allestire reparti in grado di garantire un’adeguata assistenza ai neonati prematuri e alle loro famiglie". Le luci viola sulla Torre Cardiologica racchiudono dunque un doppio significato: il riconoscimento del coraggio dei piccoli pazienti e delle loro famiglie, e l’impegno a proseguire con investimenti, formazione e umanizzazione delle cure. Un messaggio che dal Ruggi parla alla città e alla comunità sanitaria: proteggere i più fragili è un dovere quotidiano, non solo per un giorno all’anno.

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