

di Massimiliano Catapano
Vittoria pesante e di carattere per la Salernitana allo stadio “Tonino D’Angelo”: sotto per il colpo di testa di Rosafio (11’ pt), i granata (foto Us Salernitana) pareggiano con Liguori su rigore (8’ st) e la vincono nel maxi-recupero grazie al penalty di Golemic (48’ st). Successo che vale il sorpasso in vetta: Salernitana 30, Benevento 29 (3-1 al Monopoli alle 12.30), Catania 28 (ko ieri a Casarano). Di seguito le pagelle:
Donnarumma 5,5 - Sul goal di Rosafio è indeciso: esce, poi frena e resta in mezzo al guado lasciando spazio al colpo di testa ravvicinato. Nella ripresa su un traversone di Franco esce senza tempi perfetti e si affida alla buona sorte (palo di Lepore). Tra i pali non compie parate "impossibili", ma gestisce con discreto ordine i tiri centrali. Va detto: nei momenti caldi non perde lucidità nella gestione dei rinvii.
Coppolaro 6 - Gara di rigore posizionale: poche sbavature, letture semplici e pulizia nei contrasti frontali. Non si concede molto in proiezione offensiva, ma nel finale capisce che la squadra ha bisogno di campo e prova un paio di uscite palla al piede per alzare il baricentro. Sicurezza "operaia".
Golemic 7,5 - Leader silenzioso: guida la linea, accorcia quando serve, chiama la squadra a salire nei minuti di assedio. Nel maxi-recupero mostra personalità pura: prende il pallone del primato e calcia il rigore con freddezza chirurgica, angolato e potente. Il suo peso specifico si sente anche nelle palle inattive a favore: calamita raddoppi e libera compagni.
Matino 5 - In costruzione è lento di piede e di pensiero: la prima uscita spesso si inceppa e la manovra si fa prevedibile. In marcatura soffre le attaccature sulla profondità, rischiando due volte su Simone (una gli viene "salvata" dall’offside). Manca un pizzico di aggressività nel primo contatto e nelle seconde palle centrali.
Liguori 6,5 - Nel primo tempo resta ai margini, largo e un po’ scollegato: non trova mai il taglio alle spalle del braccetto. Dopo l’intervallo cambia spirito: attacca l’uno contro uno, si prende il rigore con furbizia di movimento e dal dischetto è glaciale. Da quel momento porta metri alla squadra, obbligando l’Altamura a difendersi basso. (52’ st Quirini sv - Entra per blindare la corsia e portare freschezza nel forcing difensivo finale).
Tascone 7 - La partita gira sul suo mestiere: lettura furba in area, anticipo secco e contatto che vale il rigore dell’1-1. Quando il ritmo si alza, è il primo a raddoppiare e il primo a ripartire; recupera palloni "sporchi" e dà ordine nelle seconde transizioni. Trascinatore silenzioso, fondamentale nelle fasi di sofferenza.
Di Vico 6 - Titolare a sorpresa, parte contratto e nel frame del gol si perde l’inserimento di Rosafio. Ha però il merito di rialzarsi: sfiora il pari di testa (ottima parata di Viola) e poco dopo trova il sinistro che Silletti toglie dalla porta. Nel finale rimedia un giallo nell’esultanza dalla panchina: segno che resta dentro alla gara anche quando esce (26’ st Achik 6,5 - Impatto brillante: mette qualità tra le linee, crea superiorità con il tiro a giro e costringe i centrali pugliesi a difendere fronte alla porta. Aumenta la pericolosità percepita ad ogni possesso).
Capomaggio 6,5 - Nel primo tempo viene schermato con raddoppi sistematici e fatica a trovare corridoi. Cresce quando Raffaele passa al 4-4-2: riceve più fronte alla porta, verticalizza semplice e calcia una volta costringendo Viola alla risposta. È il perno che tiene insieme reparti troppo lontani nella prima frazione.
Anastasio 4 - La punizione che origina la transizione dell’1-0 è soft, telefonata, senza protezione preventiva: dettaglio pesante. Sulla corsia soffre Mogentale nei duelli fisici e quando prova a spingere gli manca precisione nell’ultimo passaggio. Serata storta nei tempi e nelle scelte: una delle note più negative. (52’ st Varone sv - Contributo di gestione e qualche raddoppio utile per portare a casa il risultato).
Ferraris 4,5 - Partita nervosa: il giallo a fine primo tempo fotografa il momento. Non trova mai corpo a corpo "buoni", nè giocate di sponda per far salire la squadra; si spegne presto. (26’ st Ferrari 6,5 - Cambia inerzia con presenza fisica e attacco alla prima palla utile: prova la giocata in equilibrio precario (Mbaye salva) e soprattutto anticipa secco il difensore nell’episodio che porta al secondo rigore. Entra con fame)
Inglese 4 - Deve fare da faro e punto d’appoggio, ma finisce risucchiato dai centrali pugliesi: pochi palloni puliti, ancor meno sponde utili. Non riesce a far respirare la squadra né a creare minacce in area. In questo momento serve più peso specifico nelle scelte e nella leadership emotiva. (52’ st Frascatore sv - Spiccioli di gara: contributo essenziale di gamba e attenzione nei minuti d’assedio difensivo).
All.: Raffaele 6 - Primo tempo macchinoso, troppo campo concesso alle ripartenze, poca chiarezza negli smarcamenti preventivi. Nella ripresa, però, la lettura arriva: cambi mirati e passaggio al 4-4-2 rianimano intensità e pressione sulla loro ultima linea. Gli episodi sorridono, ma la mano c’è. Restano cantieri aperti: pulizia della prima costruzione e gestione delle transizioni difensive.
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