

di Massimiliano Catapano
A Roccapiemonte monta il malcontento per le lunghe attese all’aperto davanti all’Ufficio Anagrafe. Da settimane, raccontano i residenti, chi deve richiedere certificati o accedere ai servizi anagrafici è costretto a mettersi in fila sotto i portici del municipio, esposto a vento, pioggia e freddo. Un’immagine che, con l’arrivo della stagione invernale, diventa ancor più difficile da accettare. A sollevare con forza la questione è il Gruppo consiliare di minoranza, che definisce la situazione "indegna di un servizio pubblico" e chiede all’amministrazione un intervento urgente. In una nota indirizzata al Comune e alla cittadinanza, i consiglieri Luisa Trezza, Giuseppe Ciancio, Giuseppina Polichetti e Giovanni Adinolfi parlano chiaro: "Rispetto e dignità devono essere un diritto, non un favore concesso a giorni alterni". E aggiungono: "Non è tollerabile vedere utenti, spesso anziani o famiglie con bambini, attendere al gelo per ottenere un documento". La minoranza indica anche una via d’uscita immediata. Secondo i consiglieri, basterebbe utilizzare i locali dell’ex banca situati accanto all’attuale sede dell’Anagrafe: spazi da anni inutilizzati che potrebbero essere riconvertiti per ampliare l’area destinata al pubblico.
"Apriamo subito quei locali: ricaviamo una sala d’attesa coperta e riscaldata, in modo che l’accesso ai servizi avvenga in condizioni decorose", propongono. L’obiettivo è semplice: consentire agli utenti di aspettare al chiuso, evitando code sotto i portici e garantendo un flusso più ordinato verso gli sportelli. Il gruppo di opposizione, inoltre, sollecita una risposta rapida dal municipio, chiedendo tempi certi e una pianificazione operativa. "Basta scene in cui gli utenti si sentono trattati da intrusi: servono spazi adeguati e una gestione rispettosa», affermano i consiglieri. «I cittadini meritano un servizio efficiente e umano, non file interminabili al freddo". Sul tavolo resta dunque una richiesta precisa: utilizzare subito gli ambienti disponibili per mettere in sicurezza e umanizzare l’attesa, nell’interesse di tutta la comunità. La palla passa ora all’amministrazione comunale, chiamata a valutare la proposta e a indicare tempi e modalità di intervento per restituire all’Anagrafe condizioni di accoglienza adeguate. La città aspetta risposte.
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