

Roma ha salutato per l’ultima volta Peppe Vessicchio, uno dei volti più amati e riconoscibili della musica italiana. Il direttore d’orchestra, simbolo del Festival di Sanremo e figura di riferimento per generazioni di artisti, si è spento l’8 novembre 2025 all’età di 69 anni, a causa di una polmonite interstiziale. I funerali si sono svolti lunedì 10 novembre, nella chiesa dei Santi Angeli Custodi, nel quartiere Montesacro, dove il Maestro viveva da anni. La cerimonia, voluta in forma privata dalla famiglia, è stata semplice, ma intensamente partecipata. All’ingresso della chiesa spiccavano corone di fiori provenienti dal mondo della musica e della televisione, tra cui quelle inviate da Maria De Filippi e dal team del programma Amici, a testimoniare un legame umano e professionale profondo. All’interno, il clima era di compostezza e affetto. Familiari, amici, colleghi e alcuni dei suoi allievi più cari hanno accompagnato il feretro con un lungo applauso, mentre un piccolo ensemble orchestrale ha eseguito brani legati alla sua carriera.
La figlia Alessia ha ricordato il padre come una presenza costante e generosa, capace di sostenere tutti con la sua forza tranquilla. Le sue parole hanno riassunto il sentimento comune: l’immagine di un uomo disponibile, riservato, capace di far convivere disciplina e dolcezza. Nel corso di questi ultimi giorni, da tutto il Paese sono arrivati messaggi di cordoglio: artisti, colleghi e personalità della cultura hanno ricordato la sua eleganza, la sensibilità artistica e l’ironia gentile con cui riusciva a sdrammatizzare ogni situazione. Giorgia Meloni ha scritto sui social: “Ci lascia Beppe Vessicchio, celebre direttore d’orchestra e volto noto della televisione italiana. 'Dirige l’orchestra il Maestro Beppe Vessicchio' non era solo una frase: era casa, era Italia. Buon viaggio". Carlo Conti, direttore artistico del Festival di Sanremo, ha ricordato: “Con il Maestro Vessicchio se ne va un altro grande protagonista del Festival e della musica italiana. Con il suo carattere, la sua immagine, il suo carisma e la sua professionalità era diventato un’istituzione". Amadeus ha scritto: “Un dolore forte e improvviso. Ci conoscevamo da 30 anni e fino a pochi giorni fa abbiamo riso e scherzato, in onda e dietro le quinte. Mancherai tanto a tutti. Ciao Peppe V". Fedez ha affidato a Instagram il suo saluto: “Ciao Maestro, che brutto colpo. Grazie per esserci stato in un momento difficile della mia vita. Felice ed onorato di aver condiviso tanti bei ricordi insieme. Non mi sembra vero". Luciana Littizzetto, tra i primi a scrivere, ha detto semplicemente: “Non ci credo. Non ci voglio credere. Tesoro musica bella". Gianni Morandi infine ha scritto: "La tua professionalità, la tua umanità e il tuo sorriso resteranno sempre con noi. Ciao Peppe".
Il mondo dello spettacolo ha perso un punto di riferimento, ma anche un amico sincero. Nato a Napoli nel 1956, Vessicchio aveva costruito una carriera lunghissima tra arrangiamenti, direzioni orchestrali e insegnamento. Oltre alle collaborazioni con grandi nomi della musica italiana - da Gino Paoli a Fiorella Mannoia, da Andrea Bocelli a Eros Ramazzotti - era diventato per il pubblico televisivo il volto rassicurante della musica. La sua presenza al Festival di Sanremo era ormai parte del rito nazionale: ogni anno il suo nome scatenava simpatia e affetto come pochi altri. La sua scomparsa lascia un vuoto che va oltre la musica. L’applauso che ha accompagnato l’uscita del feretro dalla chiesa è stato lungo e silenzioso. Non solo un gesto di dolore, ma un modo per dire grazie: al maestro, al musicista, e all’uomo che con la sua bacchetta ha saputo far suonare insieme generazioni diverse, dentro e fuori dal palcoscenico.
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