

di Massimiliano Catapano
Marina di Ascea (SA) dedica il 28 e 29 novembre 2025 a un unico appuntamento "raggruppato" che unisce comunità e professionisti sul tema tumore al pancreas: venerdì 28 alle 20.45 al ristorante Marina Beach, sul Lungomare di Marina di Ascea, si apre con la cena spettacolo solidale e consapevole “Benessere in tavola” (benvenuto, antipasto, primo, contorno, dessert e bevande) al costo di 30 euro a persona, con quota di beneficenza per la Fondazione Unipancreas inclusa, accompagnata dalla musica dal vivo di Althea e con prenotazione obbligatoria entro il 26 novembre.
Sabato 29 dalle 9.30 alle 13.00 alla Fondazione Alario per Elea–Velia si tiene il convegno medico-scientifico con i saluti istituzionali del sindaco avv. Stefano Sansone, del direttore sanitario della Misericordia di Ascea dott. Francesco Ciaburri e della governatrice Sonia Currelli, quindi l’intervento dei familiari di Mario Fierro - originario di Mandia e per anni residente nella provincia di Mantova - la cui memoria ha ispirato il progetto; seguono le relazioni del dr. Alessandro Rovezzi (ASL Salerno e Misericordia di Ascea) su "La presenza che cura: l’infermiere accanto al paziente con tumore al pancreas"; del dott. Luigi Di Gregorio (presidente Cooperativa Medica Parmenide) su "Diffusione della malattia neoplastica nel Cilento"; del dott. Giovanni Butturini (responsabile dell’Unità di Chirurgia Epato-Bilio-Pancreatica dell’Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda - VR e presidente Fondazione Unipancreas) su "Novità in tema di diagnosi e cura del tumore del pancreas"; presenta Clelia Greco; ingresso libero e gratuito.
L’iniziativa - con direzione organizzativa Misericordia di Ascea (referenti Sonia Currelli e Alessandro Rovezzi) - è promossa da Misericordia di Ascea, Fondazione Alario per Elea–Velia, Cooperativa Medica Parmenide, Fondazione Unipancreas, con la collaborazione del Marina Beach e il coinvolgimento di Terramare e Cittadinanzattiva - Cilento Centro: due giornate pensate per informare, sensibilizzare e sostenere pazienti e famiglie, rafforzando la cultura della diagnosi precoce e una rete territoriale di cura. Considerazione finale. La forza di questo appuntamento sta nell’intreccio fra scienza e comunità: la cucina che diventa solidarietà, la testimonianza di una famiglia che trasforma il dolore in impegno civile, i professionisti che aggiornano su diagnosi e terapie, il territorio che fa squadra. È così che la prevenzione smette di essere uno slogan e diventa pratica condivisa, capace di accorciare le distanze tra chi ha bisogno e chi può prendersene cura.
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