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Cavese, quattro passi da grande: le pagelle col Potenza. Awua e Diarrassouba dominanti, Fusco spacca la partita

09/11/2025

di Massimiliano Catapano

La risposta che una piazza voleva. Dopo il doppio stop con Salernitana e Trapani, la Cavese ha rialzato la cresta costruendo una striscia che profuma di maturità: quattro risultati utili consecutivi, dentro tre vittorie e un pareggio. Gli aquilotti hanno infilato una striscia che dice identità, ritmo e personalità: 1-3 in casa dell’Audace Cerignola, 1-0 al Crotone al "Lamberti", 2-2 a Picerno e il 3-0 al Potenza (foto Lorenzo Giordano) che certifica maturità tecnica e mentale. Pressing compatto, palla ferma efficace, corsie che spingono e un centrocampo che comanda le seconde palle: è questa la traccia che si vede settimana dopo settimana.

Le pagelle

Boffelli 7 - Quando un portiere incide poco "in quantità" ma tanto "in qualità" significa che la squadra lo protegge bene e lui sceglie tempi perfetti: è il caso di Boffelli. L’unica vera parata è pesante: uscita profonda su Petrungaro, scelta di tempo chirurgica e corpo che chiude lo specchio senza fallo. Gestisce l’area piccola con voce e posizionamento, esce sui traversoni quando serve e, palla al piede, non butta mai via un possesso. Trasmette calma alla linea e detta i rinvii con criterio, alternando corto e lungo per evitare la pressione lucana.

Luciani 7 - Senza Orlando, la regia delle palle inattive è tutta sua e da due sue esecuzioni nascono i primi due goal. Ma non c’è solo la battuta: in spinta sceglie bene quando sovrapporsi e quando rimanere a guardia dell’equilibrio, accorciando con i tempi giusti sulle seconde palle. Un unico piccolo brivido nel finale di tempo su un’invenzione di Bruschi, subito assorbito con mestiere. In generale la sua gara è la fotografia dell’affidabilità: pulito, concreto, sempre dentro il piano partita.

Cionek 6,5 - Partita senza affanni apparenti perché la prepara da giocatore navigato. Su Anatriello lavora di anticipo e contatto, lo allontana dalla zona calda e lo costringe a ricezioni spalle alla porta. In costruzione sceglie la via semplice: verticalizza quando la linea di passaggio è pulita, altrimenti appoggia al mediano e risale. Guida l’allineamento della difesa, alza e abbassa il blocco con esperienza, tenendo la squadra corta.

Nunziata 7 - Mostra una crescita che salta agli occhi: tempi d’uscita perfetti sul portatore, diagonali profonde quando Amerighi spinge e tante letture "in prevenzione" che evitano duelli aperti. Nel finale, quando il Potenza prova l’orgoglio, mette in fila tre chiusure da manuale e spazza "pulito", sempre a testa alta. Non forza mai la giocata ma non si limita al compitino: quando può, spezza la prima pressione con un lancio diagonale che alleggerisce.

Amerighi 7,5 - La corsia di destra è un’autostrada che lui percorre con continuità. Lega benissimo con Diarrassouba: si sovrappone esternamente per liberare il corridoio interno al compagno, entra nell’azione del primo gol e costringe Balzano a difendere in rincorsa. Dietro è attento nelle diagonali, davanti attacca lo spazio alle spalle dell’esterno. Esce per crampi dopo aver speso tantissimo: segno di una gara intensa, piena. (77’ Evangelisti s.v.: spezzone ordinato, conserva campo e pulizia nelle scelte).

Diarrassouba 8,5 - La mossa di Prosperi lo reinventa mezz’ala e lui risponde con la prova più completa da quando veste il blufoncè. Strappa palla al piede, rompe linee con conduzioni verticali e sul corto gioca a un tocco per risalire l’azione. In non possesso è feroce: orienta il pressing, raddoppia in fascia, strappa due ammonizioni agli avversari e permette alla squadra di respirare. Firma un assist "sporcato" che porta all’episodio del rigore e rifinisce due transizioni con tempi da trequartista. Box-to-box vero: polmoni, lucidità e presenza continua.

Awua 8,5 - Regista, recuperatore, leader silenzioso: Theophilus fa le tre cose insieme. Legge in anticipo dove cadrà la seconda palla, ci va con passo lungo e pulizia d’intervento; appena riconquista, alza la testa e decide se verticalizzare o consolidare il possesso. Dà la sensazione di tenere un telecomando del ritmo: accelera quando l’avversario è lungo, rallenta quando serve far scorrere i minuti. Tenta anche il tiro dalla media distanza, segnale di fiducia. L’ovazione del "Lamberti" al cambio è la certificazione di una lezione pratica di "come si fa il centrocampista". - (86’ Fornito s.v.: entra per gestire, un paio di linee di passaggio pulite).

Munari 6,5 - Partita "da equilibrio". Copre l’ombra di Awua nelle rotazioni, si fa trovare tra le linee per l’uscita corta e accompagna le transizioni senza perdere le distanze. Non ha la giocata scintillante, ma tappa buchi e mantiene corti i reparti: è il collante che permette a destra di spingere forte senza scoprire il fianco. Quando il Potenza prova a ribaltare lato, lui è già lì a rallentare l’onda.

Macchi 6,5 - Gara meno appariscente perchè la catena principale è quella opposta, ma proprio per questo diventa importante la sua gestione: non concede profondità, chiude il lato debole, sceglie bene se rompere la linea o restare in marcatura. In avanti accompagna con prudenza, offrendo l’appoggio "pulito" che mantiene la squadra lunga il giusto. Poche sbavature, tanta sostanza.

Sorrentino 7 - Attacca il primo palo, viene incontro, si apre sul canale di rifinitura: lavoro completo da numero nove moderno. Si costruisce due occasioni e ne fallisce una, ma sul dischetto è ghiaccio: quarto gol stagionale, secondo rigore di fila trasformato con freddezza. In non possesso orienta la pressione sui centrali e costringe il Potenza a lanci lunghi. Finché resta in campo tiene su la squadra e fa respirare l’ultimo blocco. (69’ Ubaldi 6: entra a pratica ben indirizzata, tiene palla spalle alla porta e fa salire il gruppo. Un paio di corse generose in pressione)

Fusco 8 - La cornice è quella giusta: prima gioia sotto la Curva Sud e partita che resta. Sul gol dell’1–0 ci mette furbizia e coraggio in mezzo al traffico; poi legge con anticipo l’errore di Alastra, gli va dentro e si prende il rigore che chiude i conti. Non è solo finalizzazione: un’infinità di seconde palle attaccate, sponde utili per i centrocampisti e rincorse da veterano. La sua crescita passa dalla fame: corre, lotta, strappa e accende i compagni. (69’ Guida 6: cerca la giocata tra le linee, chiude due linee di passaggio in ripiegamento. La zampata personale arriverà)

Loreto 6 s.v. - Spezzone breve ma puntuale: dentro per mettere freschezza e densità nella gestione dell’ultimo quarto.

All.: Prosperi 8,5 - Disegna una Cavese totale: linee corte, rest–defense sempre pronte a spegnere le transizioni avversarie e palla ferma preparata nei dettagli. L’intuizione Diarrassouba mezz’ala sposta gli equilibri e rende la catena di destra una miniera. Cambi tempestivi (crampi di Amerighi, gestione di Awua) e messaggio chiaro: identità prima di tutto. Quattro gare senza sconfitte, tre vittorie e un pari: la curva di crescita è netta e, soprattutto, sostenibile.

Redazione Sport - Sport -

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