

di Massimiliano Catapano
La Guardia di Finanza di Sala Consilina, nei giorni scorsi, si è presentata in municipio per acquisire la documentazione relativa al cambio di destinazione d’uso di un’area di circa 15 mila metri quadrati nella zona di Fontanelle. Si tratta di un procedimento avviato sotto una precedente amministrazione e poi confermato dall’attuale esecutivo, con via libera all’unanimità nel Consiglio comunale in cui la pratica fu discussa. Il piano ha previsto un mix di funzioni pubbliche e private: attrezzature per la collettività, strutture ricreative e manufatti destinati ad attività economiche. Nel giro di circa un anno sono diventati operativi un fast food, un parco giochi e un hub comunale; altri spazi sono stati predisposti per futuri sviluppi. La società proponente, che ha chiesto il permesso di costruire, risulta aver completato gli interventi previsti dagli accordi sottoscritti con il Comune, sia per le opere a uso pubblico sia per quelle di natura privata. L’attività ispettiva delle Fiamme Gialle punta a verificare la correttezza dell’iter rispetto ai vincoli del piano urbanistico originario e alle norme edilizie e urbanistiche vigenti.
Sotto la lente c’è in particolare l’uso della "deroga urbanistica": uno strumento previsto dalla legge, ma utilizzabile entro confini precisi e solo in presenza di un chiaro interesse pubblico. Ad oggi non risultano iscrizioni nel registro degli indagati e non sono stati disposti sequestri. Le verifiche proseguono: tecnici e periti stanno ricostruendo, passo dopo passo, l’intero percorso amministrativo, dalle prime delibere di indirizzo fino al rilascio del titolo edilizio e all’esecuzione delle opere. Il caso di Sala Consilina si inserisce in un quadro più ampio che riguarda tutto il Vallo di Diano, dove negli ultimi anni si è registrato un numero crescente di trasformazioni da area agricola ad area commerciale. Un fenomeno che ha acceso l’attenzione dei residenti e delle forze dell’ordine, chiamate a vigilare sulla tutela dell’assetto territoriale e del paesaggio. Nelle prossime settimane sono attesi ulteriori approfondimenti documentali e tecnici. Resta, per ora, un punto fermo: l’indagine è in corso per fare piena luce sulla regolarità del procedimento e sull’uso degli strumenti previsti dalla normativa, senza che siano state adottate misure cautelari o individuate responsabilità personali.
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