

di Massimiliano Catapano
La Cavese dà un segnale forte. Sotto di due reti a Picerno (foto Lorenzo Giordano), riemerge con personalità, aggredisce la ripresa e si prende un 2-2 che profuma di maturità. Non è il tris dopo le vittorie con Audace Cerignola e Crotone, obiettivo cullato alla vigilia, ma per una squadra costruita con raziocinio e obiettivi di salvezza il punto è d’oro: perché arriva fuori casa, su un terreno insidioso, e perché matura al termine di un secondo tempo arrembante, in cui gli aquilotti centrano un palo e una traversa e, a conti fatti, avrebbero meritato anche qualcosa in più. Fabio Prosperi, in conferenza, tiene insieme orgoglio e lucidità. «È un pari di carattere: questa squadra non molla mai», premette. Poi entra nel merito del copione: "Nel primo tempo abbiamo scelto di aspettare per capire l’approccio del Picerno, che non viveva un momento semplice. Siamo mancati nell’aggressività iniziale, concedendo loro troppo palleggio, e il doppio svantaggio è stato un colpo basso". L’intervallo diventa il punto di svolta: "Ho chiesto soprattutto lucidità. Eravamo 0-2 senza che Boffelli avesse dovuto compiere parate: dovevamo trovare il gol senza prendere il 3-0, perchè quello ci avrebbe chiuso la partita". La risposta della squadra è da applausi: pressione alta, coraggio nelle giocate, continuità mentale fino al 90’: "Questo punto pesa - ribadisce Prosperi - soprattutto perché arriva fuori casa e su un campo complicato".
Nel dibattito del post-gara finisce anche la prova di Valerio Boffelli, finito nel mirino per alcuni episodi. L’allenatore fa scudo: "Valerio per noi è un giocatore importante. Non considero quelli di Picerno veri errori. Sul rigore è la prima volta in stagione che ci viene cambiata una decisione: ripartirà, ne sono certo". E sugli episodi legati al FVS aggiunge: "Dall’arbitro non ho ricevuto spiegazioni". C’è poi un passaggio chiave sulla crescita del gruppo, che aiuta a leggere il cammino recente: "Non ho un undici fisso, ma la condizione di tanti sta salendo: Awua è arrivato alla fine, così come Munari; Luciani è stato ingaggiato più tardi. Adesso stiamo cambiando passo". È un concetto che trova riscontro sul campo: la Cavese, dopo il doppio colpo con Audace Cerignola e Crotone, a Picerno costruisce una rimonta di spessore, imprime ritmo e produce occasioni nitide, fermata solo dal legno in due circostanze nella ripresa. La fotografia complessiva racconta una squadra che ha imparato a stare dentro le partite: soffre quando deve, non si scompone sotto schiaffo, e quando intravede la breccia ci entra con convinzione. La rimonta di Picerno prolunga la striscia utile e rafforza la sensazione di una formazione in crescita fisica e mentale, con interpreti che stanno ritrovando gamba e letture.
Sì, il "tre su tre" resta lì, accarezzato e mancato per centimetri; ma ciò che resta, più del rammarico, è la consapevolezza. Per una realtà che ha come priorità la continuità e la salvezza, portare via un 2-2 dopo essere stata sotto di due goal - e con un palo e una traversa a tuonare - vale tanto. La firma, stavolta, è collettiva: la squadra si è tenuta addosso la gara e l’ha piegata, azionando le qualità che Prosperi chiede da settimane. "Non abbiamo abbandonato mentalmente il campo prima del 90’. - chiosa il tecnico - È questo lo spirito che ci deve accompagnare negli scontri diretti". Il messaggio è recapitato. E la strada, da Picerno, sembra un po’ più solida.
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