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Cavese, Orlando accende, Cionek diventa il più "anziano" marcatore pro degli aquilotti; serata no per Boffelli: le pagelle di Picerno

01/11/2025

di Massimiliano Catapano

La Cavese esce da Picerno con un punto che vale più dell’aritmetica. Sotto di due reti a metà gara - una dal dischetto, l’altra nata da una carambola beffarda - la squadra di Prosperi cambia pelle nella ripresa e costruisce una rimonta di nervi e qualità: prima il sinistro chirurgico di Orlando (foto Cavese 1919) riapre la contesa, poi la zampata da rapace d’area di Cionek fa 2-2 e proietta gli aquilotti a un passo dall’impresa, frenata soltanto dal palo di Ubaldi e dalla traversa di Luciani. Due legni e tanta amarezza per una vittoria sfiorata, ma anche la conferma di una formazione che, dopo due successi, ha imparato a non deragliare neppure nei momenti più storti.

Le pagelle degli aquilotti

Boffelli 5 - La serata nasce storta e gli resta addosso. In due episodi finisce dentro la foto dei gol che incanalano la gara a favore del Picerno e complicano il piano partita. Poi fa lo spettatore, perché nella ripresa la Cavese gioca quasi sempre nell’altra metà campo. Può capitare, ma resta una macchia in un match altrimenti poco sollecitato.

Luciani 7 - Trentacinque anni portati con una naturalezza disarmante. Si è preso la fascia in silenzio e ora è un riferimento. Dietro è puntuale, davanti è un fattore: sfiora il goal e stampa una traversa sul 1-2 che grida vendetta. La domanda sorge spontanea (e fa male a tanti direttori): come ha potuto restare senza contratto così a lungo?

Cionek 7,5 - Il primo tempo si apre con lo "scherzetto" che favorisce il rigore dei lucani. Poi si mette sulle spalle la squadra: comanda la linea, sale con coraggio e firma il 2-2 con un guizzo da centravanti vero sotto porta. Con quel sigillo diventa il marcatore più anziano della storia della Cavese tra i professionisti, e sfiora persino la doppietta del sorpasso. Iconica la dedica a Lamberti: corsa con la maglia verso il settore dove campeggiava il numero 1 aquilotto. Leader.

Nunziata 6 - La carambola del raddoppio lo sporca, ma non lo piega. Ordinato, mai sopra le righe: il 2007 cresce gara dopo gara sotto l’ala protettiva dei "senatori" e assorbe i colpi senza perdere misura.

Amerighi 6 - Più verticale che propulsivo: cerca spesso il duello aereo, spinge meno. Costretto al cambio dopo lo scontro testa contro testa con Pistolesi. (dal 72’ Fusco 6,5) - Entra e, tre minuti dopo, mette la sponda che diventa l’assist indiretto per la zampata di Cionek. Con la Cavese a trazione anteriore, Prosperi lo alza a destra per sfruttarne i centimetri sulle ripartenze lunghe di Boffelli: lavoro sporco, ma prezioso.

Orlando 7,5 - Non più sotto punta: da mezz’ala trova la sua versione più matura. Nel primo tempo fatica a entrare nel ritmo, nella ripresa sale in cattedra: sinistro dal limite per l’1-2, quindi il cross pennellato che genera il 2-2. Quando decide lui i tempi dell’azione, la Cavese cambia marcia.

Awua 6,5 - La prima gara "normale" del suo campionato… resta comunque sopra la sufficienza. Tiene botta quando il mare è mosso, poi, quando si allarga il campo, apre il passo e dà l’innesco all’azione del pari. Metronomo con strappo.

Munari 6 - Non la sua serata migliore, ma si rimette in carreggiata con l’inerzia della ripresa. Il suo cross è l’antefatto del goal di Orlando che riaccende la partita.

Macchi 5,5 - Giallo pesante e qualche imprecisione di troppo, anche sotto porta nella prima frazione. Prestazione in chiaroscuro. - (dal 46’ Diarrassouba 6,5) Impatto immediato: su un rimpallo favorevole spacca la difesa e avvia l’azione che dimezza lo svantaggio. Strappa falli in serie, gioca pulito sulla corsia mancina (da terzino aggiunto o esterno alto) e alza il volume dell’assedio. Segnali convincenti.

Ubaldi 6 - Lavoro oscuro, meno riflettori e tanta corsa. Non lo togli perché tiene impegnati i centrali e attacca il primo palo quando serve: il legno gli nega un goal che avrebbe riscritto la serata.

Sorrentino 6 - Nel primo tempo è il più pericoloso: crea due-tre situazioni ma non trova la stoccata. Nella ripresa si vede meno, incassa un’ammonizione evitabile e chiude senza acuti. - (dal 95’ Evangelisti s.v.)

All.: Prosperi 6,5 - Non trema sul 0-2: resta fedele all’idea, rimescola gli interpreti e vira su un undici iper-offensivo che cambia il peso specifico della gara. La Cavese risale, pareggia e flirta con il colpaccio. Il rammarico c’è - per quello che poteva essere - ma la rotta è quella giusta: squadra resiliente, capace di rimediare agli errori e di tenere il campo con personalità.

La chiave tattica

Il passaggio "strutturale" del secondo tempo è l’alzata dei terzini e la densità portata nella trequarti avversaria. Fusco viene dirottato a destra per avere una sponda fisica sui rilanci; Diarrassouba dà profondità e falli guadagnati; Orlando si prende la scena tra le linee. La Cavese sposta il baricentro di 20 metri e il Picerno annaspa. Dopo due vittorie, un pareggio che profuma di continuità mentale e di maturità competitiva. A separare gli aquilotti da un trionfo in rimonta restano un palo e una traversa: dettagli, sì. Ma anche la misura di una squadra che, nella ripresa, fa la voce grossa e manda un messaggio al campionato.

Redazione Sport - Sport -

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