

di Massimiliano Catapano
Salerno si stringe nel dolore per la scomparsa di Carlo Ricchetti, indimenticato protagonista della Salernitana degli anni '90. Il "Re del taglio", come veniva soprannominato per la sua capacità di inserirsi tra le linee e colpire in area, è morto dopo aver lottato con coraggio contro una malattia che non gli ha lasciato scampo. Aveva 55 anni. Nato nel 1970, Ricchetti ha vestito la maglia granata dal 1993 al 1999, totalizzando 140 presenze e 25 reti, cifre che raccontano solo in parte il suo straordinario contributo tecnico e umano. Con lui in campo, la Salernitana scrisse alcune delle pagine più belle della sua storia recente: la promozione in Serie B nel 1994 e quella, indimenticabile, in Serie A nel 1998, dopo cinquant’anni d’attesa, sotto la guida di Delio Rossi. Nel 2005-2006 Ricchetti tornò a Salerno da allenatore, guidando con passione la formazione Berretti, trasmettendo ai giovani la stessa dedizione che lo aveva sempre contraddistinto da calciatore. In seguito, proseguì la carriera da tecnico collaborando con due ex compagni di squadra: Roberto Breda e Mirko Cudini, con i quali instaurò un rapporto di profonda stima reciproca.
La Salernitana, in un comunicato ufficiale, ha espresso il proprio cordoglio con parole toccanti: "La proprietà, la dirigenza, l’allenatore, i giocatori e tutto lo staff dell’U.S. Salernitana 1919 piangono la prematura scomparsa di Carlo Ricchetti e partecipano all’immenso dolore della moglie Antonella, dei figli, della famiglia e dei tanti compagni di squadra. Uomo mite, buono e riservato fuori dal campo e campionissimo sul terreno di gioco, Ricchetti ha segnato 25 gol con la casacca granata, conquistando due promozioni storiche. La sua figura resterà indelebile nella storia della Bersagliera. Grazie, Carlo". Anche il sindaco Vincenzo Napoli ha voluto rendere omaggio a uno dei volti simbolo del calcio salernitano: "La Civica Amministrazione partecipa al cordoglio per la prematura scomparsa dell’ex calciatore granata Carlo Ricchetti. Abbracciamo familiari e amici condividendone lo straziante dolore. Il carissimo Carlo ha disputato brillanti stagioni con la Salernitana, conquistando vittorie prestigiose e l’affetto dei tifosi per le sue doti tecniche e agonistiche. Diciamo addio al "Re del taglio", che avrà sempre un posto speciale nel cuore granata di Salerno".
Il dolore per la sua perdita è profondo anche tra i suoi ex compagni di squadra. Mirko Cudini, con cui Ricchetti condivise gli anni della promozione, ha ricordato con commozione l’amico e collega: "Carlo non era solo un compagno di squadra, ma un amico vero. Era una persona umile, squisita, che metteva sempre gli altri davanti a sè. Dopo la nostra ultima esperienza insieme a Foggia, scoprì della sua malattia. Ci siamo sentiti fino a poco tempo fa. È una perdita immensa", Cudini e Ricchetti, uniti dentro e fuori dal campo, hanno condiviso non solo trionfi ma anche momenti difficili. "Facevamo tanti scherzi insieme, anche con Grimaudo. - ricorda Cudini - Carlo non era espansivo, ma sapeva sempre stare al gioco. È stato un professionista esemplare, uno di quelli che parlano solo quando serve, ma che lasciano un segno profondo". Tra coloro che hanno voluto ricordarlo anche Edoardo Artistico, che con Marco Di Vaio formava con lui un tridente offensivo capace di far sognare i tifosi salernitani nella seconda metà degli anni Novanta: "Questa mattina ci siamo sentiti tra ex compagni: io, Di Vaio, De Cesare e Rachini. È una notizia che lascia senza parole. Carlo era un ragazzo perbene, un professionista vero. Morire a 55 anni è assurdo. Era uno di quelli che nello spogliatoio sapevano parlare al momento giusto. Ricordo ancora il suo cinquantesimo gola, quello contro il Castel di Sangro: una gioia condivisa da tutti noi".
La morte di Carlo Ricchetti lascia un vuoto enorme nel cuore della Salernitana e dei suoi tifosi, che non hanno mai dimenticato le sue corse sotto la curva, le giocate intelligenti e la generosità con cui difendeva la maglia granata. Il suo nome resterà scolpito nella memoria della città come quello di un uomo buono, di un calciatore elegante e di un professionista esemplare. Ciao Carlo, il "Re del taglio" continuerà a correre nel cielo granata di Salerno.
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