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Salernitana-Casertana, le pagelle: Golemic, Liguori, Tascone e Villa i migliori. Anastasio ancora in affanno

27/10/2025

di Massimiliano Catapano

La Salernitana ritrova punti e orgoglio nel derby con la Casertana. All’"Arechi" finisce 2-1 (foto Casertana FC): gara sporca, nervosa, piena di interruzioni, ma decisa dai colpi giusti nei momenti giusti. A spaccarla è Liguori con il sinistro della liberazione sotto la Curva Sud, poi arriva la firma da leader di Golemic, che domina dietro e colpisce davanti di testa. Nel finale, però, Bacchetti riapre la partita e costringe i granata a difendere il risultato col coltello tra i denti. Dentro questa vittoria ci sono quattro facce luminose: Liguori, preferito a sorpresa e decisivo; Golemic, guida difensiva con goal pesantissimo; Tascone, equilibratore feroce davanti alla linea arretrata; e Villa, costante affidabile che mette l’ennesimo pallone utile. Dall’altra parte, alcuni segnali preoccupano: Anastasio non dà sicurezza, Capomaggio si fa ammonire e si auto-zavorra, Ferraris continua a faticare da quando è stato spostato di ruolo.

Le pagelle della Salernitana

DONNARUMMA 6 - Serata per lunghi tratti tranquilla, poi il brivido. Su un corner legge male l’uscita e rischia di regalare l’azione più pericolosa agli ospiti, rimediando in extremis. Nel finale è attento e reattivo quando Proia prova da fuori e la partita è diventata nervosa. Sul gol incassato viene battuto sul primo palo: lì deve essere più cattivo. Sufficienza stiracchiata.

MATINO 6,5 - Parte con un retropassaggio sbagliato che fa tremare l’Arechi, ma da lì cambia faccia. Cresce, prende gamba e fiducia, sfiora il gol su palla inattiva e diventa aggressivo nell’anticipo. Da un suo recupero nasce l’azione che spezza l’equilibrio. Resta dentro anche coi crampi e non sbaglia più nulla. La sua miglior prestazione finora in granata.

GOLEMIC 7 - Risponde da leader dopo la serata complicata di Catania. Gioca semplice quando è il momento di pulire l’area, non rischia uscite palla al piede inutili, legge bene gli inserimenti avversari e mura Casarotto con un tackle pulito e pesante. Davanti è sempre una minaccia: prima sfiora il gol in torsione, poi lo trova davvero con lo stacco che vale il 2-0. Primo centro con la maglia granata e peso specifico enorme. Pilastro.

ANASTASIO 5,5 - L’anello meno sicuro del reparto difensivo. In uscita palla al piede si incarta più di una volta e trasmette insicurezza nei momenti in cui serviva calma. Si incarica di diversi calci piazzati, ma le esecuzioni sono lente e prevedibili. Non dà pulizia e non dà brillantezza. (Dal 39’ st FRASCATORE s.v. - Gestione finale, senza episodi da voto).

UBANI 6 - Bene all’inizio: strappa due volte a destra, fa abbassare Liotti e attacca l’area con coraggio anche di testa. In avvio di ripresa continua a spingere e mette dentro un pallone invitante. Poi però rallenta mentalmente, sbaglia letture e va fuori giri. Raffaele capisce e lo toglie. (Dal 13’ st ACHIK 6,5 - Cambia di nuovo la partita entrando dalla panchina. Dà ritmo, velocità e profondità. Mette Tascone davanti al portiere con un assist perfetto, poi batte il corner sul quale Golemić fa 2-0. Ogni volta che entra, accende la Salernitana. Impattante.

TASCONE 7 - Schermo davanti alla difesa, guida dell’equilibrio tattico, mastino sulle seconde palle. Quando la Casertana riesce a farlo uscire dalla zona centrale, la Salernitana soffre: basta questo per capire quanto sia diventato fondamentale. Recupera un pallone enorme e va a chiudere l’azione costruita da Achik, ma trova sulla sua strada un grande De Lucia. Garra pura, ritmo e personalità.

CAPOMAGGIO 5,5 - Il giallo arriva puntuale. Il problema è che era diffidato e ora salterà Latina, proprio mentre il centrocampo è già in emergenza. Dopo l’ammonizione gioca frenato, meno aggressivo, teme l’intervento duro e perde un po’ della sua solita fisicità. Prestazione condizionata e sotto tono.

VILLA 6,5 - È diventato una certezza. Corre, accompagna, difende con attenzione e soprattutto mette un altro pallone decisivo: l’azione che Liguori trasforma nell’1-0 nasce dal suo lavoro lucido e pulito. Nel finale, quando dalla sua parte si piazza Kallon, resta concentrato e non concede i metri che spesso diventano pericolosi nel finale. Affidabile, continuo, maturo.

LIGUORI 7 - La sorpresa di formazione. Viene utilizzato tra le linee per dare qualità e respiro a un centrocampo decimato e interpreta quel ruolo con intelligenza, venendo incontro e cucendo gioco. Nel primo tempo fatica a trovare ritmo perché la gara è spezzettata da continui falli e interruzioni. Nella ripresa si accende e diventa decisivo: raccoglie il pallone buono, si gira col mancino e lo scaraventa all’angolo in modo pulito e feroce. Esultanza sotto la Sud con rabbia vera. Gol pesantissimo anche a livello mentale. (Dal 24’ st COPPOLARO 5,5 -
Entra per dare peso difensivo e congelare il risultato dopo il vantaggio. In parte funziona, perché la squadra si compatta. Ma sull’azione che riapre la partita resta un po’ piantato, legge tardi il movimento e la Casertana ne approfitta per accorciare. Peccato).

FERRARIS 5,5 - Apre una giocata molto interessante pescando bene Ferrari con un filtrante che poteva diventare il gol del vantaggio. Ma quell’acuto resta isolato. Da quando è stato arretrato/collocato più esterno, sta faticando a incidere: meno presenza offensiva, meno cattiveria negli ultimi venti metri. È nel momento più grigio della sua stagione. (Dal 39’ st VARONE s.v. - Dentro nel finale per mettere muscolo e cattiveria nei duelli quando la partita era diventata guerra di nervi).

FERRARI 6 - Serata da centravanti di categoria: tanto corpo a corpo, tante bracciate, tante sportellate. Si costruisce da solo una chance col mancino in diagonale e calcia, ma non trova lo specchio. Lavora sporco per la squadra, tiene qualche pallone pesante e fa arrabbiare gli avversari. Nel finale gestisce male due palloni che potevano far respirare la Salernitana e manda su tutte le furie la panchina. Ci prova anche da fuori area con un controbalzo ambizioso. Non brilla, ma lotta.

ALL.: RAFFAELE 7 - Vittoria anche sua. Con un centrocampo ridotto ai minimi termini, si inventa Liguori tra le linee per dare qualità e palleggio. Mossa perfetta e premiata dal gol. Legge bene la partita: capisce che Ubani sta calando e mette Achik, che di nuovo cambia ritmo e produce le due situazioni chiave (palla gol a Tascone e angolo del 2-0 per Golemić). Poi cerca di blindare il risultato inserendo Coppolaro per dare più solidità. La distrazione sul gol che riapre la gara costringe tutti a soffrire fino all’ultimo, ma alla fine l’obiettivo principale è centrato: tre punti, reazione dopo Catania e segnali di identità. La strada è questa. La Salernitana non è bella, non è ancora continua, e concede ancora troppo nei finali. Ma nel derby contro la Casertana ha mostrato attributi, cattiveria e uomini di personalità. In questo momento storico, vale quanto - se non più - di qualsiasi lezione di stile.

Redazione Sport - Salernitana -

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