

di Massimiliano Catapano
La Salernitana risponde sul campo, con nervi solidi e cuore granata. Dopo lo stop di Catania, la squadra di Raffaele torna a fare la voce grossa nel derby con la Casertana: 2-1 all’"Arechi", firmato Michael Liguori (foto Us Salernitana) e Vladimir Golemic, con la rete di Bacchetti a tenere in bilico il finale. Il successo consente ai granata di rimanere in vetta al girone, tornando a guardare tutti dall’alto della classifica con 25 punti. È stata una partita dura, sporca, nervosa nei momenti chiave, ma anche piena di significato. Liguori è l’uomo copertina: rientrava dopo l’infortunio, ha sbloccato il match davanti a una curva che ha offerto una coreografia da brividi, con l’"Arechi" vestito di granata e 13.468 spettatori dichiarati sugli spalti. E proprio Liguori, visibilmente emozionato nel post gara, si è tolto qualche peso dalle spalle: "In quel momento non mi importava del giallo, ma del gol che è arrivato davanti a questi tifosi che, nonostante tutto, hanno sempre creduto in me, così come la società. Mi sono tolto dei sassolini", ha detto ai microfoni di LiraTv, con la voce ancora calda di adrenaline. Poi ha aggiunto una frase che racconta bene lo spirito della sua serata: "Ho avuto un momento di pausa che mi ha aiutato a tornare più forte, trovando un bel goal e la vittoria".
Il suo ritorno in campo non è solo una questione tecnica. È soprattutto una questione di appartenenza. "Il gruppo mi ha sempre aiutato, quindi non ho sofferto. Il goal è arrivato davanti a questi tifosi che non hanno mai smesso di sostenermi", ha ribadito. Parole che spiegano quanto ci fosse dentro quell’esultanza, arrivata al 60’, quando ha rotto l’equilibrio dopo un primo tempo complicato. Liguori è stato onesto anche nell’analisi dell’avversario. Nessuna superficialità, anzi massimo rispetto: "Parto col dire che la Casertana è un’ottima squadra. Il primo tempo è stato difficile, ma siamo stati bravi a sbloccarla. Poi abbiamo avuto una piccola disattenzione, ma siamo riusciti a portarla a casa e siamo pronti a combattere». La fotografia della gara è tutta lì: equilibrio fino all’intervallo, la fiammata granata nella ripresa (Liguori al 60’, poi Golemić al 75’ per il 2-0), il colpo di testa di Bacchetti all’81’ a riaprire tutto e un finale in trincea, gestito di carattere. C’è anche un passaggio importante sul reparto offensivo. Liguori, schierato dal primo minuto e subito decisivo, ha sottolineato l’intesa con i compagni davanti: "Mi sono trovato bene con Ferrari e Ferraris, così come mi trovo bene con Inglese. Poi il mister fa le sue scelte". È un messaggio pulito: concorrenza sì, ma dentro un contesto di collaborazione, perché chi entra deve spostare la partita e chi esce resta dentro al progetto.
E poi la classifica. Tema sempre sensibile dopo un derby vinto e con la squadra prima. Liguori ha predicato lucidità, senza però negare l’importanza psicologica del primato: "Credo che sia ancora presto per guardare la classifica, ma stare davanti fa sempre bene, anche per l’armonia del gruppo. Ora però non facciamo calcoli e speriamo di arrivare più avanti possibile". Un richiamo alla testa, per non trasformare l’euforia in presunzione. Capitolo ambiente. L’"Arechi", ieri sera, è stato uno spettacolo dentro lo spettacolo. Liguori lo ha detto senza giri di parole: "È stato splendido vedere la coreografia, un colpo d’occhio che non avevo mai visto. La piazza di Salerno è focosa e piena d’amore per questo sport, è stato davvero qualcosa di fuori dal normale". Parole che pesano, perché arrivano da un giocatore che ha appena vissuto il classico ritorno che ogni calciatore sogna: campo, gol e abbraccio della sua gente. Se Liguori ha raccontato l’emozione e il senso di liberazione personale, Emmanuele Matino ha messo l’accento sull’identità collettiva. Il difensore, titolare dietro insieme a Golemic in una linea che ha retto quasi sempre con ordine, ha letto la vittoria con la calma di chi ragiona da spogliatoio: "Non era facile ripartire dopo la sconfitta di Catania, ma abbiamo lavorato alla grande durante la settimana per portare a casa questa vittoria. È stata una prova di carattere da parte di tutti". Matino ha ricordato così il peso della serata: rialzarsi subito, senza lasciare che il ko del "Massimino" avesse strascichi.
Anche lui ha riconosciuto il merito della Casertana, una squadra venuta all’"Arechi" con ordine tattico e personalità, capace di restare in partita fino al 95’: "Non era semplice sbloccare la partita. La Casertana è una squadra organizzata e di qualità, ma per fortuna siamo riusciti a portare a termine il nostro obiettivo. È andata bene e questo conta". Il riferimento è alla gestione dei momenti sporchi: la Salernitana ha sbloccato il derby in un frangente teso, poi ha trovato il raddoppio, ma ha anche dovuto stringere i denti quando Bacchetti ha accorciato e gli ospiti hanno buttato tutto dentro. Matino ha parlato anche di sè, con un obiettivo molto chiaro: vuole pesare anche in avanti. "Spero di riuscire a fare due o tre gol, magari di testa. L’importante è che arrivino presto, ma più di tutto conta che la squadra segni e vinca". È un difensore che ragiona già da leader, perché subito dopo ha portato il discorso sulla struttura difensiva: "Ogni settimana lavoriamo per migliorare la fase difensiva. Speriamo di arrivare al punto in cui non subiremo più goal, ma siamo sulla buona strada". Il riferimento è inevitabile: anche ieri, sul cross che ha portato al goal di Bacchetti, la Salernitana si è trovata a difendere in inferiorità posizionale dentro l’area. "Sul cross in mezzo si sono trovati in tre uomini e in quelle situazioni è sempre più difficile difendere, soprattutto quando gli avversari attaccano con tanti giocatori. Per fortuna, nonostante l’episodio, siamo riusciti a vincere".
Poi il discorso scivola su due temi che contano moltissimo in una stagione lunga: classifica e spinta del pubblico. Qui Matino è in totale sintonia con Liguori. "Non guardiamo la classifica, è ancora presto. Pensiamo solo a vincere ogni partita e a migliorare partita dopo partita". È una linea chiara dentro lo spogliatoio: piedi per terra, ritmo costante, niente voli. E allo stesso tempo, riconoscenza enorme verso la curva. "La curva mi emoziona sempre. Ogni partita in casa è una sensazione speciale e spero che i tifosi continuino a sostenerci per tutto il campionato". Dentro e fuori dal campo, il filo conduttore è uno: questo gruppo ci crede. Liguori lo ha detto apertamente: "Questa è la forza del gruppo, cioè stare sempre insieme nei momenti belli e in quelli difficili. Mi vogliono bene e io voglio bene a loro ed è una cosa fondamentale che non si trova in ogni squadra. È la nostra caratteristica principale e dobbiamo continuare su questa strada". È una dichiarazione che racconta tanto, forse più di qualsiasi tabella numerica. Perché riduce tutto all’essenziale: compattezza, fame, appartenenza. Sul prato dell’"Arechi", nel derby, la Salernitana ha mandato un segnale a tutti. Ha vinto, è rimasta davanti, ha mostrato personalità nei momenti complicati e ha risposto immediatamente alla sconfitta precedente. In una notte che ha rimesso la Bersagliera in cima alla classifica, ma soprattutto l’ha rimessa di fronte alla sua gente con lo sguardo di chi sa di voler restare lì.
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