

di Massimiliano Catapano
La Salernitana fa quello che doveva fare. Vince il derby, rimette le cose al loro posto e manda un segnale diretto a tutti. Dopo il successo del Catania sul Benevento (1-0 alle 14:30) e dopo la brutta sconfitta subita proprio a Catania nello scorso week-end (2-0), ai granata restava una sola strada possibile: battere la Casertana. All’Arechi finisce 2-1 per la squadra di Raffaele, con le firme di Liguori e Golemic, e con un secondo tempo di peso, carattere e nervi saldi. Il goal di Bacchetti nel finale tiene la partita viva fino al 95’, ma non cambia il verdetto: il derby è granata, la vetta è di nuovo granata. È una vittoria che vale più di tre punti. Vale per la classifica, perchè la Salernitana torna in vetta da sola davanti a tutti. Vale per l’ambiente: si veniva da una settimana complicata, segnata dalle critiche dopo lo 0-2 di Catania. E vale per la testa, perchè la squadra, oggi, ha mostrato maturità nelle letture, capacità di soffrire e soprattutto gestione emotiva nei momenti pesanti della ripresa, quando la Casertana si è giocata l’ultima carta dell’orgoglio.
La notte dell'"Arechi" e un messaggio culturale
Questa partita però non è stata solo calcio. È stata identità. Lo stadio si è acceso fin dal prepartita in un modo che andrà ricordato. La Curva Sud ha messo in scena una coreografia di altissimo livello: sulle gradinate, domina la lingua "impossibile" di "Prisencólinensináinciúsól", il brano di Adriano Celentano del 1972 scritto in un finto inglese per denunciare l’incomunicabilità del mondo moderno, un mondo che parla tantissimo ma non si capisce più. Qui quel messaggio è diventato: "NON SERVONO PAROLE… C’È SOLO SALERNO". Al centro, la lingua degli ultras è quella delle immagini: la bocca-totem dei Rolling Stones, simbolo di ribellione, libertà, identità senza filtro. È un manifesto: "In un’epoca che giudica, vieta e condanna, noi rispondiamo con arte, cultura e appartenenza". La curva ribadisce il concetto: la passione è un linguaggio universale, e stasera parla Salerno. Atmosfera da brividi, colpo d’occhio totale. E dentro quel clima, la Salernitana ha fatto il resto.
PRIMO TEMPO
La partita si apre con la Salernitana subito in controllo del pallone. Dopo appena due minuti Liguori prova la prima conclusione dal limite: la deviazione vale anche il primo calcio d’angolo della gara e chiarisce l’inerzia iniziale. L’idea di Raffaele è chiara: imporre ritmo, giocare nella metà campo della Casertana, costringere gli ospiti a difendersi bassi. Al minuto 11 la Bersagliera continua a gestire il possesso e i territori, ma senza trovare ancora il bersaglio grosso. La Casertana risponde soprattutto da fuori: Bentivegna cerca il jolly dalla distanza, palla alta. È uno dei pochi squilli offensivi dei falchetti nella prima parte di gara. Il derby però non è solo tattica, è anche corpo a corpo. Al 19’ Ferraris subisce un intervento durissimo da Pezzella davanti alla panchina granata: si accende un parapiglia vero, con Tascone che spinge Toscano e le due squadre che si affrontano a muso duro. Pezzella viene ammonito e la panchina della Casertana chiede persino l’intervento del nuovo Football Video Support (FVS) per un possibile rosso. L’arbitro Cerbasi va al monitor e resta lì diversi minuti. Dopo la revisione, al 23’, decide che non c’è espulsione. Tensione altissima, match emotivamente acceso già prima dell’intervallo.
La Salernitana intanto costruisce. Al 25’ Ferrari prova da posizione defilata ma il tiro finisce largo. Poco dopo Capomaggio si prende un giallo pesante al 27’: era diffidato, salterà la prossima gara (Latina). È una nota importante, perchè Capomaggio è l’equilibratore della mediana di Raffaele. Nel finale di frazione i granata sfiorano il vantaggio più volte. Al 36’ Villa calcia di controbalzo da sinistra, palla alta. Al 42’ ancora Villa illumina: servizio perfetto per Matino che si inserisce con i tempi giusti, ma De Lucia è reattivo e respinge. È l’occasione più grande del primo tempo. Al 45’ arriva un altro giallo, questa volta per Bentivegna (intervento in ritardo su Ubani), e vengono assegnati 4 minuti di recupero. In chiusura, sugli sviluppi di un corner, Golemic impatta di testa ma spedisce fuori di poco. L’arbitro fischia al 49’. Primo tempo 0-0. Ai punti meglio la Salernitana, più strutturata e presente nella metà campo avversaria, ma senza gol. La Casertana, che Coppitelli aveva impostato in modo prudente con un 3-5-2 molto attento, spezza spesso il ritmo con interruzioni, proteste e perdite di tempo: scelta chiara, abbassare i giri e portare il derby sui dettagli.
SECONDO TEMPO
La ripresa inizia senza cambi, con la Salernitana che attacca verso la Curva Sud. Ma al 9’ minuto succede qualcosa che può girare il derby al contrario: Donnarumma sbaglia la presa su una palla alta semplice, il pallone gli scivola e finisce sui piedi di Proia che calcia a botta sicura da due passi. Il portiere granata, però, rimedia subito al proprio errore, ci mette il corpo e salva tutto. Poi Golemic completa il lavoro respingendo l’ultimo tap-in. È uno snodo chiave: dallo 0-1 possibile al controllo emotivo ritrovato. Dopo quell’avvertimento, Raffaele interviene. Al 13’ della ripresa fuori Ubani, dentro Achik. Mossa che cambierà la partita. Un minuto prima, la Casertana aveva sostituito Pezzella con Llano, mentre al 12’ st era arrivato anche quel cambio per Coppitelli: segno che gli ospiti provano a mettere energie fresche dentro il traffico del centrocampo. Il match si sblocca al 15’ del secondo tempo: Matino legge in anticipo l’uscita della Casertana, vince un contrasto e apre sulla sinistra per Villa. Cross teso dell’esterno, Ferrari manca l’impatto, ma dietro di lui arriva Liguori, che controlla e gira in porta di sinistro. De Lucia battuto, "Arechi" in piedi. 1-0. È un goal pesante, anche simbolico: Liguori era stato preferito dall’inizio all’acciaccato Inglese, e risponde con la freddezza dell’attaccante vero.
La Salernitana, sulle ali dell’entusiasmo, prova subito a chiuderla. Al 21’ problemi fisici per Toscano nella Casertana: Coppitelli è costretto al doppio cambio, dentro Vano e Kallon al posto di Toscano e Bentivegna. Raffaele invece toglie proprio il marcatore del vantaggio, Liguori, al 24’, inserendo Coppolaro per dare più copertura e centimetri. È una lettura molto lucida: la priorità diventa non lasciare campo alle ripartenze della Casertana. Minuto 26: Tascone ruba palla, scarica per Achik largo e si butta dentro. Achik restituisce, Tascone arriva in spaccata e calcia da pochi metri. De Lucia salva con i piedi quello che sembra l’immediato 2-0. Sulla ribattuta Ferraris prova addirittura una rovesciata acrobatica: pallone fuori di poco. È il preludio del raddoppio. Al 28’ altro brivido nell’area della Casertana: su un corner di Achik c’è un mezzo pasticcio tra il portiere De Lucia e un suo difensore, con la palla che carambola e finisce sopra la traversa. I falchetti danno la sensazione di essere in apnea. Il 2-0 arriva al 30’ e ha la firma della coppia entrata in partita con la testa giusta: Achik mette una palla morbida e calibrata, Golemic si alza in cielo e la colpisce di testa con autorità. De Lucia resta fermo, il pallone gli passa alle spalle e si insacca. 2-0. È il gol che sembra chiudere il derby e che fa esplodere lo stadio.
Ma non è ancora finita. Al 36’, su sviluppo da calcio d’angolo a favore della Casertana, Bacchetti è il più rapido ad avventarsi sul pallone vagante e a colpire verso la porta. La difesa granata stavolta è sorpresa: 2-1. Partita riaperta. Da lì in poi è gestione mentale. Raffaele inserisce forze fresche nel finale: al 39’ st dentro Varone e al 40’ st Frascatore per Ferraris e Anastasio. Al 41’ lo stesso Varone si presenta con un fallo in ritardo su Kallon: ammonito immediatamente. Di fronte, la Casertana toglie Oukhadda e Casarotto per inserire Leone e Galletta al 37’, cercando gamba e palloni sporchi nell’area granata. Gli ultimi minuti sono una battaglia nervosa. Al 43’ Proia prova la soluzione da fuori, ma Donnarumma blocca in due tempi e stavolta non trema. Al 45’ Ferrari quasi trova il colpo del campione da centrocampo, una traiettoria alta di poco. Vengono assegnati 5 minuti di recupero. Nel recupero succede ancora di tutto: proteste furibonde della panchina ospite e di alcuni giocatori, il direttore di gara Cerbasi allunga ulteriormente il recupero e arriva anche un rosso diretto per Llano per eccesso di proteste. A pochi istanti dalla fine l’arbitro aggiunge addirittura un ulteriore minuto per perdita di tempo attribuita a Matino. La partita si chiude al 50’, tra tensioni, ammoniti e cori della Curva. Triplice fischio. Salernitana-Casertana 2-1. L’"Arechi" esplode, la Bersagliera torna in cima e manda un messaggio molto semplice: siamo vivi, siamo primi e questo campionato ci riguarda fino in fondo.
LA CHIAVE TATTICA
La Salernitana ha vinto una partita sporca con lucidità. Il 3-4-2-1 di Raffaele ha funzionato bene soprattutto sulle corsie: Villa a sinistra è stato costante nel creare superiorità e nell’alzare la squadra; Ubani prima e Achik poi hanno dato gamba e profondità. Tascone e Capomaggio hanno fatto esattamente il lavoro richiesto in un derby del genere: mettere pressione, rompere linee, mordere sulle seconde palle. Davanti, Ferrari ha lavorato da punto di riferimento, Ferraris ha cercato strappi e inserimenti tra le linee, mentre Liguori ha dato sostanza d’attaccante vero: un pallone buono, un goal. Dietro, Golemic è stato molto più di un marcatore centrale: prima salva sulla linea dopo l’errore di Donnarumma, poi firma di testa il 2-0. Il simbolo di una squadra che ha saputo soffrire quando serviva e colpire quando contava.
L'"ARECHI", ANCORA UNA VOLTA
È impossibile raccontare questa serata senza parlare del pubblico. I 13.468 presenti, di cui 5.289 abbonati, hanno trasformato il derby in un evento collettivo più grande della classifica.
Coro, coreografia, identità. L’"Arechi" ha dato alla partita un tono da "partita da ricordare", e la squadra in campo ha risposto con una prestazione da gruppo che sa di avere una responsabilità tecnica ma anche culturale verso la città. Questo oggi fa la differenza.
TABELLINO
SALERNITANA (3-4-2-1): Donnarumma; Matino, Golemic, Anastasio (40′ st Frascatore); Ubani (13′ st Achik), Tascone, Capomaggio, Villa; Liguori (24′ st Coppolaro), Ferraris (39′ st Varone); Ferrari. A disposizione: Brancolini, Quirini, Iervolino, Di Vico, Inglese, Knezovic, Boncori. Allenatore: Raffaele
CASERTANA (3-5-2): De Lucia; Heinz, Bacchetti, Rocchi; Oukhadda (37′ st Leone), Toscano (21′ st Vano), Pezzella (12′ st Llano), Proia, Liotti; Casarotto (37′ st Galletta), Bentivegna (21′ st Kallon). A disposizione: Merolla, Vilardi, Falasca, Kontek, Giugno, Arzillo, Di Tommaso, Capasso. Allenatore: Coppitelli
ARBITRO: Cerbasi di Arezzo (assistenti Chichi/Cardona). IV uomo Mastrodomenico. FVS Ferraro
RETI: 15′ st Liguori (S), 30′ st Golemic (S), 36′ st Bacchetti (C)
NOTE: Ammoniti Pezzella, Bentivegna (C), Capomaggio, Liguori, Varone (S). Espulso al 48′ st Llano (C) per proteste. Angoli 8-8. Recupero 4′ pt, 5′ st (poi prolungato fino al 50′ st). Spettatori 13.468 (abbonati 5.289).
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