

di Massimiliano Catapano
Emergono tasselli importanti nella ricostruzione della morte di Fabio Celella, 45 anni, pizzaiolo originario di Amorosi (Benevento) e da anni dipendente dell’Hotel Caruso di Ravello. Il suo corpo è stato rinvenuto venerdì scorso in fondo a un’intercapedine impervia, alle spalle dell’auditorium "Oscar Niemeyer", in una zona poco illuminata e difficilmente accessibile. Nel primo pomeriggio di oggi, presso l’obitorio dell’ospedale "Umberto I" di Nocera Inferiore, il medico legale Gabriele Casaburi ha eseguito l’autopsia disposta dalla Procura di Salerno. L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Elena Cosentino. Le prime risultanze medico–legali convergono su una causa: un grave trauma da caduta. Le lesioni interne e una vistosa ferita alla testa delineano, tuttavia, un quadro di morte non immediata: l’uomo avrebbe lottato per alcune ore prima di spegnersi, verosimilmente nella notte tra il 14 e il 15 ottobre.
La dinamica più accreditata, al momento, colloca la caduta nella serata di martedì 14 ottobre. Celella, nel tentativo di recuperare il cellulare finito tra i rovi, avrebbe perso l’equilibrio precipitando da circa 14 metri in un punto cieco, privo di illuminazione. Una ricostruzione che, pur essendo la più plausibile, non chiude il perimetro investigativo: la pista dell’incidente resta in cima, ma gli inquirenti mantengono aperte tutte le ipotesi. A definire con maggiore precisione lo scenario contribuiranno gli esami tossicologici, attesi entro 60–90 giorni, che dovranno stabilire se al momento della caduta l’uomo si trovasse in condizioni psicofisiche alterate. Intanto, è in corso l’analisi dei contenuti del suo smartphone - sequestrato subito dopo il ritrovamento - e prosegue il censimento delle testimonianze di colleghi e conoscenti per ricostruire spostamenti e contatti nelle ore precedenti alla tragedia.
Il percorso di quelle ore è tracciato da più riscontri. Alle 18:20 del 14 ottobre, Fabio si è presentato in una farmacia di via Giovanni Boccaccio per ordinare un nuovo paio di occhiali, spiegando di aver rotto i precedenti in una caduta. Poco dopo, verso le 19:30, è stato notato al tabacchi di Piazza Vescovado. Alcuni testimoni riferiscono di aver visto sul suo volto un ematoma periorbitale ben evidente: un particolare compatibile con un recente trauma e potenzialmente rilevante per valutare lo stato di salute e l’equilibrio dell’uomo in quella stessa serata. Concluse le operazioni autoptiche, la salma è stata restituita ai familiari. I funerali si terranno domani, venerdì 24 ottobre, ad Amorosi, la comunità dove Fabio era molto conosciuto e stimato per la sua professionalità e per il carattere aperto e gentile. Ravello e il suo paese d’origine, intanto, restano profondamente scossi: colleghi e amici lo ricordano come un lavoratore appassionato, innamorato del mestiere, sempre disponibile con tutti.
Sul piano giudiziario, la Procura procede con prudenza e metodo: l’orientamento allo stato dei fatti è quello dell’incidente, ma la scelta di mantenere aperte le verifiche - dai tabulati alle testimonianze, fino ai risultati tossicologici - testimonia la volontà di ricostruire ogni passaggio con rigore. Solo l’incrocio definitivo tra medicina legale e atti d’indagine potrà restituire una verità piena sulla fine di Fabio Celella. Fino ad allora, restano il cordoglio di due comunità e il dovere di fare chiarezza.
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