

di Massimiliano Catapano
Al "Massimino" (foto Catania FC) la Salernitana cade 2–0: sblocca Cicerelli con una punizione dalla lunghissima distanza, chiude Forte approfittando di una difesa incerta. La giornata si complica anche in classifica: il Benevento batte il Potenza (2–0) e aggancia i granata in cima al Girone C a quota 22, con il Catania che resta a un solo punto. Di seguito le pagelle della Salernitana:
Donnarumma 5,5 - Ha colpe sull’episodio che spacca la partita: barriera corta, passo d’anticipo tardivo e Cicerelli lo sorprende da lontano. Dopo 30 secondi deve già sporcarsi i guanti su Lunetta, poi vive un pomeriggio in salita: sulla giocata di Forte concede troppo specchio ma paga soprattutto il buco del compagno. Nel finale evita il 3–0 con un paio d’interventi che salvano la faccia, non il voto.
Coppolaro 5 - Partenza in apnea: Cicerelli lo salta alla prima occasione, Lunetta lo prende in velocità ogni volta che può. Accorcia male, raddoppia tardi, finendo risucchiato nella marea rossoblù sulle corsie. Giornata da archiviare. (dal 35’ st Quirini 4,5 - Entra e si mette subito nei guai: intervento scomposto su Dini che accende gli animi, scelta di passaggi rischiosi in uscita, un errore che per poco non diventa il 3–0. Impatto da rivedere, nervi da gestire meglio).
Golemic 4,5 - Pronti via è provvidenziale su Forte, poi l’azione del raddoppio lo condanna: lettura sbagliata della profondità, corpo fuori asse, varco spalancato. L’errore pesa come un macigno perché stronca le residue velleità di rimonta.
Anastasio 5 - Soffre l’ampiezza e il cambio di passo avversario: tra Lunetta e Casasola è spesso preso in mezzo. Sul taglio di D’Ausilio perde il riferimento e rischia di incassare il 3–0. Giornata più di rincorsa che di proposta. (dal 24’ st Matino 5,5 - Più fisicità nei duelli, almeno chiude il rubinetto sul suo lato. Non basta a riaprire l’inerzia).
Ubani 4,5 - Condizionato dalla minaccia costante di Cicerelli, gli manca lucidità: due retropassaggi sbagliati accendono campanelli d’allarme, fatica pure negli appoggi elementari e scivola in più di un frangente. Va in confusione. (dall’8’ st Achik 5,5 - Chiamato a dare strappi: un paio di iniziative promettenti, ma resta un’eco. Alterna intuizioni a forzature).
Tascone 5 - L’episodio lo marchia: il fallo (discutibile) che precede la punizione dell’1–0 lo manda fuori giri. Perde qualche duello di troppo, tampona quando può ma non riesce a imporre tempi e linee di passaggio.
Capomaggio 5,5 - Tiene in piedi un paio di raddoppi decisivi su Cicerelli, poi il giallo lo rende più guardingo. È il metronomo emotivo della squadra: quando cala intensità, l’intero blocco si accartoccia. Meno brillante del solito, comunque tra i più lucidi.
Villa 6 - Se la gioca a testa alta sul binario mancino, prova a spingere quando la squadra glielo consente. Firma il primo tiro nello specchio dopo un’ora abbondante, segnale di una produzione offensiva troppo avara ma di personalità sua.
Ferraris 5,5 - La posizione lo penalizza: troppo lontano dall’area, riceve spalle alla porta e deve sempre costruire da fermo. Ha una palla pulita nel primo tempo, diagonale facile per Dini. Urge riportarlo in una zolla più "calda". (dal 25’ st Knezovic 5 - Entra per dare peso e profondità, ma resta ai margini del gioco. Non riesce a legarsi tra le linee, nè ad attaccare lo spazio con continuità).
Ferrari 4,5 - Non trova mai il tempo del movimento: primo pallone vero al 40’, diagonale largo. Pochi duelli vinti, pochi riferimenti ai compagni. Opaco. (dal 24’ st Liguori 5,5 - Con lui Raffaele ridisegna in 4–2–3–1: qualche ricezione tra le linee, piccoli segnali. Manca però la verticalità che accenda l’ultimo quarto di campo).
Inglese 5 - Fischiato dai suoi ex, all’inizio appare contratto. La percussione che costringe Di Tacchio al giallo è una fiammata vera, poi si sporca di duelli lontano dall’area e si spegne nella ripresa. Servito male e tardi.
All.: Raffaele 4,5 - L’ostinazione nel tridente, con Ferraris lontano dalla porta, depotenzia il miglior finalizzatore e svuota il centro. La squadra si spacca sugli episodi, senza un piano B credibile: linee lunghe, poca protezione degli half-spaces e dipendenza eccessiva da Capomaggio. Servono correzioni rapide: baricentro più compatto, attacco meno orfano dell’area, gestione degli episodi più matura. Il ko non cambia l’orizzonte, ma azzera il margine: Benevento in co-vetta grazie al 2-0 sul Potenza (reti di Salvemini e Pierozzi) e Catania appena sotto. La lotta al primo posto è ufficialmente a tre e ogni dettaglio, da qui in avanti, farà la differenza.
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