

La tre giorni è iniziata venerdì 10 ottobre con una mattinata a Sala Consilina, per proseguire poi nel pomeriggio, a Teggiano, dove si è svolta la cerimonia inaugurale ufficiale, in cui poi i partecipenti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi direttamente con ospiti istituzionali, esperti e rappresentanti del mondo imprenditoriale durante i panel tematici. La giornata si è conclusa ad Atena Lucana, con l'ospite musicale Santino Cardamone. Sabato 11 ottobre, fulcro dell’intero evento, la Certosa di Padula ha accolto i partecipanti per una giornata interamente dedicata al confronto e alla costruzione di idee. I ragazzi, divisi in gruppi tematici, hanno lavorato insieme a esperti, rappresentanti del terzo settore e amministratori locali. Infine, domenica 12 ottobre, nella sede della Comunità Montana, si è tenuta la cerimonia conclusiva: sindaci dei comuni coinvolti e rappresentanti giovanili hanno firmato il Manifesto dei Giovani. La giornata si è poi chiusa con un pranzo conviviale, che ha sottolineato il carattere di rete e comunità di questa edizione.
Il cuore operativo del Forum Day 2025 è stato rappresentato dai tavoli di lavoro, momenti strutturati di dialogo e co-progettazione, in cui i giovani hanno potuto esprimere bisogni, visioni e soluzioni. Tre i focus principali, scelti per affrontare questioni centrali per il futuro del territorio:
- "Rigenerare il Lavoro: i Giovani come Motore del Cambiamento", ha messo al centro la sfida occupazionale nelle aree interne e la necessità di creare strumenti e percorsi per favorire l’autoimprenditorialità e l’accesso a nuove opportunità professionali;
- "Giovani e Politiche Pubbliche: una valutazione di impatto generazionale", ha approfondito il ruolo dei giovani nei processi decisionali, sottolineando quanto sia strategico includere la loro prospettiva nella definizione di politiche locali e regionali;
- "Agricoltura e Sviluppo Sostenibile nelle Aree Interne", si è concentrato sulla valorizzazione delle risorse ambientali e agricole del Vallo di Diano, mettendo in luce il potenziale economico e sociale di un territorio che può crescere puntando sulla transizione ecologica e sulle nuove forme di innovazione sostenibile.
Questi spazi di confronto non si sono limitati a produrre riflessioni, ma hanno generato proposte operative. La metodologia utilizzata ha permesso a ragazzi e ragazze di elaborare idee concrete, sostenute da esempi e analisi dei bisogni reali delle comunità. I gruppi hanno lavorato con professionisti, associazioni e amministratori, creando connessioni tra mondo giovanile, istituzioni, terzo settore e impresa. In questo modo, l’evento si è distinto da una semplice conferenza istituzionale: il Forum Day è diventato un vero cantiere di politiche giovanili.
Il risultato di questo lavoro collettivo si è concretizzato nel Manifesto dei Giovani, firmato nella giornata conclusiva dai rappresentanti delle istituzioni e dei forum comunali. Il documento raccoglie le idee e le priorità emerse durante i tavoli e le restituisce come eventuali linee guida per l’azione futura. La firma congiunta del Manifesto ha rappresentato un patto simbolico e operativo tra giovani e amministratori, con l’obiettivo di far sì che le proposte non restino sulla carta, ma diventino strumenti reali di pianificazione locale. Questa edizione del Forum Day ha dimostrato che quando si offrono spazi concreti di ascolto e partecipazione, i giovani sanno costruire visioni e progetti capaci di incidere realmente. L’approccio itinerante ha rafforzato il senso di appartenenza territoriale e la rete tra comuni, mentre i tavoli tematici hanno permesso di far emergere istanze precise e azioni possibili.
Non si tratta solo di un singolo evento ben riuscito: il Forum Day rappresenta un tassello di un percorso ormai strutturato, che nel tempo ha consolidato la presenza e il peso dei forum giovanili sul territorio. Oggi, infatti, su 158 comuni della provincia di Salerno, ben 150 contano forum giovanili attivi, un dato che testimonia l’ampia diffusione di queste realtà e la loro capacità di radicarsi nelle comunità locali. Questo modello, costruito con anni di lavoro condiviso e investimenti nelle politiche giovanili, sta dimostrando di saper creare reti solide e continuità. In molti interventi conclusivi si è sottolineato che non si tratta di un evento isolato, ma dell’inizio — o meglio della prosecuzione — di un cammino che parte molto tempo fa, e che ancora si impegna a esistere.
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