

di Massimiliano Catapano
Dopo l’ossigeno puro del 2-0 a Monopoli e la prova coraggiosa all’"Arechi" nel derby perso 3-2 con la Salernitana, la Cavese inciampa di nuovo in casa: il Trapani passa di misura al "Simonetta Lamberti" con un rigore di Manuel Fischnaller al 77’ e si prende tre punti pesanti. Il quadro di classifica resta critico: metelliani penultimi a quota 5. Gara bloccata, pochi spazi e tante fiammate isolate: la Cavese crea ma non capitalizza, il Trapani accetta l’equilibrio e la sblocca dal dischetto. L’inerzia sfuma proprio mentre Prosperi ha tre cambi pronti: il gol arriva un attimo prima delle sostituzioni e indirizza la sera del "Lamberti". Per i granata è un ritorno al successo, per i blufoncé una frenata che pesa soprattutto sul morale e sulla classifica.
Le parole di Fabio Prosperi (foto Cavese 1919) sulla prestazione e sugli episodi: "Non è stata la nostra gara più brillante come le ultime due, questo è evidente. Però, per quanto visto, non ritengo che meritassimo di perdere. Nel primo tempo siamo stati meno aggressivi del dovuto e abbiamo perso troppi duelli, ma anche oggi abbiamo creato quattro-cinque occasioni pulite. Con squadre di qualità diversa dalla nostra bisogna essere più attenti nei dettagli. Ognuno può avere il proprio giudizio sulla costruzione della squadra; io mi metto sempre in discussione. Può capitare che sbagli anch’io: mi analizzo dopo ogni allenamento e ogni partita. Anche oggi abbiamo incassato un goal evitabile, mentre nel primo tempo il Trapani ha creato poco. Le opportunità le abbiamo avute, soprattutto nella ripresa: non le abbiamo sfruttate e me ne assumo la responsabilità, continuando a lavorare con umiltà".
Su Piana, Cionek e l’arrivo di Luciani: "Non esiste alcun caso Piana: ha avuto un problema fisico. Cionek, arrivato senza preparazione, sta meglio e ha offerto buone prove; per questo gli ho dato continuità. Lui e Piana condividono il ruolo e, in teoria, possono adattarsi in posizioni diverse: sono state scelte tecniche. Luciani è un innesto importante, ma decido sempre in funzione dell’equilibrio generale e dello stato di forma". Sugli infortuni e sui cambi 'bruciati': "Gli acciacchi nei primi minuti ti costringono a spendere slot e a ritardare le mosse per la ripresa. È già la seconda volta che ci capita in stagione. Avevo tre cambi pronti prima del goal subìto: stavano entrando, ma la rete è arrivata una manciata di secondi prima. In situazioni così, con un solo slot rimasto e diversi giocatori con piccoli fastidi, ho preferito non rischiare di finire in dieci. Sto bene: nè abbattuto nè teso in modo particolare. Non ho nulla da rimproverarmi sul piano professionale: lavoro con serietà e onestà intellettuale. Non cerco alibi, non accuso nessuno. So che si può sbagliare, ma so anche che si può costruire: l’equilibrio è fondamentale".
Sullo stato degli infortunati e sulle condizioni del campo "Macchi si porta dietro un vecchio problema legato alla postura di corsa: spero di recuperarlo presto. Diarrassouba va valutato, è presto per certezze. Fornito ha chiesto il cambio: per non sprecare un altro slot l’ho sostituito subito. Il terreno di gioco? Per me è in buone condizioni: se abbiamo sbagliato, è responsabilità nostra, non del campo. So che è fastidioso ripetere 'non meritavamo di perdere', ma è quello che penso: abbiamo avuto tre-quattro chance nitide a due metri dalla porta e siamo usciti sconfitti. Devo fare di più per girare questi episodi a nostro favore. Siamo una squadra che deve lottare con cinque-sei avversarie per salvarsi: sarebbe irrealistico pretendere di imporre sempre il gioco. Ci sono momenti per proporre, momenti per soffrire e momenti per gestire. Devo adattarmi ai nostri pregi e ai nostri difetti, valorizzando al massimo le caratteristiche del gruppo".
Il tecnico ha concluso: "Non siamo una squadra fisicamente dominante; paghiamo qualcosa nei duelli. Dobbiamo compensare con lavoro, organizzazione e intensità. Quando caliamo anche solo di poco, emerge la qualità dell’avversario. È un aspetto che valuto con attenzione e sul quale continueremo a insistere. Prima del goal avevo l’idea di un cambio immediato, ma con l’ultimo slot disponibile non volevo espormi al rischio di chiudere in dieci. Sulle conclusioni lavoriamo tanto: oggi per segnare ci servono quattro-cinque occasioni nette. Lavoro perchè il vento cambi". Il calendario non concede tregua e la classifica stringe: per uscire dal fondo servirà trasformare la mole di gioco in gol e l’ordine in campo in punti veri. Prosperi non cerca alibi, pretende intensità e lucidità nei minuti che pesano e conta di recuperare presto chi è ai box. Il resto - il rumore del goal e il sollievo di una vittoria - può rimettere in moto la stagione: tutto passa da quei dettagli che finora hanno girato al contrario.
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