

di Massimiliano Catapano
In una nota diffusa il 12 ottobre 2025, il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona" di Salerno, Ciro Verdoliva, ha messo nero su bianco i principi che guidano l’azione della Direzione: massima trasparenza nei processi amministrativi e gestionali, valutazione puntuale delle segnalazioni, riservatezza sulle questioni delicate e rispetto rigoroso del segreto istruttorio quando interviene l’autorità giudiziaria. "Lo stile di governo che ho scelto si fonda sulla trasparenza: dei percorsi interni e nei confronti di chi, ogni giorno, fa informazione con professionalità", afferma Verdoliva, rimarcando come chiarezza dei processi e correttezza dei comportamenti siano la base del rapporto di fiducia con operatori e comunità. Ogni osservazione che riguarda l’Azienda, spiega, viene "letta e valutata con attenzione e serietà", nell’interesse della verità e della tutela dei cittadini e dei professionisti. Quando emergono elementi concreti, "si interviene senza esitazioni", adottando gli atti previsti, coinvolgendo gli organi di controllo e, se necessario, interessando la magistratura.
C’è però un confine netto: "Ci sono attività che non possono né devono essere oggetto di dibattito pubblico", chiarisce il direttore. Nelle situazioni più sensibili, la riservatezza "è una forma di rispetto verso le persone coinvolte e una garanzia per la ricerca della verità". E quando la magistratura è investita del caso, "il segreto istruttorio impone a tutti correttezza e silenzio". Verdoliva respinge toni polemici e personalistici: "Non intendo alimentare polemiche nè rispondere con toni personali. La linea è chiara: trasparenza, rigore e lavoro a testa bassa, senza clamori, con la determinazione necessaria a garantire ogni giorno legalità, efficienza e qualità dell’assistenza". Un’impostazione, sottolinea, coerente con la missione dell’Azienda: "Offrire la migliore cura possibile ai cittadini". "Continuerò a dedicare ogni energia a questo obiettivo, con responsabilità e con la convinzione che la trasparenza non sia solo un dovere, ma un modo di essere e di servire la collettività".
Il direttore tiene anche a precisare la cornice a cui la comunicazione è rivolta: questa nota, come richiesto dallo stesso Verdoliva di evidenziare, non è indirizzata ai singoli giornalisti, bensì a quanti - attraverso i giornali - gli chiedono di approfondire fatti e sollecitano risposte. Un messaggio, dunque, che definisce campo e metodo: dialogo con la stampa nella massima trasparenza dei processi, fermezza nel rispetto delle regole quando la delicatezza delle vicende lo impone. Nel suo complesso, la presa di posizione del direttore generale offre una bussola chiara: ascolto e verifiche interne dove servono; atti conseguenti e coinvolgimento degli organismi competenti quando i riscontri lo richiedono; silenzio e sobrietà quando è la giustizia a dover parlare. Una linea che ambisce a coniugare il diritto dei cittadini a un’informazione corretta con l’obbligo dell’istituzione di proteggere persone, verità dei fatti e qualità dell’assistenza.
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