

di Massimiliano Catapano
La Salernitana espugna Monopoli con una vittoria di misura e di sostanza. Decide un’azione "box to box" di Galo Capomaggio (foto SS Monopoli), che alza il livello tecnico della serata e mette d’accordo estetica e praticità: controllo, strappo centrale, avversari saltati e destro all’angolino. Il resto è gestione, compattezza, qualche sofferenza nel finale e una certezza fra i pali: Donnarumma. Non la miglior prova offensiva dell’era Raffaele, ma i tre punti pesano: vetta solitaria a quota 22 e messaggio chiaro al campionato. Le pagelle:
DONNARUMMA 6,5 - Primo tempo da spettatore interessato, ripresa da portiere che fa classifica. Uscite alte sempre pulite quando il Monopoli prova a caricare l’area, tempi di intervento corretti e comunicazione costante con il reparto. Nel recupero sfodera la parata della serata sul siluro dalla distanza di Imputato: lettura, spinta e mano forte. Intervento che vale quanto un gol.
COPPOLARO 6,5 - Cresce di settimana in settimana: marcature più "cattive", diagonali puntuali, scelta dei tempi quasi sempre giusta. Trova anche il coraggio di alzarsi e calciare da fuori, sfiorando l’angolo lontano. Affidabile, concentra pochi rischi nella sua zona.
GOLEMIC 6,5 - Perno difensivo. In anticipo è spesso imperioso, nel gioco aereo è un riferimento costante. Si frappone su Scipioni con una deviazione che per poco non sorprende il suo portiere, ma non perde lucidità: guida la linea e tiene tutti connessi. Autorevole.
ANASTASIO 6 - L’avvio è complicato da un giallo ingenuo che ne condiziona l’aggressività. Perde un duello che accende una transizione per i pugliesi, ma col passare dei minuti si assesta e regge l’uno contro uno in campo aperto su Fall. Meno propositivo, più guardingo: compitino utile. (Dal 45’ st Matino s.v. – Dentro per blindare, fa densità e non sbaglia le scelte semplici).
UBANI 6 - Disponibilità totale: posizione corretta, letture difensive discrete, qualche sbavatura tecnica quando deve rifinire. Nella ripresa firma una bella conduzione palla al piede senza però trovare il cross giusto. Gamba e generosità non mancano. (Dal 45’ st Varone s.v. – Inserito per irrobustire il mezzo: mezz’ora scarsa di frangiflutti).
TASCONE 6,5 - Il metronomo basso che tiene cuciti i reparti. Si piazza davanti alla difesa, sporca le linee di passaggio e gioca semplice a due tocchi. È il fedelissimo di Raffaele perchè dà ordine quando la squadra tende a sbilanciarsi: oggi la sua disciplina tattica pesa.
CAPOMAGGIO 7 - La firma d’autore. Percussione di potenza e classe, due avversari mandati al bar (Battocchio e Bizzotto) e piatto preciso con Piana inchiodato. Dopo il vantaggio, con il cambio di modulo, si muove con maggiore libertà tra le linee e continua a creare superiorità. Leader tecnico.
VILLA 6,5 - Non solo numeri: il suo peso nel sistema si vede nella prima spinta che accende l’azione del vantaggio. Meno arrembante del solito, ma molto applicato in fase di non possesso: rientri profondi, raddoppi, coperture preventive. Giocatore-macchina utile in entrambe le fasi.
FERRARIS 6 - Preso di mira fin da subito: raddoppi e talvolta triplicazioni che lo costringono a spendersi più senza palla che con la palla. Si sacrifica in ripiegamento e aiuta i quinti, ma da trequartista perde naturale pericolosità nell’ultimo sedici metri. (Dal 20’ st Quirini 6 - Impatto energico, entra interno e poi da quinto: contrasti duri e qualche metro guadagnato nei minuti "sporchi").
FERRARI 6 - Apre il match con la giocata del centravanti: controllo e controbalzo, palla alta di poco. In pressione alta manda in difficoltà il portiere pugliese, provocando l’errore che spalanca un’occasione a Inglese. Tanto lavoro oscuro, minor lucidità sotto porta: generoso.
INGLESE 5,5 - La traversa è un colpo d’alta scuola, poi l’imprecisione (comunque in offside) gli nega la gioia del goal. Movimenti corretti, ma serata appannata nelle scelte e nei tempi dell’attacco alla profondità. Probabilmente la prova meno brillante da quando è a Salerno: si rifarà.
ALL.: RAFFAELE 6 - I risultati gli danno ragione - e nel calcio contano - ma resta l’impressione di una gara tenuta viva troppo a lungo. Il doppio centravanti funziona quando arrivano cross a ripetizione: oggi i rifornimenti sono mancati e Ferraris trequartista si è depotenziato. In compenso, fase difensiva finalmente all’altezza (complice anche l’inconsistenza avversaria): concesso un solo tiro, peraltro da lontanissimo. Gestione pragmatica, margini d’affinamento evidenti nella chiusura dei match.
Non la Salernitana scintillante vista in altre uscite, ma una Salernitana matura: cinica quando serve (Capomaggio), protetta quando conta (Donnarumma) e capace di soffrire senza sbandare. L’astinenza dal "goal della sicurezza" resta un tema, perchè lascia la partita appesa fino al 100’. Ma la classifica - 22 punti e primato solitario - parla chiaro. Ora si va al "Massimino" da capolista: primo vero esame di maturità per Golemic e compagni, con la consapevolezza che l’identità difensiva è tornata e che davanti basterà un filo di freddezza in più per trasformare le vittorie di misura in successi rotondi.
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