

di Massimiliano Catapano
La svolta che la tifoseria granata attende dall’estate potrebbe arrivare a breve. Al Ministero dell’Interno è in dirittura d’arrivo il "dossier Salernitana", il fascicolo che raccoglie le relazioni aggiornate delle autorità di pubblica sicurezza. Dai riscontri emerge un quadro di comportamenti corretti nelle ultime settimane, sia all’"Arechi" sia in occasione del derby con la Cavese - gara gestita con prevendita diretta e flussi monitorati con attenzione - elementi che spingono verso la revoca del divieto di trasferta imponibile fino al 2 dicembre. La decisione finale spetta al ministro Matteo Piantedosi che, dopo un’ulteriore valutazione condivisa con il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, potrebbe firmare il decreto già entro la metà del mese. Si riaccende così la prospettiva di rivedere i granata nei settori ospiti, dopo una prima parte di stagione vissuta senza il sostegno in trasferta.
Il provvedimento restrittivo era stato adottato a seguito dei disordini esplosi al termine della gara di ritorno dei play-out di Serie B contro la Sampdoria, quando l’arbitro Daniele Doveri fu costretto a interrompere il match per ragioni di ordine pubblico. Quell’epilogo, coinciso con la retrocessione della Salernitana in Serie C, aveva innescato una misura severa che ha inciso in profondità sulla partecipazione organizzata del tifo. Sul piano legale, il Centro di Coordinamento Salernitana Club aveva presentato ricorso al TAR del Lazio e poi al Consiglio di Stato: entrambi i tribunali avevano confermato la legittimità del provvedimento ministeriale. Nelle settimane più recenti, però, le relazioni delle forze dell’ordine descrivono un contesto "non negativo", con un livello di collaborazione e disciplina che ha progressivamente ridotto le preoccupazioni degli apparati di sicurezza, sia nelle gare interne sia nel sentito derby con la Cavese.
Se la revoca verrà confermata, per i sostenitori granata si aprirà la possibilità di tornare a seguire la squadra lontano dall’"Arechi". Un passaggio che non ha soltanto valore simbolico: la presenza del tifo organizzato incide sull’atmosfera, sulla spinta emotiva al gruppo e, soprattutto, sulla ricostruzione di un patto di corresponsabilità tra piazza, club e istituzioni. Da questo punto di vista, l’eventuale riapertura in trasferta richiederà il rispetto puntuale delle prescrizioni e la continuità dei comportamenti virtuosi mostrati nelle ultime settimane. Ora la palla è al Viminale. L’attesa è carica di fiducia, ma anche di consapevolezza: il primo passo verso un ritorno alla normalità passa dalla firma del ministro e dalla capacità di confermare, nel tempo, la maturità che la tifoseria ha saputo dimostrare.
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