

di Massimiliano Catapano
La gioia per il successo nel derby con la Cavese è legittima, ma alla Salernitana non c’è spazio per facili entusiasmi. Daniele Faggiano, direttore sportivo granata, ai microfoni di Radio Bussola 24 ha tracciato una rotta pragmatica: niente sguardi alla classifica, solo lavoro quotidiano, soprattutto nei reparti. "Non guardo il primato. - il ragionamento è con l’allenatore e lo staff su dove intervenire - Dobbiamo essere più attenti e lavorare meglio di reparto. Non si può pensare di vincere sempre con tre o quattro gol: a volte basta anche un 1-0 per essere felici". Il focus si sposta inevitabilmente sulla fase difensiva. Faggiano rifiuta personalismi e colpe singole, preferendo una lettura collettiva degli episodi. "Gli errori sono di tutti", ammette, ricordando come il calendario serrato abbia inciso sul lavoro sul campo: "Cinque partite in quindici giorni non ti lasciano il tempo di sistemare ciò che va registrato". L’appello è alla concentrazione: "Servono attenzione e disciplina. Con la Cavese il mister aveva chiesto a qualcuno di stare più attento, ma sul secondo goal c’è stato comunque un errore. Capita: non bisogna mettere la croce su un singolo".
Nel racconto del ds c’è anche lo spogliatoio, descritto come un gruppo che "reagisce con il sorriso" e che sta venendo indirizzato "nella direzione giusta". Segnale di una squadra mentalmente viva, capace di metabolizzare gli sbagli e ripartire immediatamente, senza farsi travolgere dall’onda emotiva del risultato o dalla posizione in classifica. Non manca un passaggio di autocritica. Faggiano si richiama alla prima conferenza stampa, quando aveva promesso di consegnare all’allenatore "l’ottanta per cento del gruppo" già per il ritiro: "Forse ho esagerato", ammette oggi, prendendosi la responsabilità di una previsione troppo ottimistica rispetto ai tempi della costruzione. Sul fronte societario, il clima resta sereno. "Iervolino è felice, contento del momento della squadra", spiega il ds, sottolineando come la soddisfazione sia condivisa "anche dal presidente Milan e dall’amministratore delegato Pagano". Un endorsement che fotografa il presente, ma che non attenua l’urgenza dei prossimi passi: consolidare l’equilibrio, ridurre le sbavature, accettare le vittorie di misura quando servono. In sintesi, la Salernitana di Faggiano sceglie la via più difficile e più seria: meno titoli, più sostanza. Il primato fa piacere, ma il mantra resta uno solo - vincere, se necessario anche 'solo' 1-0 - mentre si costruisce, pezzo dopo pezzo, una squadra affidabile in ogni dettaglio.
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