

di Massimiliano Catapano
Il Comune di Capaccio Paestum interviene sul caso delle contravvenzioni annullate dal comando di Polizia Locale. Il sindaco Gaetano Paolino ha disposto misure organizzative interne, chiedendo al responsabile dell’Ufficio Personale di attivare provvedimenti nei confronti degli operatori coinvolti nel terzo filone d’indagine della Guardia di Finanza - Gruppo di Eboli - su delega della Procura della Repubblica di Salerno. Nel merito, con effetto immediato, gli agenti Francesco Polito e Vincenzo Puca sono stati assegnati a mansioni diverse ma equivalenti rispetto al loro inquadramento contrattuale. Non si tratta di una sanzione, bensì di una scelta amministrativa finalizzata a garantire continuità ai servizi e tutela dell’ente in un momento delicato, mantenendo inalterati ruolo giuridico e trattamento economico.
Paolino ha ribadito il principio di presunzione di innocenza, sottolineando che l’obiettivo è duplice: tutelare i dipendenti interessati dalle verifiche e preservare l’immagine del Corpo di Polizia Municipale in attesa degli esiti definitivi. L’impostazione prudenziale, spiegano da Palazzo di Città, mira a evitare sovrapposizioni tra attività amministrativa e accertamenti investigativi. La rimodulazione degli incarichi rientra in una linea di condotta già adottata in passato per altri dipendenti coinvolti a vario titolo nel caso: l’ex comandante Sofia Strafella, il vigile Giovanni D’Angelo e l’addetto dell’Ufficio Verbali Giovanni Matonte. Un precedente che delinea un criterio di gestione uniforme, orientato alla massima trasparenza procedurale. Sul fronte giudiziario, l’inchiesta sulle multe annullate prosegue e si amplia.
Nelle ultime settimane, altri 62 soggetti - tra cui dipendenti pubblici, imprenditori e privati cittadini - hanno ricevuto avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Le ipotesi di reato contestate sono falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, aggravata e in concorso. Secondo il quadro ricostruito dagli inquirenti, questo terzo filone investigativo si inserisce in un’istruttoria più ampia volta a chiarire se, e in quali termini, sia esistito un meccanismo sistematico di annullamento irregolare dei verbali nella Città dei Templi. Le verifiche puntano a definire responsabilità individuali e l’eventuale estensione della catena decisionale. Dal Comune filtra la volontà di collaborare pienamente con l’autorità giudiziaria, tenendo separati piani e competenze: da un lato, l’indagine penale con i suoi tempi e garanzie; dall’altro, la gestione organizzativa dei servizi, che deve restare efficiente, neutrale e orientata all’interesse pubblico.
Nel frattempo, la macchina amministrativa prosegue con un equilibrio che prova a coniugare garanzia dei diritti dei lavoratori coinvolti e tutela della credibilità istituzionale. Una postura di responsabilità che, nelle intenzioni dell’esecutivo, dovrebbe superare la fase emergenziale preservando la fiducia dei cittadini. Resta inteso che ogni valutazione definitiva sarà possibile solo all’esito degli accertamenti. Fino ad allora, Capaccio Paestum si muove su un crinale sottile: fare chiarezza senza pregiudizi, assicurare continuità amministrativa senza zone d’ombra. Un banco di prova cruciale per la governance locale e per l’intero Corpo di Polizia Municipale.
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