

di Massimiliano Catapano
Su via Federico Ricco la problematica di sicurezza è concreta e quotidiana. L’arteria, ripristinata negli anni scorsi con interventi su sottoservizi e pavimentazione disposti dall’amministrazione Giovanni Maria Cuofano, è tornata scorrevole ma oggi è attraversata da un flusso continuo di mezzi pesanti, auto e moto che procedono spesso a velocità eccessive rispetto alla larghezza della carreggiata e alla presenza di pedoni. Ai piedi della Madonna Bruna, in Materdomini, tra edifici degradati e marciapiedi discontinui, chi cammina è frequentemente costretto a stringersi sul margine della strada, sia in salita verso il santuario sia in discesa verso le frazioni limitrofe. A peggiorare lo scenario è un’illuminazione pubblica insufficiente, con pali obsoleti e corpi illuminanti che, in caso di pioggia, tendono a disattivarsi lasciando tratti al buio: una criticità che, insieme alla carreggiata stretta, rende il passaggio di camion e auto particolarmente rischioso.
Per mettere davvero in sicurezza il tratto occorre un pacchetto organico e immediato di azioni: segnaletica luminosa e ben visibile per richiamare l’attenzione degli automobilisti, limitatori di velocità efficaci (dossi, attraversamenti rialzati o sistemi elettronici di controllo) per frenare le "scorribande", riqualificazione completa dell’illuminazione pubblica con sostituzione dei pali vetusti e dei corpi illuminanti difettosi, rifacimento dei marciapiedi e protezioni laterali nei punti più stretti, oltre alla regolazione dell’incrocio con una rotatoria in grado di ordinare i flussi e ridurre le manovre azzardate. Si tratta di interventi concreti e collaudati in realtà urbane simili, che hanno prodotto cali significativi dell’incidentalità. Nel frattempo, si moltiplicano le segnalazioni dei residenti non solo lungo via Federico Ricco ma anche nelle vicine via Garibaldi e via Iroma: assi di collegamento con Materdomini che soffrono delle stesse criticità - velocità eccessive, illuminazione carente, marciapiedi inadeguati - e che necessitano di un analogo programma di messa in sicurezza. L’idea è affrontare i tre tratti come un unico corridoio urbano, coordinando gli interventi per evitare "zone d’ombra" dove il rischio si sposta semplicemente da una strada all’altra.
Resta aperto anche un nodo di programmazione: che fine ha fatto l’alternativa della "18" passante per Codola? Se quel tracciato doveva alleggerire il transito dei camion su via Federico Ricco e sulle strade limitrofe, oggi se ne sono perse le tracce. La cittadinanza chiede trasparenza sullo stato del progetto, sui tempi e sulle risorse, perché senza un corridoio alternativo ogni rinvio sulla messa in sicurezza dell’asse esistente diventa un moltiplicatore di rischio. Dopo la fase dei cantieri curata dall’amministrazione Cuofano, il testimone passa ora al sindaco Gennaro D’Acunzi e alla sua squadra: spetta a loro ristabilire condizioni di sicurezza lungo via Federico Ricco, via Garibaldi e via Iroma, con un cronoprogramma chiaro, fondi dedicati, cantierizzazione rapida e controlli serrati sul rispetto dei limiti. Una strada riasfaltata ma non protetta è una promessa a metà; Nocera Superiore non può più permettersi di aspettare.
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