

Inizierà dalla sfida interna con l'ostica Tonno Callipo Vibo Valentia l'avventura in B1 della neopromossa Assitec Volleyball Sant'Elia. Nelle fila della compagine frusinate resta a garantire esperienza in campo e supporto nello spogliatoio alle più giovani la salernitana Miriam D'Arco (foto Salvatore), atleta dal vasto curriculum nei campionati nazionali. "Sapevamo di essere una squadra costruita per far un buon campionato e nonostante le mille difficoltà siamo riusciti a portare a casa un grandissimo risultato: la promozione! - esordisce riavvolgendo il nastro - Credo che modo migliore per finire una stagione non esista. Personalmente è stato un anno molto intenso, tra emozioni, responsabilità e acciacchi fisici. Quale eredità mi ha lasciato la scorsa stagione? La consapevolezza di poter raggiungere gli obiettivi prefissati senza arrendersi alle prime difficoltà".
Lo sport e l'attività motoria, in ogni accezione, sono parte integrante a 360° delle attività quotidiane della classe '95: "Conciliare lavoro e Pallavolo non è semplice, soprattutto se con un lavoro poco sedentario, poichè mi occupo di riabilitazione motoria e rieducazione funzionale post intervento, e un impegno sportivo come la Serie B1. Fondamentale è l'organizzazione e il recupero psicofisico per affrontare la settimana, ma non nego che non vedo l'ora poi che arrivi domenica per staccare e ricaricare le batterie".
Eppure il primo amore nasce ballando prima di spostarsi sotto rete: "La Pallavolo non è stata la mia prima disciplina sportiva. Fino all'età di 9 anni ho fatto danza (classica, moderna e latino americano): una mattina mi svegliai e dissi a mia madre che non volevo andare più e volevo provare un altro sport. Mia madre? Era così felice di non dover più combattere con vestiti, scarpette, tutù, calzamaglie, trucco e capelli sempre perfetti, ma non si aspettava ginocchiere, calzettoni e manicotti. Anche se papà ha provato in tutti i modi a convincermi nel praticare la Pallacanestro, essendo lui il presidente di una società, ero più incuriosita dalla Pallavolo. E questa curiosità poi è diventata passione: questa passione mi porta a vivere quest'anno la mia ventunesima stagione. L'educazione e il rispetto dei ruoli e delle regole, la disciplina e la dedizione, il gioco di squadra e la forza del gruppo, l'orgoglio e la forza, il coraggio e la pazienza: questa è la "mia" Pallavolo".
21 anni di battaglie e aneddoti che restano impressi come fossero stati vissuti ieri: "Difficile dire a quale ricordo sono legata di più. Ogni stagione insegna qualcosa, in seguito ad esperienze positive o negative: sicuramente le due stagioni intense concluse con una promozione. Il più divertente è stato giocare, e perdere, una finale regionale Under 18 contro Myriam Sylla, che venne poi a salutarmi dicendomi "Ciao io mi chiamo Myriam e anche tu lo so, ciao". Ma soprattutto la Pallavolo mi ha permesso di conoscere tantissime persone, alcune delle quali son diventate fondamentali per me nella vita, oltre il rettangolo di gioco".
Lo sguardo torna poi a focalizzarsi sull'attualità: "Gli obiettivi personali di questa stagione sono: cercare di dare sempre il massimo rispettando ed ascoltando il mio corpo, essere all'altezza dei ruoli e soprattutto divertirmi con le mie compagne di squadra, perchè nonostante tutto la Pallavolo è un gioco. Obiettivi collettivi? Vedremo durante la stagione, allenamento dopo allenamento, partita dopo partita, ma far bene tutte insieme al massimo delle nostre potenzialità: da buona campana sono scaramantica quindi shhhh...". Esempio di dedizione e concretezza, Miriam D'Arco è pronta a lasciare per l'ennesima volta la sua impronta umana e tecnica.
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