

di Massimiliano Catapano
La Salernitana si prende il derby e la vetta della classifica: il 3-2 sulla Cavese consegna ai granata il primo posto in solitaria e, soprattutto, conferma la traiettoria di crescita imboccata dal gruppo. Davanti ai microfoni di Lira Tv, Giuseppe Raffaele tiene i piedi per terra e definisce la rotta: la vittoria "pesa a prescindere dalla classifica", perchè "siamo ancora nelle fasi iniziali", ma la continuità nel trovare la porta è il segnale che cercava. La partita, ammette, non si era messa in discesa: "Faticavamo a scardinare il blocco basso", la Cavese ha colpito "alla prima vera occasione" e lì la squadra ha dato la risposta giusta, ribaltando l’inerzia. Il tecnico entra nel merito. Gli episodi contano e nel primo tempo "abbiamo costruito tre situazioni per calciare in modo pulito verso la porta", senza capitalizzarle. Merito anche degli avversari, "tutti sotto la linea del pallone", ma con una nota positiva: "in ripartenza non abbiamo concesso nulla". Raffaele rinvia l’analisi della prima rete incassata - "la rivedrò" - perchè ci sono dettagli che non lo convincono. È lì che vuole alzare l’asticella: "Dobbiamo lavorare su alcune situazioni che lasciamo ingenuamente agli avversari. La squadra deve migliorare su molte cose, sia dal punto di vista individuale che collettivo".
C’è poi un passaggio identitario che il tecnico rivendica con orgoglio: "Nel giro di un mese abbiamo iniziato a proporre un calcio interessante e armonioso", al punto da poter tenere in campo "tre attaccanti con caratteristiche diverse" senza perdere equilibrio. Il goal decisivo, sottolinea, nasce da un copione preparato: "Sui cross abbiamo riempito l’area come volevamo: è una rete lavorata". Capitolo cambi: "Molto bene chi è entrato dalla panchina", perchè ha spostato ritmo e peso specifico della partita. Dentro questa cornice spiccano due profili: Knezovic e, soprattutto, Achik. Su quest’ultimo, Raffaele è netto: "Per me è una grande soddisfazione. Ha qualità importanti e da subentrato ha inciso spesso: è un valore aggiunto". Ora il passo successivo: "Deve 'metallizzarsi' per incidere dall’inizio, cioè irrobustire mentalità e continuità per pesare fin dal primo minuto. Dobbiamo sfruttare giocatori come Achik e Knezovic", insiste il tecnico, perché ampliano il ventaglio di soluzioni. Inevitabile una riflessione sugli episodi arbitrali. Raffaele evita giudizi tranchant "perchè a caldo non è semplice parlare con lucidità". Ricorda che "le telecamere non sempre aiutano, da un’altra inquadratura possono emergere contatti evidenti" e segnala che su Inglese "il contatto c’è stato". Promuove l’utilità del FVS "nelle situazioni chiare", pur riconoscendo che "in altre è molto difficile decidere".
Chiusura dedicata al rapporto con la piazza. "Il pubblico è bellissimo", dice senza esitazioni. La squadra sente l’abbraccio dell’Arechi e si dà un obiettivo preciso: "Alimentare il tifo con prestazioni all’altezza". Il messaggio è quello che i salernitani si aspettano di sentire: "Questa squadra non molla mai, con ogni interprete partecipe, orgoglioso e consapevole del peso di questa maglia". Il derby vinto restituisce una fotografia nitida: punti, personalità e una traccia di gioco sempre più definita. Il primo posto in solitaria celebra il presente; il futuro, nelle parole dell’allenatore, passerà dalla cura maniacale dei particolari, dalla continuità nel segnare e dalla capacità di far rendere al massimo un organico che sta imparando a trasformare il lavoro settimanale in goal 'lavorati' la domenica.
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.