

di Massimiliano Catapano
Un messaggio diretto, senza fronzoli: dire basta alle ingiustizie accumulate in decenni di politica campana. Dante Santoro, consigliere comunale di Salerno e candidato della Lega alle prossime regionali, lo ripete con convinzione nell’intervista pubblicata da "Le Cronache". La sua candidatura, spiega, nasce dal bisogno di segnare una discontinuità rispetto al passato e aprire la strada a un rinnovamento che parte da Salerno ma guarda all’intera regione. "Non è una scelta personale o di ambizione - sottolinea - ma un dovere verso la mia terra. Abbiamo bisogno di aria nuova, di rompere schemi che hanno prodotto solo privilegi e disservizi".
Il giudizio su De Luca
Il primo bersaglio è l’operato del presidente uscente Vincenzo De Luca. Secondo Santoro, i campani pagheranno a lungo i danni della sua gestione: "Una sanità ridotta a terreno di scambio politico, bilanci dissestati e milioni di euro sprecati per propaganda. Mentre i cittadini aspettano mesi per una visita o un esame, i posti chiave negli ospedali vengono assegnati a figure legate alla politica più che alla competenza".
Le priorità e il programma
Se eletto, Santoro annuncia che la sua prima battaglia sarà contro le nomine pilotate dei primari: "Non possiamo più permettere che la politica entri nei reparti e condizioni la vita dei pazienti. Servono medici scelti per merito, non per tessere di partito". Ma la sanità è solo l’inizio. Il suo programma, costruito con incontri e assemblee in tutta la provincia, si articola in dieci punti: una sanità di qualità con manager selezionati per competenza; un nuovo modello di lavoro di cittadinanza per contrastare il precariato e sostenere chi fatica a trovare stabilità; un progetto di cittadinanza di ritorno per riportare i giovani in Campania; la valorizzazione dell’entroterra con percorsi turistici e rilancio dei comprensori; una rete di sanità di prossimità diffusa, capace di garantire cure anche nelle zone più periferiche; la creazione di uno sportello fondi per rendere accessibili bandi e opportunità pubbliche; un sistema di trasporto integrato tra gomma, ferrovia e vie del mare; il potenziamento dell’aeroporto e dei porti per favorire turismo e collegamenti; la nascita della "Campania Valley", un grande polo per start-up e idee innovative; e infine un piano culturale e artigianale che rilanci biblioteche, eventi e produzioni come le "Luci d’Artista".
Un metodo diverso
Santoro rivendica anche il percorso con cui è arrivato a queste proposte: "Non presento slogan scritti a tavolino. Ho ascoltato i cittadini con comizi nei quartieri e incontri nei paesi dell’entroterra. Quello che propongo è frutto di un lavoro collettivo, che nasce dal basso".
L'appello agli elettori
Il messaggio finale è rivolto a chi rischia di abbandonarsi all’apatia o all’astensionismo: "Se la gente resta a casa, nulla cambierà. La politica è rappresentanza: o ci si mette la faccia o si lascia che altri decidano al nostro posto. Io ci sono, e chiedo di esserci insieme". Con toni decisi e un’agenda che punta a scardinare vecchie logiche, Dante Santoro si candida come volto del cambiamento. Una sfida che parte da Salerno, ma che - nelle sue intenzioni - vuole ridisegnare il futuro della Campania.
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