

di Massimiliano Catapano
È durata poche ore la sosta della Zim New Zealand, nave della compagnia israeliana che nella notte ha attraccato al porto commerciale di Salerno per poi ripartire all’alba, alle 5.30, in direzione Israele. Una presenza passata quasi inosservata, ma sufficiente ad alimentare una nuova bufera politica in città. A scagliarsi contro l’amministrazione comunale è Claudia Pecoraro, avvocato e capogruppo del Movimento Cinque Stelle, che parla senza mezzi termini di "complicità" e accusa la giunta di limitarsi a "sventolare bandiere di pace senza avere il coraggio di agire". La polemica arriva in un contesto nazionale in cui diversi porti italiani hanno già scelto di bloccare le navi israeliane o dirette in Israele, assumendo posizioni nette contro la guerra e a sostegno della causa palestinese. Salerno, invece, secondo Pecoraro, resta ferma a "propaganda vuota e scarico di responsabilità".
Il malcontento si trascina da giorni. Il 22 settembre, un presidio di manifestanti si era radunato davanti al porto chiedendo un incontro con il presidente Gallozzi, per sollecitare una presa di posizione ufficiale. L’incontro non fu mai concesso. Il 25 settembre, la questione approdò in Consiglio comunale, quando la stessa Pecoraro portò in aula le istanze del Forum Antirazzista. Anche lì, denuncia, la risposta fu il silenzio. "Le istituzioni non possono limitarsi a esporre simboli. - dichiara Pecoraro - Quando si ha il potere di incidere, scegliere diventa un obbligo. Restare fermi equivale ad essere complici". Per questo la consigliera annuncia un accesso agli atti all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, per verificare se e quando siano state comunicate le operazioni di attracco e partenza della nave. Il comunicato si chiude con un atto d’accusa durissimo: "A Gaza un popolo viene massacrato, bambini vengono uccisi e affamati. Chi non agisce davanti a tutto questo, chi sceglie di tacere, è complice".
Uno scontro che va oltre la cronaca
L’episodio della Zim New Zealand non è soltanto una questione portuale. È il simbolo di un conflitto che divide e costringe tutti - cittadini, amministratori, istituzioni - a fare i conti con una domanda inevitabile: nella tragedia mediorientale, il silenzio è neutralità o connivenza? A Salerno la risposta, almeno per ora, resta sospesa.
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.