

Attimi di paura sabato pomeriggio, 27 settembre, all’ospedale "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona" di Salerno. Erano da poco passate le 17.00 quando uno scooter parcheggiato davanti alla farmacia ospedaliera ha preso fuoco, sollevando una densa colonna di fumo nero che ha attirato subito l’attenzione di pazienti, visitatori e personale sanitario. Il proprietario del mezzo, accortosi delle fiamme, ha chiamato immediatamente i Vigili del fuoco. Nel frattempo, il personale in servizio non ha perso tempo e ha allertato la squadra aggiuntiva antincendio del "Ruggi". In quel momento erano presenti tre operatori: due di loro sono corsi subito sul posto e hanno affrontato il rogo con gli estintori, mentre il terzo è rimasto nella sala COGE per garantire la continuità delle comunicazioni e rispondere alle telefonate.
Il loro intervento è stato rapido ed efficace. Nel giro di pochi minuti le fiamme sono state domate, evitando che l’incendio potesse estendersi o causare ulteriori danni. Quando i Vigili del fuoco sono arrivati sul posto, hanno trovato la situazione completamente sotto controllo. Non a caso, si sono complimentati con gli uomini del Ruggi per la professionalità dimostrata. Uno di loro, colpito dall’efficienza dell’operazione, ha chiesto se fossero dipendenti di una ditta esterna, ricevendo come risposta che si tratta invece di personale interno, dipendenti ufficiali dell’azienda ospedaliera e non di un servizio esternalizzato. Un episodio che, se da un lato mette in evidenza la competenza e il sangue freddo degli operatori del Ruggi, dall’altro riporta in primo piano una criticità che persiste da mesi. La normativa prevede infatti che il servizio antincendio in strutture di questo livello sia garantito da almeno cinque operatori in servizio H24. Al "Ruggi", invece, la squadra aggiuntiva è composta soltanto da tre unità.
Una carenza che preoccupa e che gli stessi addetti hanno più volte segnalato alla direzione. Non è raro che, per varie esigenze, il numero effettivo scenda addirittura a due, o in casi eccezionali a un solo operatore: una condizione che mette a rischio la sicurezza e rende impossibile fronteggiare emergenze di più ampia portata. L’ipotesi di affiancare ulteriore personale in straordinario era stata proposta, ma non è stata accolta. Sabato, per fortuna, le cose sono andate bene: le fiamme sono state spente senza conseguenze e i Vigili del fuoco hanno potuto limitarsi a prendere atto della buona riuscita dell’intervento. Ma l’episodio evidenzia una falla organizzativa che non può essere sottovalutata. Un ospedale di riferimento come il "Ruggi" non può permettersi di avere squadre antincendio ridotte all’osso. La professionalità dimostrata dagli operatori è encomiabile, ma non basta: serve il rispetto delle normative e una struttura organizzata in modo da garantire, in ogni momento, un presidio di almeno cinque unità operative, come previsto. Perché la sicurezza non può mai dipendere solo dalla bravura degli uomini, ma deve poggiare su regole certe e risorse adeguate.
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