

di Massimiliano Catapano
La prima sconfitta stagionale della Salernitana morde forte. All’"Arechi" i granata, avanti e in controllo per lunghi tratti, cadono 2-3 contro l’Audace Cerignola al termine di una rimonta che nasce dall’espulsione e si compie negli ultimi minuti, complice un errore di Frascatore sulla terza rete pugliese. Nel dopogara, ai microfoni di Lira Tv e in sala stampa, arrivano le analisi incrociate di Giuseppe Raffaele e Daniele Faggiano. Raffaele (foto Us Salernitana), visibilmente amareggiato nel giorno delle 200 panchine tra i professionisti (premiato a tal proposito dal club granata), parte dal turning point: l’uomo in meno. L’allenatore sottolinea come il cartellino rosso abbia inciso su una squadra già provata da un calendario fitto: "Eravamo stanchi e in dieci è diventato tutto più difficile: fino all’espulsione avevamo fatto un’ottima partita, poi siamo andati in apnea e quell’errore ci è costato caro". Nel dettaglio del match, il tecnico ricorda che sul 2-2 i granata hanno costruito ancora: una conclusione di Anastasio e una chance su cross. Quindi l’ammenda: "La terza rete è frutto di un nostro infortunio. Nelle prime cinque gare forse qualche episodio ci aveva sorriso, oggi si è pareggiato il conto. Il gol annullato a Villa lascia pensieri, ma abbiamo finalizzato diverse azioni".
Capitolo scelte e nervi: Raffaele spiega la propria espulsione ("Dopo il rigore ho detto una parola di troppo") e motiva la decisione di non sostituire Capomaggio, nonostante l’ammonizione: "Stava bene; ci sono momenti in cui l’ammonizione si può gestire". Le sostituzioni 'obbligate' hanno riguardato Tascone e De Boer, "entrambi in difficoltà", mentre Inglese è stato inserito "solo nel finale perchè non era uscito bene domenica". Sul piano fisico, Raffaele ricorda che questa era la quarta partita in pochi giorni: "Sapevo che negli ultimi 20’ potevamo calare: in 11 sarebbe stata un’altra storia. La prestazione resta e ci sono cose da migliorare. Cabianca? Non credo sarà disponibile a breve". Chiusura con lo sguardo dritto al calendario: "Non è una bella giornata per il risultato, ma dobbiamo pensare a domenica".
Accanto alla lettura tecnica dell’allenatore, la voce di Daniele Faggiano sceglie il registro dell’autocritica costruttiva. "Dovevamo essere più attenti: è stata una gara combattuta e andava chiusa prima. Lo avevamo fatto, ma ci hanno annullato due goal. Prima o poi la sconfitta sarebbe arrivata: dobbiamo migliorarci e non perdere palloni a metà campo". Sul tema arbitrale, il ds tiene il punto: "Siamo uomini: sbagliamo noi e sbagliano anche gli arbitri. Questa sconfitta dev’essere un’esperienza che ci renda più attenti". Il passaggio finale ha il sapore del manifesto competitivo: "Dico sempre ai ragazzi che quando feriamo un avversario dobbiamo finirlo, altrimenti si rialza. Con Capomaggio fuori temevo che potessimo soffrire e così è stato". Nonostante l’amarezza, Faggiano salva molto: "Faccio un plauso a tutti per questo tour de force (concluso domenica). Non ho visto cali, se non in 10. Sul 2-2 c’è una grande occasione di Anastasio. Il nervosismo non deve far parte della nostra cultura sportiva".
In sala stampa aggiunge: "Fino all’espulsione ho visto una bella squadra. In dieci è normale andare in difficoltà. I problemi fisici ci hanno penalizzati, ma non siamo stati arrendevoli: sul 2-3 siamo anche andati vicini al pari. Non penso che una sconfitta scalfisca ciò che stiamo costruendo. Dispiace aver buttato tre punti sul 2-0: speravo che non arrivasse mai. Però abbiamo fatto bene e costruito trame importanti: nelle ultime tre partite abbiamo sempre provato a giocare. E contro la Salernitana tutti vogliono fare bella figura". Sul mercato, linea di continuità: "È l’ultima cosa a cui penso. Sono contento dei giocatori che abbiamo. Gli infortunati verranno sostituiti da chi è già in rosa. Gli slot ci sono, ma non vanno riempiti per forza: gestire bene le risorse conta più di acquistare. Ringrazio anche chi non è entrato: vedo attaccamento alla maglia".
Lo sguardo va subito al prossimo impegno: "Siamo compatti e pronti ad affrontare il Casarano: la squadra è un po’ stanca, e non nascondo che avrei preferito il non utilizzo di Inglese, ma non ci piangiamo addosso. È un torneo difficile: per me questa sconfitta è stata un trauma, ma può essere un trauma positivo". Messaggi paralleli che si intrecciano: analisi lucida degli episodi, richiamo all’attenzione, tutela del gruppo e focus sulla ripartenza immediata. La Salernitana esce ferita dall’"Arechi", ma senza smarrire identità e ambizione: la strada, ribadisce Raffaele, porta già a domenica. E, come ricorda Faggiano, la lezione va capitalizzata: chiudere le partite, tenere a bada il nervosismo e non disperdere la qualità di un impianto di gioco che ha mostrato segnali concreti anche nella sconfitta.
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