

di Massimiliano Catapano
È trascorso poco più di un anno da quella sera che sconvolse Capaccio Paestum, quando il Deaf International Festival 2024, manifestazione internazionale dedicata al mondo dei sordi, si trasformò in un teatro di violenza. Oggi, 22 settembre 2025, l’inchiesta è ancora aperta: la Procura di Salerno continua a fare luce su ogni dettaglio della vicenda che costò la vita a due biker non udenti e vide coinvolti i fratelli Gaetano e Raffaele Ciccarelli.
La notte del luglio 2024
Era il 14 luglio 2024 quando, all’esterno dell’Hotel Ariston, una discussione degenerò in un dramma senza ritorno. Secondo gli inquirenti, Gaetano Ciccarelli ebbe un violento alterco con un gruppo di motociclisti non udenti. Alle parole seguirono spinte e schiaffi, fino alla chiamata del fratello Raffaele che, arrivato armato di pistola, aprì il fuoco. In pochi secondi vennero esplosi undici colpi di calibro 9×21, che colpirono tre uomini. Due di loro, Ettore Crò, 53 anni, e Vincenzo Spera, 58 anni, morirono dopo settimane di agonia. Il terzo biker riuscì invece a salvarsi, diventando testimone chiave di quella tragica notte.
L'arresto e le accuse
Subito dopo la sparatoria i fratelli si erano costituiti ai carabinieri, ma la svolta è arrivata solo quest’anno: la Corte di Cassazione ha confermato la gravità del quadro indiziario a carico di Gaetano Ciccarelli, ritenuto non solo partecipe ma anche istigatore della spedizione punitiva. Gli inquirenti lo descrivono come una figura dalla personalità "spregiudicata e violenta". Per questo, la Procura di Salerno ha disposto nei suoi confronti una misura cautelare in carcere. Le accuse sono pesantissime: duplice omicidio, tentato omicidio plurimo e porto abusivo di arma da fuoco.
Indagini ancora aperte
L’inchiesta, tuttavia, non si è chiusa con l’arresto. Gli investigatori stanno passando al setaccio i messaggi e i post pubblicati da Ciccarelli nei giorni precedenti la sparatoria. Secondo l’accusa, quelle parole dimostrerebbero la volontà di vendicarsi per motivi personali e sentimentali, trasformando il litigio in una vera e propria spedizione premeditata. La Procura vuole chiarire ogni aspetto: dalle responsabilità dirette a eventuali complicità, fino alle dinamiche precise di una vicenda che resta segnata da un’impressionante violenza.
Il dolore che resta
Ad oltre un anno di distanza, il ricordo delle vittime continua a vivere nelle comunità di appartenenza. Raduni, commemorazioni e iniziative hanno tenuto viva la memoria di Crò e Spera, due uomini strappati alla vita da un gesto di follia armata. Il Festival del Sordo, nato come occasione di inclusione e condivisione, porta ancora addosso la cicatrice di quella notte. Nonostante gli sforzi degli organizzatori per guardare avanti, resta difficile separare l’evento dall’ombra della tragedia che lo ha segnato per sempre.
Una ferita ancora aperta
Il caso di Paestum non è chiuso. Saranno le aule di tribunale a stabilire definitivamente ruoli e responsabilità, ma una certezza è già impressa nella memoria collettiva: la sera del 14 luglio 2024 ha cambiato per sempre il volto di un festival nato per celebrare la diversità e l’inclusione, trasformandolo in una delle pagine più buie della cronaca campana recente.
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