

di Massimiliano Catapano
Una notte lunga e burrascosa, sotto la pioggia battente fuori e il diluvio politico dentro l’aula consiliare, ha segnato quello che molti definiscono il punto di non ritorno per l’amministrazione guidata da Gennaro D’Acunzi. Alle due del mattino, dopo ore di rinvii, sospensive e trattative estenuanti, il consiglio comunale non è riuscito a esprimere un presidente in prima convocazione. Un fallimento che ha messo in luce la dissoluzione della maggioranza del sindaco, costretto oggi a fare i conti con un quadro politico profondamente compromesso. La crisi era già nell’aria da tempo. Prima della pausa estiva avevano lasciato Oliva e De Angelis, con quest’ultima sostituita solo grazie a una sentenza del Consiglio di Stato. Ieri sera, poi, anche Senatore ha preso le distanze. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata quando D’Acunzi, con una scelta procedurale autorizzata dalla segretaria comunale, ha deciso di spostare la votazione del presidente all’ultimo punto all’ordine del giorno. Una mossa che ha reso evidente la fragilità della maggioranza e ha innescato tensioni fortissime: urla fuori dall’aula, strappi e una spaccatura ormai insanabile.
Il copione è andato avanti fino a tarda notte. Alle 23.30 il sindaco ha chiesto una sospensiva per riunire i capigruppo, ma dall’opposizione è arrivato un secco "no" di Bisogno, rimasto fermo sulla posizione già espressa due settimane fa: "Date la presidenza all’opposizione, chiunque di noi è pronto". A quel punto la maggioranza è evaporata. Nessun accordo sul nome di Bove, proposto da D’Acunzi nonostante i dubbi legati a una possibile incompatibilità, e nessuna convergenza neppure sull’idea di affidare la carica a una consigliera donna della maggioranza. La scena finale, quasi surreale, ha visto in aula soltanto Bove per la maggioranza, mentre l’opposizione - compatta con Amato, Bisogno, Carleo, Iannone, Lamberti, Oliva e Villani - chiedeva le dimissioni immediate del sindaco. A certificare il collasso è stata poi la fuga del presidente facente funzione, Manzo, sostituito da Oliva che non ha potuto fare altro che prendere atto della mancanza del numero legale e dell’impossibilità di proseguire i lavori.
Un epilogo amaro per chi, poco più di un anno fa, aveva festeggiato la vittoria elettorale. "L’amore è una gabbia con sbarre di fortuna", recitava Claudia Cardinale, scomparsa proprio nelle stesse ore del consiglio: una frase che ieri sera sembrava calzare alla perfezione per descrivere la parabola dell’amministrazione D’Acunzi. Il sindaco, dal canto suo, ha affidato le sue riflessioni a un lungo post pubblicato sulla pagina ufficiale di Facebook. "Quella di ieri sera rappresenta, a mio avviso, una pagina amara della vita politica della nostra città. - ha scritto - Come protagonista di questo percorso, ne riconosco parte della responsabilità, che affronto con la consapevolezza e la serietà che mi hanno sempre guidato. Il mio impegno nelle istituzioni è sempre stato ispirato da un senso di servizio, non da ambizioni personali". D’Acunzi ha poi puntato il dito contro i toni esultanti di una parte dell’opposizione: "Ho assistito a comportamenti che nulla hanno a che vedere con il rispetto per le istituzioni: parole cattive, esultanze fuori luogo e atteggiamenti carichi di livore. Festeggiare un passaggio delicato come se fosse una vittoria personale rivela una visione povera del bene comune. A chi oggi si illude di aver vinto, rispondo con fermezza: non avete ottenuto alcuna vittoria. Avete solo alimentato un clima di divisione e sfiducia che indebolisce la città e le sue istituzioni".
Il primo cittadino ha ribadito di non temere le difficoltà e di essere pronto ad assumersi ogni responsabilità: "Continuerò a servire questa comunità con dignità e trasparenza, finchè ci saranno le condizioni per farlo. Se queste dovessero venir meno, sarò io stesso, con responsabilità, a restituire la parola ai cittadini. Saranno loro, e solo loro, a giudicare il nostro operato". Infine, un bilancio dell’azione amministrativa: "Sono orgoglioso del lavoro svolto in un anno difficile, insieme a chi ha condiviso questo cammino con senso di responsabilità e lealtà. I risultati ottenuti sono tangibili e sotto gli occhi di tutti. Il mio impegno resta lo stesso: serietà, rispetto e determinazione". Una dichiarazione che non cancella, però, l’amaro in bocca per una serata che ha sancito il naufragio politico di una maggioranza e che lascia Nocera Superiore in bilico, in attesa di capire se la parola tornerà davvero agli elettori.
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