

di Massimiliano Catapano
Momento delicato in casa Cavese. Dopo cinque partite di campionato, con soli due punti raccolti e nessun successo all’attivo, a prendere la parola è stato il presidente Alessandro Lamberti. Ai microfoni di Cavese Supporters, il numero uno biancoblù ha analizzato con franchezza la situazione, senza nascondere difficoltà e limiti emersi, ma chiedendo compattezza all’ambiente e sostegno alla squadra guidata da mister Prosperi.
I cambiamenti estivi e la partenza a rilento
"Non è l’inizio che tutti noi speravamo. - ha dichiarato Lamberti - Abbiamo cambiato allenatore e 4/11 della formazione titolare dello scorso anno, ma i risultati fin qui non hanno reso felice nessuno: nè me, nè l’allenatore, nè i calciatori. Non mi attacco agli episodi, ma ci è mancata attenzione ai dettagli e un pizzico di fortuna. È chiaro che la classifica sia deficitaria, ma ciò che mi sorprende è l’atmosfera: sembra quasi che siamo già retrocessi, e non è così. Prosperi sta lavorando bene e la squadra, per me, esprime un calcio discreto. Ci è mancata la concretezza sotto porta e dobbiamo essere più attenti".
Il presidente ha sottolineato la centralità dei giovani: "È doveroso partire da loro. Abbiamo tanti under di proprietà, ed è fondamentale per costruire il futuro. In campo partiamo quasi sempre con quattro giovani titolari: Boffelli che vanta già quasi cinquanta presenze in Lega Pro, Evangelisti che ha esperienza, e sulle fasce Amerighi, Macchi, Pelamatti o Di Paola. A centrocampo alterniamo tre over e quattro under, con Fella mezz’ala. Siamo in attesa di Awua, un calciatore molto importante che dovrebbe unirsi al gruppo mercoledì. Munari risponde invece perfettamente alle caratteristiche richieste da Prosperi".
Le uscite a centrocampo
Lamberti ha chiarito le scelte sulla mediana, molto diversa da quella della scorsa stagione: "Sannipoli non rientrava nei canoni tecnici e tattici dell’allenatore. Vitale, dopo una settimana di ritiro, ci ha comunicato la volontà di andare a Cerignola. Abbiamo provato a trattenerlo facendogli capire quanto fosse centrale nel progetto, ma Gaetano ha insistito per andar via. Ammetto che all’ultimo stavo per bloccare la trattativa, ma non c’erano più margini. Pezzella invece è andato in una società che gli ha offerto uno stipendio fuori dai nostri parametri. Ecco perché la mediana dell’anno scorso oggi non c’è più. Non abbiamo mai visto la Cavese al completo: Peretti si è infortunato, Awua ha avuto problemi fisici, Munari si sta inserendo gradualmente. Fornito, che l’anno scorso trovava poco spazio, ora dà sempre il suo contributo, e Suplja lo ritengo molto bravo".
La sconfitta di Casarano e il rapporto con i tifosi
Sul pesante 3-0 di Casarano, il presidente ha spiegato: "Abbiamo perso per un errore individuale di Barone, ma la squadra ha avuto occasioni per pareggiare. Certo, prendere tre gol non piace a nessuno, soprattutto per come sono arrivati il secondo e il terzo. Ma se uno viene allo stadio solo per insultare Prosperi e i calciatori al primo errore, allora è inutile: noi abbiamo bisogno di sostegno, non di critiche preventive. Ogni anno abbiamo dimostrato di intervenire quando serviva, non ci siamo mai tirati indietro. Nessuno vuole tornare in Serie D: sarebbe un disastro economico e un colpo affettivo devastante. Spendere meno per poi retrocedere non ha senso. Vogliamo dare tempo alla squadra di crescere, e chiediamo fiducia ai tifosi".
Scelte di mercato e rimpianti
"In attacco abbiamo puntato su Ubaldi perchè aveva caratteristiche utili al progetto. Awua è stato sempre la nostra prima scelta, ma era molto richiesto e la trattativa è stata lunga. Sarebbe piaciuto anche a me che Prosperi lo allenasse da subito, ma non è stato possibile. Un rimpianto riguarda Serra del Campobasso: era praticamente in macchina per venire da noi, poi all’ultimo il club si è tirato indietro. La situazione Vitale ci ha rallentato, ma ci siamo concentrati anche sui rinnovi di Fella, Evangelisti, Loreto e Diarrassouba, sacrifici importanti per mantenerli. Potevamo fare meglio? Certo, due punti in cinque partite non soddisfano nessuno. Avremmo meritato qualche punto in più, esclusi gli ultimi 20 minuti di Casarano. Però dobbiamo essere più concreti e cattivi sotto porta: questo compete all’allenatore e ai giocatori. Se a gennaio servirà intervenire, lo faremo in maniera massiccia, perchè mantenere la categoria è fondamentale".
Fiducia e responsabilità
Il presidente ha difeso il valore del gruppo: "Non condivido chi dice che questa squadra sia meno pronta rispetto all’anno scorso. Sono rimasti Fella e Sorrentino, i nostri due migliori marcatori, e in avanti abbiamo Guida e Ubaldi oltre a Fusco e Orlando. Abbiamo buttato via partite come quelle con Altamura e Giugliano, con il Catania non meritavamo di perdere. Per me Monopoli vale Salerno o Latina: dobbiamo fare punti ovunque, e con i tifosi al nostro fianco possiamo riuscirci".
Sul ruolo della società e il clima intorno alla squadra, Lamberti ha concluso: "Non posso parlare di colpe e meriti dopo cinque partite, sarebbe intellettualmente disonesto. La responsabilità è sempre mia, tutte le scelte sono mie. Ho fiducia in Prosperi e in De Liguori, che lavora costantemente con noi. Se tra cinque partite saremo ancora in difficoltà, allora ammetterò di aver sbagliato. Ma ora serve un ambiente che sostenga, non che alimenti tensioni. Dopo i 90 minuti le critiche ci stanno, ma durante la partita i ragazzi hanno bisogno del nostro sostegno. Prosperi lavora h24, i calciatori s’impegnano, e la squadra non merita di essere bocciata dopo appena cinque giornate. Abbiamo bisogno di muoverci, ma uniti".
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