

di Massimiliano Catapano
Sarno è attraversata da un dolore immenso per la morte di Giuseppe Marchese, appena diciannove anni, vittima di un tragico incidente stradale avvenuto la sera di lunedì 15 settembre in via Ingegno, la strada che costeggia l’area industriale della città. Il giovane viaggiava in scooter con un amico quando si è scontrato con una Fiat 500X guidata da una donna di 27 anni, risultata positiva ai test per alcol e sostanze stupefacenti. L’impatto è stato devastante: Giuseppe, trasportato d’urgenza al "Ruggi d’Aragona" di Salerno, ha subito due interventi delicatissimi, ma dopo giorni di agonia il suo cuore si è fermato.
La salma arriverà a Sarno martedì 23 settembre alle 10.30 e sarà allestita la camera ardente nella Cappella San Giacomo, in Piazza Abignente, per consentire a parenti, amici e cittadini di dare l’ultimo saluto. I funerali si svolgeranno mercoledì 24 settembre alle 9 nel Duomo di Episcopio, con l’intera comunità che si stringerà intorno alla famiglia. Per quella giornata è stato proclamato il lutto cittadino, un gesto di partecipazione che conferma quanto la tragedia abbia colpito nel profondo tutta la città. La morte di Giuseppe non è soltanto una perdita dolorosa, ma anche una ferita che reclama giustizia. La famiglia, distrutta dal dolore, ha espresso con forza la propria richiesta: chi ha causato questa tragedia dovrà rispondere davanti alla legge e pagare con pene esemplari. Un grido che arriva forte anche dalla comunità, convinta che non si possa chiudere gli occhi di fronte a un dramma simile.
Giuseppe era un ragazzo pieno di vita, con tanti sogni da realizzare, conosciuto per il suo sorriso e la sua disponibilità. La sua esistenza, spezzata troppo presto, non potrà essere dimenticata. In città resta il ricordo di un giovane che aveva davanti a sé tutto il futuro, e che ora diventa simbolo di una battaglia per la verità e per la giustizia. Mercoledì, nel silenzio solenne del Duomo di Episcopio, Sarno darà il suo ultimo saluto a Giuseppe. Non sarà soltanto un addio, ma l’inizio di un impegno collettivo: perché la sua memoria resti viva e perché chi ha spezzato la sua vita sia chiamato a rispondere fino in fondo delle proprie responsabilità.
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