

di Massimiliano Catapano
La vicenda Sampdoria è finita nel mirino della Procura Federale. Come riportato da "Il Secolo XIX", è stata aperta un’indagine sulla struttura societaria del club ligure: al centro ci sono i passaggi di quote, le cariche dirigenziali e le acquisizioni avvenute nel secondo semestre del 2024. Il punto critico riguarda l’operazione con cui Joseph Tey, tramite la società lussemburghese KickOff Ventures, ha rilevato parte delle quote di Matteo Manfredi (Gestio Capital). Una mossa che però non sarebbe stata accompagnata da tutta la documentazione richiesta dalla Figc. Mancano i certificati di onorabilità di alcuni rappresentanti con poteri di controllo, e questo apre scenari potenzialmente delicati.
È qui che entra in gioco la Salernitana. I legali granata hanno chiesto chiarezza alla Procura sulla reale situazione patrimoniale della Sampdoria, sia passata che presente, e sul rispetto del piano di ristrutturazione del debito approvato dal Tribunale di Genova. La scelta della società campana nasce anche dal caos generato dallo scandalo Brescia. La penalizzazione inflitta al club lombardo per irregolarità fiscali e contributive ha infatti stravolto la classifica, cambiando i destini della lotta salvezza. La Sampdoria, retrocessa sul campo in Lega Pro, si è improvvisamente ritrovata a disputare i play-out proprio contro la Salernitana, mentre i granata - in condizioni normali - avrebbero dovuto affrontare il Frosinone. Una situazione che ha sconvolto la Serie B e che ha inciso direttamente sulla retrocessione della Bersagliera.
Per questo la Salernitana ha deciso di andare fino in fondo. Non solo per tutelare i propri diritti, ma anche per chiedere alla Figc di spiegare come sia stato possibile che operazioni societarie incomplete e sanzioni tardive abbiano inciso in maniera così pesante sull’esito del campionato. Al momento la Sampdoria non rischia penalizzazioni in classifica, soltanto un’ammenda. Ma l’inchiesta potrebbe portare anche a deferimenti e squalifiche individuali. Intanto resta aperta la questione più grande: perchè la Federazione, guidata da Gabriele Gravina, non è intervenuta con maggiore tempestività? Il caso non è solo un contenzioso fra club, ma riguarda la credibilità dell’intero sistema. La Salernitana ha scelto di muoversi con fermezza, ricordando che il rispetto delle regole non può essere piegato alle circostanze. Perchè quando a decidere non è più il campo, ma i ritardi e le omissioni, a perdere non è soltanto una squadra: è tutto il calcio italiano.
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