

Cattedrale gremita, ieri mattina, a Salerno, dov'è stato celebrato il Solenne Pontificale in onore di San Matteo, Patrono della nostra Città, da Sua Eminenza il Signor Cardinale Angelo De Donatis. Ad accogliere Sua Em.za il Signor Cardinale De Donatis (foto Francesco Pecoraro/Tanopress), l’Arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, S.E. Monsignor Andrea Bellandi che, insieme al Vescovo Ausiliare S.E. Monsignor Alfonso Raimo, ha concelebrato il Solenne Pontificale, animato dal Coro della Diocesi di Salerno, diretto dal M° Remo Grimaldi e dalle corali delle parrocchie della città. "San Matteo, dono di Dio, ci parla dell’esperienza del suo incontro con Gesù. Gesù che sceglie un pubblicano perché non c’è peccato che non possa essere vinto dal suo Amore", ha osservato S.E. Monsignor Andrea Bellandi, per poi ringraziare per la presenza Sua Em.za il Signor Cardinale Angelo De Donatis, il quale ha anche donato alla nostra Arcidiocesi, con annessa indulgenza, la Benedizione del Santo Padre che S.E. Monsignor Bellandi ha letto ai fedeli.
Tra le autorità presenti, il sindaco Vincenzo Napoli, la vice sindaca Paky Memoli, il Prefetto Francesco Esposito, il Questore Giancarlo Conticchio, l'assessore alle politiche sociali Paola De Roberto, il deputato Piero De Luca, i consiglieri comunali Tonia Willburger, Filomeno Di Popolo, Rino Avella, Roberto Celano. E Vittoria Cosentino, Dante Santoro, il sindaco di Pellezzano e consigliere provinciale Francesco Morra, i sindaci di San Cipriano Picentino (Sonia Alfano), Siano (Giorgio Marchese), Mercato San Severino (Antonio Somma), Salvitelle (Antonietta Scelza). Ancora, il consigliere regionale Franco Picarone, l'ex assessore provinciale Lello Ciccone, diversi rappresentanti dell’amministrazione comunale, dei Comuni del territorio provinciale e i vertici provinciali delle forze dell’ordine. A margine della celebrazione del Pontificare, l'Arcivescovo Andrea Bellandi ha incontrato il presidente della Salernitana Maurizio Milan insieme ad altri due dirigenti della società granata, i quali gli hanno regalato una maglia della squadra con il numero 10 e il suo nome.
I consiglieri comunali del Psi Tonia Willburger, Filomeno Di Popolo e Rino Avella, in occasione della solenne celebrazione di San Matteo, hanno partecipato con cartelli recanti la frase "Beati gli operatori di pace, anche a Gaza". "Un gesto simbolico, ma necessario, per accendere un riflettore e muovere le coscienze di fronte a una tragedia che non può lasciarci indifferenti", hanno spiegato i tre esponenti socialisti: "Con questo atto abbiamo voluto ribadire l’impegno e la testimonianza costante della Chiesa a favore della pace e della difesa dei più fragili. Allo stesso tempo abbiamo inteso sottolineare il silenzio assordante, le contraddizioni, di tante forze politiche che si professano cattoliche e che, di fronte a questa emergenza umanitaria, rimangono mute. Il nostro messaggio è semplice: la pace non è un’utopia, ma un dovere di tutti. E oggi più che mai è urgente che le istituzioni e la politica tornino a farsi portavoce della dignità umana, ovunque sia calpestata. Oggi è necessario che a Gaza l’Italia dia un segnale. Il nostro Governo, le forze che lo sostengono, sono troppo timide, incapaci di avere un ruolo, colpevolmente impotenti difronte al massacro di donne e bambini".
L'OMELIA
Sua Eminenza De Donatis, nell'omelia, ha osservato: "Il peccatore è seduto, tutto concentrato, troppo attento al proprio io, totalmente occupato da se' stesso, troppo curvo nel contare i soldi, troppo affannato da un accumulare senza carità, troppo concentrato per non accorgersi dell’altro, affettivamente congelato perchè l’altro diventa solo un oggetto da ingannare e da sfruttare. L’uomo, il cui cuore è in movimento, è libero, l’uomo seduto è schiavo e non riesce proprio a sentire la leggerezza della figliolanza, non riesce proprio a sentire la forza di quello che Paolo, nella seconda lettura, dice di se stesso: io prigioniero a motivo del Signore. La Parola seguimi non ha alcuna introduzione, nessuna premessa, nessuna spiegazione, non offre chiarimenti su condizioni e regole, diremmo noi oggi, d’ingaggio. E’ una parola lapidaria e se ci, facciamo caso, quando il Signore, dice a qualcuno "seguimi" sta chiedendo tutto, davvero tutto. Si mette in moto l’amore. Nessuno tra noi è più degli altri, ma ci facciamo insieme mendicanti di un amore già abbondante che abbiamo ricevuto, ma che chiediamo ancora, insieme, perché ne abbiamo sempre bisogno. Sentiamo vicine quelle popolazioni sofferenti private della loro dignità e chiediamo intercessione come ha detto il Papa per una Pace disarmata e disarmante". Il Cardinale ha citato spesso la 'misericordia': "Misericordia io voglio, non sacrifici: qui trova pienezza il cammino di Matteo e il nostro cammino. Il Signore ci vuole aiutare a non cadere in un equivoco. La gioia di averLo incontrato non si potrà ridursi ad un donare. E’ vero, donare è un verbo ricco, è meraviglioso donare, ma potremmo rischiare di rimanere nel livello del dono, la misericordia è di più. La Misericordia cui ci chiama il Signore ci permette di comprendere che se si comincia con il donare, bisogna finire con il consumarsi che coincide con la misericordia. Il donare potrebbe rischiare di rimanere solo in un ambito di gratuità, che seppure preziosa, non ci ha ancora portato nel cuore della misericordia. Il consumarci ci spoglierà davvero e farà di noi un segno reale di misericordia".
FONTE: Salerno Today
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